Selfie

La macchina è ferma all’uscita del garage, bloccata da un’altra posteggiata abusivamente – per brevissimo tempo, promette il lampeggio intermittente delle quattro frecce – davanti all’ingresso del garage stesso. Il guidatore in uscita suona il clacson, sempre più rumorosamente ma senza alcun successo; il posto di guida, nell’altra macchina è vuoto. Egli allora insiste con l’assordante clacson, finché sbatte in malo modo la pipa che sta fumando nel portaoggetti di fianco al sedile di guida, esce dalla sua vettura, e si avvicina a quella che gli sbarra la strada. Sul suo volto c’è un’espressione a dir poco inviperita. Ha certo le sue buone ragioni per essere irritato, magari è il timore di perdere un aereo che gli stampa sul viso tanta acidità.

Nell’automobile colpevolmente ferma c’è solo un’anziana donna, più o meno cento, duecento anni. Trecento. E’ rannicchiata in fondo, con un’espressione inquieta, quasi spaventata; mormora che la nuora è scesa solo un attimo e tornerà subito. L’iracondo bloccato, travolto dall’ansia che lo mangia visibilmente da dentro, è sempre più impaziente, chiede in dialetto dove accidenti sia andata questa nuora, in quale negozio li di fronte, ma la vecchia non lo sa. Lui allora suona il clacson della vettura ostacolante, lei ha quasi le lacrime agli occhi, lui comincia a dire che vuole chiamare i vigili.

Torna nella sua automobile a controllare di preciso che ora sia e s’accorge d’aver fatto un mezzo disastro con la cenere, poco prima, scaraventando la pipa nel portaoggetti. Passa un’altro minuto ma non succede niente. Allora lui torna all’altra automobile, chinandosi sul vetro dov’è seduta l’ultracentenaria suocera della nuora desaparecida e minaccia nuovamente di chiamare i vigili e vede il proprio volto riflesso nel vetro dell’auto. Mi accorgo che non mi sono mai visto così brutto e sgradevole e, mentre vedo arrivare affannata e scalmanata la guidatrice, anche lei imbruttita dalla stupidità della situazione, mi allontano in fretta dalla sua auto e per evitare l’incontro sparisco, per un attimo, nel buio del garage.

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