Mac Baren Black Ambrosia

Per chi avesse piacere di provare, con poca spesa, una miscela a base di black cavendish che non inzaccheri di gruma appiccicosa la pipa e che non risulti troppo invasiva nei fornelli, il Black Ambrosia della Mac Baren è una delle possibilità che offre il mercato italiano. La casa produttrice lo dichiara composto da Modern Cavendish (da non confondersi con l’Original Cavendish che è un’ingrediente della Scottish Mixture già recensita), e da altri tabacchi virginia loose cut. La pezzatura complessivamente è medio-grossa molto facile da caricare in pipa e particolarmente adatta a fornelli piuttosto capienti. Il tabacco, praticamente di colore tutto nero ed inframmezzato solo da qualche raro brandello di tabacco biondo, da crudo, restituisce subito la corretta impressione di quello che poi s’andrà a fumare una volta acceso: sentori di tostatura, di caffè dolcificato, di frutta fermentata.

Avviata la fumata, nella prima parte, il Black Ambrosia sprigiona tutta la dolcezza di cui è capace e non escludo affatto che, a qualcuno, in questa fase possa apparire stucchevole. In questo senso va un po’ ricercato l’affiatamento con il tabacco ma, se gli si concedono alcune pipate interlocutorie, si noterà come il contrappunto della tostatura, che man mano viene fuori nel prosieguo della fumata, renda questa miscela più che potabile e, tutto sommato, persino fresca e “magra” in pipa anziché ottundente. Altra caratteristica è sicuramente il corpo che in questo caso è veramente poca cosa: il Black Ambrosia risulta essere davvero molto leggero come tabacco e quindi o si è un fumatore che adora consumare miscele decisamente light oppure, gioco forza, sarà da prendere in considerazione prevalentemente per le fumate mattutine. D’altro canto ha la buona caratteristica di non sollecitare mai la lingua quindi, anche surriscaldandolo un po’ alla ricerca di maggior forza e aroma, il Black Ambrosia non si vendicherà ustionandoci (nel caso, però, oltre un certo limite s’acuiscono troppo i sentori della tostatura).

Si sarà capito che, in definitiva, come recensore rimango piuttosto tiepido davanti a questa miscela e questo accade perché, prevalentemente, sono portato a non gradire troppo gli all-blacks (siano essi Amphora Black Cavendish, Troost Black Cavendish o – appunto – Mac Baren). Alle miscele nere preferisco decisamente quelle bionde (vedi Scottish Mixture) che tendono, come aroma percepito, al miele anziché al caffè vanigliato tuttavia riconosco, in particolar modo al Black Ambrosia di Mac Baren, le qualità che ho descritto poc’anzi: freschezza ed asciuttezza in fumata unite ad un dolce ma misurato accompagnamento aromatico che, una volta portata a regime la pipa, s’attenua man mano per lasciar posto ai sentori tostati. Siamo comunque molto lontani, con questo tabacco, dalla galassia dei 7 Seas che a me paiono, quelli si, molto più pasticciati e complicati da decifrare (valutazione squisitamente personale). Per concludere, personalmente, trovo che questo tabacco dica molto di più in pipe tipicamente domestiche, di grosso calibro e belle capienti, volendo anche con fornello conico per concludere in crescendo l’ultima parte della fumata.  

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