Evoluzione storica della pipa

Evoluzione storica della pipaL’articolo, di Edda Tedeschi, ripercorre l’evoluzione storica della pipa nel corso dei secoli. L’originale è pubblicato sulla rivista Smoking (n°3, settembre 1975).

Evoluzione storica della pipa

Il tabacco è veramente sul banco degli imputati? Ovviamente la risposta non può essere che affermativa in quanto televisione, stampa e qualunque altro mezzo di divulgazione ci hanno informato che il tabacco è estremamente nocivo per la salute. Inoltre alcuni anni fa venne divulgato il rapporto Terry che ribadiva che il tabacco è l’imputato maggiore per quanto riguarda principalmente i tumori e le malattie cardiovascolari. Eppure le popolazioni dell’America settentrionale attribuivano al tabacco carattere sacrale e qualità magiche (vedi anche l’articolo: I Calumet) mentre in Europa questo “grande colpevole” si riteneva avesse notevoli qualità terapeutiche tanto che gli asfittici venivano curati con clisteri di fumo fatti con la “macchina fumigatrice”. Comunque si sa con certezza che il tabacco e con esso la pipa si diffuse in Europa dopo la scoperta dell’America tramite i navigatori che ne avevano preso conoscenza dagli indiani che fumavano usando pipe di argilla. Quindi l’uso della pipa per fumare il tabacco risale al Cinquecento ed uno dei principali protagonisti della sua diffusione fu Sir Walter Raleigh. Infatti egli, cortigiano e uomo di cultura dell’Inghilterra elisabettiana, fece fumare la pipa alla sua stessa regina, che dopo una prima esperienza negativa, divenne una accanita fumatrice tanto da essere imitata anche dalle sue dame di corte.

L’uso di fumare il tabacco con la pipa risale quindi per l’Europa al XVI secolo, ma dal punto di vista sia della reperibilità sia della fattura sono da tenere in conto quelle del XVIII e del XIX secolo. Infatti vennero fabbricate delle vere opere d’arte nei materiali più disparati quali l’oro, l’argento, l’ambra, l’agata, il diaspro e l’avorio. Ma questi esemplari si possono definire i più rari e praticamente inutilizzabili per il materiale poco adatto, mentre le più comuni, anche se ne sono state create delle vere opere d’arte, sono senza dubbio quelle di schiuma, di radica e di legno, di gesso e di ceramica. Le pipe di schiuma, le più ricercate dai collezionisti, sono tra le più belle per l’eleganza, la finezza, delle forme e della decorazione e per la fantasia con cui sono stati scolpiti i soggetti più vari e talvolta più insoliti. Con la “schiuma di mare” si suole indicare la sepiolite un composto minerale, il silicato di magnesio, poroso e leggero, di colore biancastro, molto tenero e facile all’incisione e alla scultura. I soggetti di questi piccoli capolavori plastici sono innumerevoli. Dai volti umani, talora di arabi o di negri ad eleganti signore con cappellini alla moda o chiome disciolte, da qualunque tipo di animale a personaggi storici, da divinità a splendide statuette di donne nude. Le pipe di schiuma sono tutte veramente splendide poiché i vari artigiani o artisti sapevano trarre dagli informi blocchi di materiale minerale delle sculture veramente valide da un punto di vista artistico (vedi anche l’articolo: Collezione Dall’Oglio: un amore così fragile). Essi infatti dopo aver scolpito ed inciso le fogge e i motivi ornamentali più vari calcolavano al millimetro il “culottage” provocato dalle lunghe e sapienti fumate in modo tale di fare dei contrasti di tinta efficacissimi che sono degli elementi decorativi di non secondaria importanza. Inoltre rifinivano, ultimato il lavoro di cesello, le pipe con un trattamento a caldo a base di cere, oli, grassi e bianco di balena per renderle appunto idonee ad assumere quella colorazione che va dal giallo al rosso. Quella colorazione splendida che ha contribuito a renderle famose.

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Bocchino in corno di cervo, pipa in argento (Collezione Savinelli).

