Cattivi, inutili, maestri

Una persona impara a conoscere le pipe – al plurale – non sempre in modi regolari o prevedibili; e non sempre, per fortuna dico io, attraverso i “sentito dire” che popolano gli abituali luoghi di ritrovo dei fumatori di pipa (virtuali o meno che siano). Certo, ci avviciniamo alla pipa con sempre maggiore consapevolezza leggendone la storia, imparando a conoscere i marchi più altisonanti o comuni e diffusi: ma, con il senno di poi, arrivo a dire che è uno dei modi peggiori per familiarizzare con l’oggetto della nostra comune passione. E’ come pretendere d’innamorarsi della Storia leggendo un manuale scolastico: gli Egizi, gli Etruschi… quasi inevitabile abbandonare il campo dicendosi: “La Storia non fa per me”. Oppure si cade nell’inganno: ci si innamora dei luoghi di ritrovo anziché delle pipe stesse che divengono una mera scusa, null’altro che un pretesto per continuare a frequentare certi luoghi e certe persone.

Ancora più sfortunati, in questo senso, sono coloro i quali finiscono nella rete dei tuttologi pipari oserei dire di professione cioè quelli che, tra il bisogno d’intrattenere per mantenersi in luce e la perenne necessità di far proselitismo, non mancano mai di farci sapere il loro punto di vista, su qualsiasi argomento annesso e connesso alle pipe ed ai trinciati da pipa. La categoria più tremenda e terribile, è facile intuire come la penso, sono “i moderatori” dei forum on-line. Io, purtroppo, tutto questo l’ho scoperto piuttosto tardi, giacché fintanto che frequentavo attivamente e con sentimento quelle realtà altro non sapevo delle pipe che quello che andava per la maggiore in quei luoghi, presso quelli che ora chiamo cattivi, inutili, maestri. Ero, come dire, più preso dal bisogno di cercar riscontro delle opinioni altrui che dal farmene delle mie proprie, per quanto originali fossero. Oggi lo considero un errore d’approccio. Io, dunque, appassionato di pipe – al plurale – ho cominciato veramente ad innamorarmene quando ho messo da parte la dimensione sociale di questa passione. 

E’ nato così un amore vero e proprio che mi sposta dagli interessi che più frequentemente vedo trattati nei luoghi di ritrovo dei fumatori di pipa. No: per me, nel mio percorso, la pipa – al singolare – deve integrarsi ed interagire con le mie altre passioni e con la mia vita. Non con quella degli altri. Mi si è confermata così l’intuizione che, in questo campo, non si possa imparare nulla cronologicamente, per ordine, ma che piuttosto si apprenda per contatto diretto, per desiderio di vedere e provare con mano. La storia della pipa, l’arte del fumare la pipa, può anche essere smontata e poi ricostruita a nostro piacimento, secondo la nostra inclinazione personale. E’ difficile riuscire a sentire feeling con la pipa, e con le pipe al plurale, se corriamo sempre dietro alle opinioni altrui: bisogna arrivarci per impulso, per stimolo intimo, per desiderio non indotto ma sentito. Accadrà così che, dopo aver scelto una pipa come amica, anch’essa ricambi scegliendo noi come suoi confidenti. 

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