Gawith Hoggarth Ennerdale

Venduto attualmente in Italia all’inconfessabile prezzo di 25 euro per scatola (da 50 gr.) l’Ennerdale della Gawith, Hoggarth & Co. è un tabacco confezionato in formato flake e composto prevalentemente da un blend di virginia curati in vario modo a cui è aggiunta una modesta percentuale di burley. Da molti ascritto alla categoria dei saponati (soapy) d’antica tradizione inglese, in realtà, l’Ennerdale è un tabacco che si posiziona al limite della famiglia stessa e – personalmente – sono più incline a descriverlo come un pressato aromatizzato atipico che sfugge qualsiasi facile collocazione concettuale. Per quel che riguarda la mia esperienza i flakes saponati tout-court sono altri e sanno d’altro: non migliori o peggiori rispetto all’Ennerdale ma semplicemente più incisi e, se vogliamo, anche più facili da decifrare. Ne parleremo in altre recensioni.

Venendo all’Ennerdale va detto che siamo in presenza di un flake dall’aromatizzazione piuttosto invasiva ragion per cui sarà meglio scegliere con oculatezza in quale pipa fumarlo. Soggettivamente, in questi casi, io sono portato talvolta a prediligere una pipa in schiuma: utile olfattivamente perché smorza e livella gli eccessi della miscela ed anche praticamente per due ragioni: perché nella schiuma il “fantasma” del tabacco mi pare andarsene prima e perché la schiuma necessita di minori e più brevi soste per asciugarsi nel caso in cui si volessero fare più fumate consecutive e ravvicinate senza bisogno di profumare altre pipe. L’apporto della radica, in questi casi, se è vero che può inspessire il gusto del tabacco stesso, mi pare comunque trascurabile. De gustibus.

L’aromatizzazione dell’Ennerdale è quantomai intrigante e variegata: aromi agrumati e fruttati, molto dolci a crudo e nella prima parte della fumata, accompagnati da un sottofondo ben percettibile di mandorla (fine, elegante, che si esalta se il tabacco viene lasciato seccare un po’ all’aria) e vi sono poi ulteriori note – più labili – di vaniglia ed ancor più evanescenti di rum a legare il tutto. Come dicevo all’inizio: una variopinta “salsa aromatica” a mio avviso abbastanza lontana dai saponati duri e puri seppur comprendo che qualche reminiscenza simil-floreale e di bergamotto possa rimandare a quella categoria di tabacchi d’antico concepimento. Certo è che questa originale mescolanza d’aromi deve piacere a chi la fuma perché altrimenti arrivare in fondo alla fumata può diventare davvero un supplizio per il pipatore poco aduso a certe stravaganze.

In merito alle foglie utilizzate posso dire che si percepisce chiaramente l’abbondante quantità dei virginia presenti, di buon e sostenuto corpo, mentre il burley – presente in modica percentuale per ancorare e legare le varie aromatizzazioni – rimane dietro le quinte e, fortunatamente, non riesce a rendere terrosa una miscela che rimane sempre dolce e tipicamente virginia-based come piace a me. Le fette del flake, dai tipici toni marroni e screziati, si presentano al tatto morbide e facili da lavorare. Io preferisco sbriciolare grossolanamente a mano l’Ennerdale facendolo asciugare un pochino fintantoché non sento più chiaramente uscire la mandorla dietro i più immediati effluvi agrumati. Non è certo questo il caso in cui, dipanando la fibra del flake, si corra il rischio di perdere corpo o consistenza del tabacco in fumata. Per tutto quanto sopra detto ed anche visto e considerato il prezzo al banco mi sento di suggerirlo solamente a fumatori non di primissimo pelo.

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