Tre punto zero

Eminenti studiosi sono del parere che, in tema di personalità multiple, i pazienti affetti da tale disturbo dimostrino anche diverso quoziente intellettivo a seconda dell’identità impersonificata così come, ad essere sorprendentemente differente, è anche la loro produttività e capacità di concentrazione. Tali difformità, riscontrabili nello stesso soggetto da personalità a personalità, aprono la strada a molte domande di varia natura, anche filosofica, ad esempio: questi individui, forse, hanno svelato il reale potenziale del cervello umano? E’ questa la definitiva via a tutte le cose che ancora ci sono sconosciute? E’ da questo che ci viene il nostro innato senso del sovrannaturale?

Non aspettatativi che sia io a conoscere le risposte. Son più quel genere di persona che ama crogiolarsi – fumando la pipa – fra i paradossi, tipo come si faccia a credere in Dio ma, al tempo stesso, non nell’esistenza degli extraterrestri. I paradossi mi fanno sorridere, mi mettono sempre di buon umore. La psicanalisi meno. No, in realtà l’incipit sulle persone afflitte da personalità multipla mi serviva soltanto per inaugurare la “tre punto zero” di questo benedetto blog, che un po’ multiplo lo è stato, negli anni, dal 2009 in poi. L’ultima versione, nel giro di un anno o poco più, mi aveva fiaccato, era diventato tutto troppo meccanico per i miei gusti. Mi piaceva, però non mi divertiva.

Quindi, riferendomi a me stesso, se posso, anziché richiamarmi ai problemi di natura mentale preferisco scomodare Lewis Carroll, citando quel breve ma iconico passo in cui Alice, un giorno, arrivò ad un bivio sulla strada e, vedendo lo Stregatto sull’albero, chiese a lui quale strada dovesse prendere. La risposta fu una domanda: “Dove vuoi andare?“ Alice rispose: “Non lo so”. “Allora” – disse lo Stregatto – “non ha alcuna importanza”. Ecco: un po’ come Alice anche io non so dove voglio andare con questo blog ma, in compenso, so dove devo andare per lavoro e per altri impegni. Per quanto mi sarà possibile, per chi accetterà l’invito a seguirmi, vi porterò con me. A presto!

2 Comments

  1. Caro Ramon, perché è scomparsa la bellissima biblioteca-database contenente tanti articoli di prim’ordine, testimonianza di riviste da tempo cessate, ma che rimangono un patrimonio storico formidabile? Era la prova dell’esistenza di una sostanza spesso dimenticata nelle discussioni di oggi sulla pipa e sui tabacchi, e il documento di un modo di intendere questa passione di cui purtroppo si vanno perdendo, o si sono ormai perse, le tracce. Io ho riflettuto tanto leggendo molti testi che non conoscevo e riconsiderandone altri, i cui argomenti si erano purtroppo sbiaditi nel corso di quarant’anni di lento fumo. Ciò non toglie che mi ritrovi molto nei post di questo tuo blog 3.0 e che condivida assai il piacere del connubio pipa-scrittura, che tu pratichi con risultati così convincenti. Ma quel database, ora sommerso e spero salvato, resta una pietra miliare… una sorta di Tom Dunn collettivo, italiano ed europeo. Cordialmente, Antonio Pesce

  2. Ciao Antonio e grazie per il tuo apprezzamento. In futuro tornerò a pubblicare anche qualche articolo preso dalle riviste di settore. La mia inesperienza ha danneggiato il vecchio database online ma fortunatamente le riviste riposano al sicuro nella libreria.

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