A proposito delle pipe ritraenti soggetti storici vi è settore particolare che è quello delle pipe risorgimentali raffiguranti Vittorio Emanuele II, Napoleone e Garibaldi. Queste erano le più pregevoli insieme ad altre dai soggetti risorgimentali più svariati mentre ve ne erano altre, modeste col fornello in gesso su cui erano dipinti i tre colori della bandiera italiana. Un capitolo un po’ a se è formato dalle pipe a soggetto erotico che erano munite di due astucci, uno dei quali serviva da schermo e che veniva tolto nel caso di una fumata solitaria o con soli uomini. Alcune erano solo romantiche e galanti mentre altre presentavano atti d’amore sia etero sia omosessuali. Un altro settore delle pipe di schiuma piuttosto raro è quello rappresentante castelli, torri, barche e navigli, mentre più comune anche se sempre pregevole è quello con ornamentazioni di fiori, frutta e paesaggi romantici. Nonostante le pipeschiuma siano tra le più pregevoli non sono sicuramente tra le più antiche. Infatti sembra siano apparse a Budapest nella prima metà del Settecento. Le pipe di legno sono invece tra le più antiche perché verso la metà del XVII secolo erano diffuse. La loro produzione originaria ebbe luogo sembra ad Ulm e si sa che nel 1695 nelle vicinanze di Geislingen esistevano due fabbriche di pipe di legno. Infatti si da spesso il nome di “Pipe di Ulm” a quelle varietà che apparve nella cittadina verso il 1733 e che ben presto fu fabbricata in Germania, in Austria e in Ungheria. Le cosidette pipe di Ulm sono sempre molto eleganti nella linea ed hanno il vaso in legno di bosso variegato dalla forma di bisaccia tondeggiante, molto appiattita e protesa in avanti con una specie di sperone ricurvo verticale. Esse hanno anche un coperchietto in metallo inciso e traforato munito di catenelle che assicurano i pezzi in particolar modo il cannello o il fornello.

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Donna al bagno: le gambe sono due bocchini, uno per sigarette l’altro per sigari, mentre il corpo è una pipa di cui la testa ne è il fornello (Collezione Savinelli).

Delle pipe di radica invece, nonostante sembra siano state già note anticamente, se ne conoscono solo esemplari risalenti al secolo scorso. La prima fabbrica di pipe di radica fu fondata a Parigi nel 1851 da Ganneval Bondier e Donninger (vedi anche l’articolo: Senza famiglia, le pipe GBD). Famosa anche sin dal 1854 la produzione di St. Claude in Francia ed in particolare quella della fabbrica Butz-Choquin. Ma in breve tempo importanti manifatture sorsero in tutta Europa, in Russia e in Spagna. Le pipe di radica non erano affatto lineari come quelle di oggi, ma incise e scolpite come quelle di schiuma raffiguranti anch’esse i soggetti più disparati quali personaggi storici; teste di negri, di arabi, figure femminili, animali di ogni tipo, teschi, orologi, strumenti musicali etc. Le pipe di ceramica sono molto comuni sia quelle smaltate sia quelle non smaltate. Più rare invece sono quelle di terra nera con il fornello riproducente una testa di negro. Una varietà importante di questo tipo di pipe è quella di “Chemnitz” (link al glossario). Esse hanno una forma assai caratteristica essendo composte da un fornello di terra bruna marezzata a sezione ottagonale, chiuse anch’esse da un coperchietto metallico. Pipe di questo genere non vennero fabbricate solo a Chemnitz ma anche in molti altri luoghi europei. Le pipe di porcellana risalgono invece al XVIII secolo, e furono prodotte soprattutto a Sevres, Capodimonte e Doccia. Il vaso ha talvolta delle decorazioni raffinate, altre piuttosto grossolane. Fra queste numerosi sono gli esemplari dedicati ai militari e ormati con motivi idonei e con dediche. Infine le pipe di gesso, che non sono affatto di gesso, ma di una speciale argilla plastica di colore biancastro, erano diffuse soprattutto in Inghilterra, in Francia, in Italia e nelle Fiandre. La fabbricazione delle pipe di gesso pare si sia diffusa prima in Inghilterra poi in Olanda quando un inglese di nome Barentsz fondò a Gouda la prima fabbrica il cui marchio era una rosa incoronata. In questa città si producono ancora pipe dal modello tradizionale e bisogna fare molta attenzione e non scambiarle per antiche, come bisogna fare attenzione per tutti gli altri tipi di pipe. Infatti è difficilissimo determinare con sicurezza l’età e l’origine di una pipa. Solo lo stile ornamentale, il gusto e la linea e la tecnica di fabbricazione possono aiutare nella classificazione dell’epoca.

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