Tarek

Fumava la pipa un poco alla volta, come a rate, uscendo all’aperto, tra una barba ed uno shampoo: tre dinari per la prima e tre dinari anche per il secondo. Fuori dal suo negozio di barbiere, una piccola panca sistemata all’ombra d’un alberello basso e dalla chioma larga, ospitava ciclicamente i tanti sfaccendati e perditempo del quartiere arabo. Calcata di pollice, colpo di fiamma e due sbuffi di fumo: Tarek intervallava così, dal mattino presto a sera inoltrata, il loro ascolto, il lavoro ed il suo personale piacere. Lo stendino con gli asciugamani arsi dal sole, due canarini canterini gialli ed il muezzin più vicino come unico segnatempo, completavano lo scenario quotidiano di quell’infinitamente piccola porzione di mondo magrebino.

Del resto, di tre dinari in tre dinari, non è che si possa ambire a molto d’altro nella vita ma non è indispensabile neppure rammaricarsene perché fare il barbiere è come fare il pescatore, oppure il falegname: è, si un lavoro, ma soprattutto è un mestiere e chi ha un mestiere, in fin dei conti, possiede un tesoro; almeno Tarek, da buon musulmano, era di questo avviso. L’uso della pipa? Anche su questo aveva la sua opinione, e ben fondata a suo dire: con un vero mestiere si trova sempre il modo di corteggiarla durante il giorno, altro discorso vale per chi è costretto a fare un lavoro qualsiasi, magari di mera fatica, oppure di quelli dagli asfissianti ritmi moderni, che spiacciono al cielo oltreché al fegato.

Tuttavia, non sempre era così categorico e, quando la situazione economica di qualcuno si faceva pesante, il buon Tarek, anziché perder tempo a biasimare o prestare denaro a fondo perduto offriva un sedile del suo negozio e insegnava ogni volta da capo, e poco per volta, prima a fare le barbe e a lavar le teste e poi, se la cosa durava e appassionava, anche a far qualche taglio di capelli, magari dei più semplici. Il compenso, in questi casi, lo condivideva a metà: un dinaro e mezzo ciascuno. La pipa invece no, di quell’arte dell’accendere e del lasciar stiepidire, e soprattutto della sua capacità d’ascolto, era sempre stato un pochino geloso, e non ne parlava praticamente mai con nessuno se non quando, ma capitava raramente, rimaneva senza un briciolo di tabacco in tasca ed allora mandava qualcuno a comprarne per suo conto.

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