L’inquilino

L’inquilino, anche quel mattino, si svegliò cresciuto di un giorno e s’accorse, indossando con qualche incertezza la posizione eretta, di come gli stessero stretti tutti i suoi precedenti ideali. Invecchiando, giorno dopo giorno, li vedeva cadere in frantumi uno appresso all’altro.”Ma,” – era solito dire per infondersi un poco di coraggio – “non c’è altra vita!” Da quei frantumi toccava ricominciare anche quel giorno e quindi  frugò, in mezzo alla cenere, come tra i suoi vecchi sogni, cercando nel camino della sua pipa almeno un pezzetto di brace di tabacco da riscaldare con nuova fiamma, nell’intento di far rinascere, con esso, tutto ciò che c’era stato di dolce nella sua vita: le fantasticherie! 

Esattamente un anno prima, esattamente a quell’ora, il fumo mestamente vagava nella stanza come quel mattino ed allora, scuotendo la testa, si trovò ad esclamare: “Come volano via in fretta gli anni!” Mentre metteva a cuocere il primo caffè, di nuovo si domandò cosa ne avesse fatto, dove lo avesse seppellito e quando, il suo tempo migliore. Si scoprì, per un attimo, oramai al di sopra dei desideri, ma era solo una suggestione dovuta al silenzio della sua solitudine domestica. Nella piccola stanza, in verità, il torpore cullava la sua immaginazione che ribolliva come l’acqua nella cuccuma casalinga: era vivo. Tutto viveva! Bevuto il caffé se ne uscì quindi a camminare, come si cammina in ogni buon romanzo che racconti la vita di qualcuno.

Migliaia di valvole, nella sua testa, avrebbero voluto riversare fuori migliaia di parole verso gli altri che incontrava per la strada ma lui, con la sua pipa, ci metteva un tappo e, ciononostante, camminando non si sentiva soffocare. Cercando il tempo perduto, sotterrato da qualche parte, arrivò nei pressi della barriera, poi oltre la sbarra, e continuò a camminare in mezzo ai campi seminati ed ai prati senza avvertire stanchezza ma sentendo, al contrario, salirgli su un po’ di buonumore. Smise di fumare, cacciò la pipa in tasca, e cominciò a canticchiare qualcosa sottovoce, come fa qualunque persona felice che non abbia, nei momenti lieti, nessuno con cui condividere la propria gioia d’esistere: “Puli puli pu fa il tacchino…

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