Tutto bene, signor Eligio

Il signor Eligio, azzimato e compassato titolare d’una stimata ditta di segnaletica stradale, si trova a Carpi, un sabato sera, di rientro da Roma ed indirizzato, con la sua BMW di rappresentanza, verso un ancora troppo lontano ed estremo nord-est. Carpi in Emilia, come Schio in Veneto, sono piccole Manchester italiane, si diceva un tempo, quando l’industria del tessile faceva di queste cittadine di provincia floridi esempi del nostro ruspante e sanguigno capitalismo nazionale. Duro lavoro e dolce cinica vita. Negli ultimi anni la lunga crisi del comparto tessile ha in parte svuotato di soldi e d’allegria queste zone, i tessuti si fanno oramai tutti in Cina, e così succede che il signor Eligio si trovi a cenare praticamente da solo, in un ristorante pizzeria del luogo. C’è un unico altro avventore nel locale e mangia guardando fisso davanti a sé. Se non ci fosse lui, la sala sarebbe semplicemente uno spazio fisico vuoto, che non fa né bene né male a nessuno. La sua presenza, la sua lontananza inaccessibile ed il suo sguardo perso rivolto alla parete, riempiono invece il posto di un’infinita e sconsolata solitudine. Talvolta, si ritrova a pensare Eligio tra sé e sé, non si è mai così soli come quando si è in due.

Appena terminato di mangiare esce a fumare la sua pipa. La sera è umida, goccioline inoffensive stillano nell’aria ma non c’è nebbia. Non trovando di meglio nell’immediato si siede sul marciapiede, fumando. Passa davanti a lui un piccolo gruppo di ragazzi e ragazze, un paio arrivati da qualche paese africano. Passandogli davanti, uno di questi, con un accento oramai quasi emiliano gli chiede, chinandosi: “Tutto bene?”. Evidentemente, da una parte la sua età dall’altra l’abito e l’impermeabile beige non particolarmente eleganti ma inequivocabilmente e rispettabilmente borghesi, rendono sospetta quella postura. Eligio li rassicura, anche se l’espressione “tutto bene”, presa alla lettera, gli sembra che potrebbe essere impegnativa e discutibile. Chiacchierano un po’, uno gli dice che viene dal Senegal, una ragazza nata e vissuta sempre a Carpi fa la barista. Poi i ragazzi si allontanano ridendo tra loro ed Eligio, quasi con gratitudine, si ritrova a pensare che è stata una bella serata e che quella dei ragazzi sarà ancora più bella, come è giusto. Si rende conto d’essersi rasserenato e di non aver più voglia di guidare per quella sera e, riponendo nell’astuccio la sua pipa, si dirige a piedi verso l’insegna d’un albergo vicino. Tutto bene, signor Eligio.

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