Primo tagliando alla tre punto zero

Non è da un giorno, o da pochi mesi, che cerco di trovare la quadra per questo blog, sia a livello di senso che di contenuti da pubblicare. Includendo le inevitabili pause di riflessione sono una decina d’anni almeno che provo a concretizzare un’idea che all’inizio, forse ingenuamente, m’appariva infine semplice: lasciare testimonianza della mia passione per la pipa nel mentre che la vita scorre. Evidentemente sono incontentabile e, le drastiche e periodiche purghe a cui sottopongo il database del sito fumodipipa.it, ne sono la prova. Chi mi segue dagli inizi, dal 2009 circa – penso all’amico Riccardo soprattutto – sa bene quante piroette ho fatto fare a questo indirizzo internet. Sapete, insomma, della mia totale inaffidabilità, intima scontentezza ed inquietudine come editore. L’attuale versione del blog, resettato completamente l’aprile scorso e che ho battezzato “tre punto zero”, per ora mi sta divertendo e mi auguro che la cosa traspaia ma – detto tra noi – io per primo mi chiedo quanto durerà e quanto investirci in termini di energie e tempo perché, oramai, ho poca fiducia di trovare una stabile e definitiva realese per questo spazio virtuale. Forse, mi dico, il destino di questo indirizzo internet – e con lui il mio, come blogger – è la ricerca continua, la ricerca senza fine, di un modo. 

Quanto detto fin qui mi porta alla seguente citazione: “Ci si arena sempre nel parlare di ciò che si ama”. Questo arenarsi, o incagliarsi, ovviamente è metaforico e conferisce alla citazione almeno due significati: il primo è che “non si riesce mai a parlare di ciò che si ama” ed il secondo è che “si finisce sempre con il parlare di ciò che si ama”. Ed è un bel problema! Anzi: è proprio il problema di questo blog e del suo autore che vorrebbe testimoniare l’amore, la passione per la pipa, ma, nel farlo in prima persona, si trova contemporaneamente interdetto da e tuttavia sospinto verso. Questo post, comunque, è solo una piccola premessa, un’introduzione, a questo argomento che ho intenzione di sviscerare meglio con articoli, probabilmente suddivisi in parti e confezionati ad hoc. A questa tematica, poi, tenterò d’agganciare anche qualche riflessione sull’atopia ovvero su quella condizione che deriva dal non riconoscersi o dal non sentirsi riconosciuto come appartenente e adattato ad un luogo circoscritto e definito. Ovviamente, nel nostro caso, il “luogo” è la comunità dei fumatori di pipa, ammesso esista per davvero. Non sapendo in che altro modo inquadrare questo mio intervento di manutenzione – programmatica più che programmata – considerate pure tutto questo come una sorta di primo tagliando alla “tre punto zero” (vedi anche il post: Tre punto zero) .

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