Kunstvollen

Kunstvollen

Non è che io voglia paragonare lo sforzo di mandare avanti un blog amatoriale con quello che servirebbe per licenziare un’opera vera e propria però, anche in un’attività come questa, trovo sia possibile richiamarsi al concetto di kunstvollen che, nel mio caso, si risolve nel desiderio di tornare al blog come un appassionato di pittura torna al suo cavalletto, dal quale non ha mai licenziato nulla di definitivamente buono eppure si è sempre cimentato nel provarci, mettendo alla prova le proprie idee e capacità. Certo è che un blog passionale (intendo, dettato unicamente dall’istinto e dal sentimento) è un luogo ben strano: mai veramente definito – né finito – sempre autografo eppure mai totalmente autentico, in quanto il curatore può sempre ripensarci e rigirarlo come un calzino, a suo piacimento, senza dover renderne conto a chicchessia.

Una seriale presa in giro verso chi lo segue e chi lo legge? Io direi di no, direi piuttosto che rappresenta la vita stessa mentre si muove. Settimanalmente, o con quale frequenza preferite voi, si ha modo di sapere cosa ha fatto l’autore. Ha prodotto qualcosa? Non ha prodotto nulla? A cosa si è interessato? Al codice HTML per migliorare la grafica del sito? Forse ha scritto qualcosa di suo? Suppongo ci sia un briciolo di curiosità morbosa, nonché di pettegolezzo e divertimento, ma anche d’autentico desiderio di “sapere” in chi passa – silenziosamente – a salutare sbirciando tra queste pagine. L’importante è intendersi: tutto ciò che qui accade è un perenne abbozzo e non è, ne sarai mai, un’opera compiuta. 

Al Robert Musil talmente diffidente nei confronti dei suoi seguaci che – ancora vivo e vegeto – mandò in stampa le sue incompiute «Pagine postume pubblicate in vita» preferisco decisamente quel pittore che rivolle indietro alcuni dei suoi quadri già venduti e li trattenne presso di sé dal 1970 al 1992 perché, disse, «doveva sistemarli un po’»! Sempre nel suo studio e sempre incompiuti. Sforzo continuo, infinita ricerca, volontà di fare, kunstvollen. Così è la vita e così – nel suo piccolo – è quanto troverete sempre al mio indirizzo internet. Le opere nate già finite tipo «buona la prima» le lasciamo a chi si accontenta e, magari, ve le vende pure.

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