Pipe Castello: il genio italiano conquista gli Stati Uniti

Pipe Castello: il genio italiano R.D. Field (link agli articoli on-line) racconta il debutto delle pipe Castello (e Caminetto) negli USA. L’articolo originale è pubblicato sulla rivista Smoking (n°1, marzo 1983).

Il genio italiano conquista gli Stati Uniti
Lavoro fatto a mano, linee moderne per decollare. Gli sconfitti? Le case inglesi fra gli altri. Sulla diffusione e l’apprezzamento delle pipe Castello negli Stati Uniti ci sembra interessante riportare la testimonianza di uno specialista americano, il «tobacconist» R.D. Field.

Nel 1953 una nuova pipa di alta qualità fece il suo debutto in America, prima a New York e poi, gradualmente, nel resto del paese. Questa pipa era molto diversa da ogni altra di qualità similare in vendita a quel tempo: era completamente fatta a mano invece che fabbricata a macchina e rifinita a mano; aveva un bocchino di plexiglass invece che di ebanite; fornello e cannello di radica avevano una finitura profondamente incisa, scavata; la pipa veniva dall’Italia. La nuova pipa rappresentava un cambiamento radicale rispetto a quello che il fumatore americano era abituato a comprare, e la cosa più sconcertante era il suo paese d’origine. L’Italia non era certo nota per la produzione di buone pipe. Questa distinzione apparteneva a due altri paesi europei, Francia e Inghilterra. Dopo tutto, la lavorazione della radica era cominciata in Francia, a St. Claude, dove sono state concepite molte delle forme tradizionali di oggi; e l’industria piparia inglese era ben solida fin dall’inizio di questo secolo con alcune delle marche più prestigiose nel mondo, nomi come Barling, Charatan e Dunhill.

Fu così, con qualche trepidazione, che i fumatori americani provarono questa nuova pipa, la Castello. Il bocchino fu sentito strano in bocca, essendo il plexiglass un po’ più duro dell’ebanite. Ma il materiale non si ossidava col tempo e così non saltava fuori quel terribile aspetto e quel gusto così spesso associati con una pipa. Inoltre, le forme Castello erano piuttosto familiari perché a quel tempo erano modellate in gran parte su quelle della Dunhill, la più famosa radica del mondo. E la finitura profondamente rusticata sembrava, ai non iniziati, come la sabbiata delle marche più note. Gli americani sono, come popolo, molto utilitaristi. Essi pretendono valore pari al denaro speso e non comprano un prodotto soltanto perché nuovo o diverso. La pipa Castello era cara in America, ed il fatto che abbia avuto successo negli USA dimostra che valeva pienamente, abbondantemente, il suo prezzo. Che la pipa fosse completamente fatta a mano e fosse il prodotto di un solo uomo invece che di una grossa industria, in gran parte è stato appreso (e apprezzato) più tardi.

Negli anni seguenti Castello diventò un nome largamente rinomato, e il rifornimento di pipe mandato in America non fu sufficiente per soddisfare la domanda crescente. Negli anni ’70 la pipa Castello divenne quasi leggendaria, le sue qualità erano ampiamente proclamate da tutti; ma nessuno sapeva dove comprarne una. I negozi specializzati erano fortunati se ne ricevevano due o tre in un anno e quelle non restavano in negozio un giorno, o addirittura un’ora, prima di essere acquistate. In questo spazio vuoto si inserì una nuova pipa italiana fatta a mano, la Caminetto. Di aspetto molto simile alla famosa Castello Sea Rock, la Caminetto Business approdò in America nei primi anni ’70. Ebbe successo, ancora maggiore dopo che la Tinder Box ne curò la distribuzione nei suoi negozi. Meno cara e più prontamente disponibile della Castello, la Caminetto fece molte conversioni fra coloro che non potevano trovare o non potevano permettersi l’originale, mentre altri che avevano provato per prima la Caminetto fecero di tutto per assicurarsi almeno una Castello da confrontare.

Fu durante questo periodo che entrambe le marche misero fuori nuove forme e nuove finiture. I nuovi modelli apparivano meno simili alle tradizionali forme inglesi e avevano loro caratteristiche proprie e originali (più tardi conosciute in America come «Italian styling»). Nel tardo 1979 la Castello era popolare e difficile da trovare come sempre. Ormai un «culto» Castello si era formato fra i collezionisti che telefonavano ai negozi di tutti gli Stati Uniti per ottenere una o più di queste pipe sfuggenti. Di tanto in tanto si spargeva la voce che questo o quel negozio aveva una Castello Trademark o addirittura una Castello Collection in vendita, e allora quel negozio era inondato di telefonate per giorni e giorni. In quello stesso periodo si seppe che la Caminetto non sarebbe più stata fabbricata (vedi anche: “Caminetto, la pipa coi baffi“).

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