Johnny e il paradosso della scelta

Johnny ha comprato una rastrelliera da 48 posti per le sue pipe e, da allora, nessuno riesce più ad avere una normale conversazione con lui. Da quel giorno, infatti, tutto gira attorno ai posti vuoti ancora da riempire nella rastrelliera. Raramente, chi lo conosce, l’ha visto così angosciato. “E’ che c’è una tale scelta!” dice Johnny passeggiando su e giù in salotto per poi tornare a sfogliare pagine e pagine on-line di cataloghi di pipe. D’altra parte, oggi è così per qualsiasi cosa: il negozio di alimentari sotto casa di Johnny offre 48 tipi di yogurt, 134 di vino e 64 prodotti delle pulizie diversi, per un totale di trentamila articoli. Su Amazon si possono ordinare due milioni di titoli. L’uomo contemporaneo ha a disposizione un catalogo di 500 disturbi psichici, 5000 destinazioni per le vacanze e può scegliere tra un’infinità di stili di vita diversi. Non c’è mai stata così tanta scelta e le pipe, in termini di differenziazione almeno, non fanno certo eccezione.

Ovvio, direte voi: la scelta è la misura del progresso, ciò che ci distingue dall’età della pietra e da certi tentativi, tutti falliti, di pianificare l’economia. Ebbene si: la scelta ci rende felici. Ma c’è un limite, passato il quale si corre seriamente il rischio di rovinarsi la vita, come nel caso di Johnny che si trova momentaneamente angosciato a causa di quello che potremmo definire come il paradosso della scelta. Johnny, poi, è un caso del tutto particolare: non solo va in ansia nel dover scegliere tra mille, duemila, tremila pipe nuove tutte diverse, lui va pure a complicare ulteriormente la situazione prendendo in esame anche le pipe già usate da altri e vendute di seconda mano. Logico, no? E’ proprio come dice l’antico proverbio cinese: perché torturarsi con l’acqua bassa se si è deciso d’affogare (nel mare magnum della scelta)? In realtà, scegliere una nuova pipa, che ci dovrà fare compagnia per tanti anni se il sodalizio si rivelerà felice, è come scegliersi una potenziale partner.

Oggi, nell’era dell’online dating, ci vengono proposte milioni di candidate e lo stress della scelta è così grande che il cervello maschile riduce la complessità ad un unico criterio: la bellezza. Le conseguenze di un simile modo di scegliere dovrebbero esservi ben note, forse anche per la vostra esperienza personale. Troppa scelta ci fa ridurre all’osso i criteri di selezione, li confonde, e soprattutto ci rende più insicuri sulla bontà delle nostre decisioni. Johnny non saprà mai se ha scelto bene o no: perché più si è insicuri nello scegliere più si sarà infelici a scelta effettuata. Cosa consigliare, quindi, all’amico Johnny? Anzitutto di mettersi il cuore in pace: non esistono, in tema di pipe, le scelte perfette. Pretendere di massimizzare – a fronte d’una possibilità di scelta troppo vasta – è sintomo di un perfezionismo del tutto irrazionale, preconcetto e autogiustificativo. Johnny farà meglio ad accontentarsi delle buone soluzioni. Ma lui pretende solo il meglio? “Buono abbastanza” è il meglio (tranne, ovviamente, che nel mio e vostro caso). 

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