Il Narratore: saluti finali

Cari lettori di fumodipipa.it, come Narratore, con voi, siamo ai saluti finali. Non so se ci rileggeremo e non so se, in un prossimo futuro, sarò tirato nuovamente in ballo da Ramon. All’inizio del mio lavoro di manutenzione alla tre punto zero del blog avevo preventivato che sarebbero serviti almeno una decina di post per affrontare le due tematiche proposte nell’articolo “Primo tagliando alla tre punto zero”; me la sono cavata con nove, uno in meno, rallegratevene. D’altro canto, diciamolo chiaramente: non fossi intervenuto io l’alternativa – lo sapete – sarebbe stata lasciare mano libera a Ramon il quale, probabilmente, avrebbe nuovamente resettato il database di questo sito ripartendo da zero chissà quando e chissà con quali propositi. Si, è vero: ultimamente – a causa mia – s’è parlato davvero poco di pipa e di tabacco ed i sette iscritti al blog che, nel frattempo, se ne sono andati testimoniano, forse, che gli argomenti da me trattati, in veste di Narratore, interessavano a loro molto poco. Ma, d’altra parte, se portate la macchina in officina a fare il tagliando non è che potete pretendere, nello stesso tempo, anche di scorrazzarci in giro liberamente, magari con la capottina abbassata ed il vento nei capelli. Giusto?

Ora, questa analogia m’è d’aiuto anche per scusarmi se, in qualche strofa dei miei articoli, non sono riuscito ad essere sufficientemente chiaro, sono andato troppo di corsa, oppure, ancora, se ho dato per scontate certe specifiche conoscenze e letture. Fate conto d’esser stati appunto in officina: il meccanico mette le mani dentro il motore della vostra vecchia automobile e, per quanto cerchi di spiegarvi cosa stia facendo, voi non riuscite a capire proprio tutto quello che vi dice ma, comunque, un’impressione generale ve la fate ugualmente. Qui, nel caso dei post del Narratore, non è diverso: il meccanico non è un divulgatore di professione e voi, d’altro canto, non siete meccanici professionisti quindi, se ci siamo compresi a metà strada, possiamo dire che va già bene. La cosa più importante, per me, è aver tolto un po’ di polvere e qualche ragnatela su due temi che, evidentemente, stavano a cuore a Ramon; viceversa non li avrebbe sollevati lui per primo nel suo post. Aver tirato in ballo Stendhal per analizzare i problemi di scrittura e, contestualizzare questi problemi, sia in riferimento ad una passione viva (come quella per la pipa, nel suo caso) che allo strumento impiegato (come il diario/blog, nel suo caso) gli sarà sicuramente d’aiuto quantomeno a comprendere se non a modificare, da qui in avanti, il suo approccio alla scrittura.

In merito all’atopia, in realtà, ci sarebbe stato molto altro da dire. Io, come Narratore, ho dato per assodato il fatto che esista una comunità di riferimento dalla quale percepirsi come atopici e dalla quale essere percepiti come atopici: quella dei fumatori e degli estimatori della pipa. Ma questo è, già di per sé, un errore giacché potremmo, per davvero, stare mesi qui a speculare filosoficamente sulla reale esistenza di suddetta comunità. Allora ho preferito semplificare in chiave funzionale al lavoro di manutenzione che dovevo fare ed ho scritto che essa è ipotetica e reale al tempo stesso. Sorvoliamo. Rimane di buono, almeno secondo il mio punto di vista, aver potuto evidenziare a Ramon ed ai lettori del blog come la condizione di atopia sia, di per sé, portatrice-sana di nuovi modi e di nuovi mondi. La mia intenzione è stata quella di segnalare come, il non far parte esclusivamente di qualcosa, appiattendosi e limitandosi entro qualsiasi confine, coincida con un destino individuale da augurarsi, anziché no. L’ambiente-mondo dell’individuo atopico, che abita senza vivere la propria comunità di riferimento, per dirla con un’espressione heideggeriana, “fa mondo”: mondo nuovo! Ovviamente ciò implica anche una ricerca finalizzata a reperire le migliori condizioni, al di là del tempo presente e dei confini della comunità di riferimento, per favorire processi di nuova territorializzazione i quali, in definitiva, incarnano lo stesso spirito creativo. Chiaro no? Per chi provasse l’insano desiderio di rileggermi dal principio, e con questo vi saluto per davvero, ricordo che la mia tag è: il Narratore. Adieu, mes amis!

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