Gli irregolari della pipa

Che cos’è lo stile? Tutti gli artigiani, tutti gli hobbisti, hanno uno stile o, almeno, dovrebbero averlo: in senso lato è la forma (oltre allo shape) che la loro mente imprime all’abbozzo oppure alla placca che stanno interpretando. E’ chiaro che questo stile coinciderà, almeno in parte, con le qualità intrinseche del pezzo di radica prescelto di volta in volta. Potrà anche accadere che l’autore esprima il suo stile in shapes assolutamente comuni, rifacendosi al collaudato classicismo, il che può farci legittimamente ritenere che non ci sia niente di più comune che essere unici. Lo spiego meglio: perché quando diciamo di qualcuno che è “più unico che raro” pensiamo prevalentemente all’unicità e non alla rarità? Perché sono in troppi a fare le stesse pipe, pipe senza stile, e solo qualcuno – raramente – si è distinto e si distingue. Come, d’altro canto, in ogni altra forma d’artigianato o d’arte.

Per questa ragione avanzo, per scherzo ovviamente, una provocatoria proposta di legge: pena di morte per gli hobbisti! Ci vorrebbe una legge che proibisse – prevedendo pene pesanti per i trasgressori – di produrre pipe senza alcun stile. E questo non perché uno non possa sciupare la radica ma perché rischia di fare scemenze. Solo allora coltiveremmo una nuova classe di hobbisti clandestini, che saprebbero quanto sia pericoloso e difficile imparare la nobile arte. Similmente a Sir Arthur Conan Dolye, nel suo Sherlock Holmes, li potremmo chiamare “Gli irregolari” della pipa. Con la pena di morte per i trasgressori, farebbero pipe soltanto gli appassionati veri, quelli che avrebbero delle vere motivazioni per sfidare eroicamente le forze dell’ordine e noi, i giudici-magistrati del loro lavoro. Invece accade che si viva in tempi di totale anarchia e lassismo e purtroppo i risultati si vedono: su ebay, su Facebook, ovunque ci sia possibilità di vendita al minuto; pipe terribili ed incredibili stanno in bella mostra a dimostrarlo.

Un sacco di gente viene arrestata per molto meno e, invece, questi artigian-hobbisti sono a piede libero. Creano i loro capolavori nella speranza, o nella convinzione, che ci sia qualcuno tra di noi disposto ad acquistare i loro pezzi. Io non voglio muovere a questi signori una critica a tutto campo, o sulle loro buone intenzioni, ma – purtroppo – le buone intenzioni non bastano. Lo stile, di cui dicevo prima, non nasce dalla spontaneità e dalla creatività pura. Ed è da questa situazione che poi nasce la categoria, molto diffusa, dell’incompreso. Ma l’incompreso non è tale perché è cretino chi non lo comprende (noi), ma in realtà lo è perché, spesso e volentieri, non c’è nulla da comprendere nelle pipe che vengono presentate al pubblico. C’è, infatti, anche un livello di “non esistenza” che impedisce ogni giudizio critico ed è per questa ragione che, almeno il sottoscritto, vedendo certe gallerie di pipe in vendita, si ritrova a pensare “niente” su ciò che osserva.

C’è, in sostanza, secondo me una linea di demarcazione al di sotto della quale è impossibile esprimere un giudizio. Sopra di essa viceversa comincio a pensare, e li nasce la valutazione e magari anche la curiosità accademica per l’acquisto e la prova sul campo. Ecco perché è essenziale lo stile in chi si cimenta a fare pipe per hobby e poi, se gli va bene, per mestiere. Quindi, tornando all’inizio del discorso: che cos’è questo benedetto stile? E’ il pensiero, la visione, del pipemaker. Pensiero che non può essere banalmente uguale a quello di mille altri perché, altrimenti, sarebbe già preceduto e contenuto in mille altre produzioni e quindi non ci sarebbe alcuna ragione per esprimerlo di nuovo tale e quale al già molte volte visto. Le “invenzioni” di un pipemaker dovrebbero offrirci una nuova visione, seppur minima, della pipa per come la conosciamo già. Dovremmo poterla vedere come non l’abbiamo mai vista prima.

Per questa ragione un pipemaker dovrebbe essere stilisticamente diverso da ogni altro, come hanno saputo esserlo tra di loro le varie Peterson, Dunhill, Mastro, Savinelli, Charatan, Bang, eccetera eccetera eccetera. Gli esempi si sprecano, grazie a Dio. Tutte queste produzioni hanno saputo connotare il loro stile rispetto alle altre in maniera unica, nel bene e nel male e nonostante i loro grandi numeri di produzione. Allora la verità è che il soggetto (cioè: la pipa) è persino ininfluente in questo mio dialogo sullo stile perché ci possono essere un milione di hobbisti che la riproducono ma ciascuno, idealmente, dovrebbe farlo in modo ugualmente originale. Le forme ed i mille piccoli dettagli che esprimeranno nella realizzazione, quelli saranno il loro stile, la loro personalissima visione e deformazione sulla pipa. Solo allora potremmo essere più clementi e mandare Lastrade finalmente in pensione lasciando “Gli irregolari” liberi di scorrazzare a piede libero.

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