Speciale Miscele: il segreto di fumare bene

Speciale Miscele: il segreto di fumare bene

Miscele casalinghe: un non meglio precisato Milord firma l’articolo-vademecum che segue. L’originale è pubblicato sulla rivista “Il Club della Pipa” (n°4, settembre 1966). Utile ai principianti ed agli impavidi, ieri come oggi.

Speciale Miscele: il segreto di fumare bene

Ora che finalmente arrivano ben tredici marche di tabacchi inglesi pensiamo che più di un fumatore di Pipa sarà tentato di fare qualche nuova miscela. Le miscele di vari trinciati sono una delle croci e… delizie dei fumatori di Pipa. Si può dire che praticamente ogni fumatore di Pipa sia costantemente alla ricerca dell’optimum. Anche quando avrà trovato una miscela di suo gusto non cesserà di mescolare trinciati alla ricerca di una migliore. Vorremmo da queste pagine dare, soprattutto ai neofiti, alcuni consigli. Non abbiamo certo la pretesa di dire tutto sulle miscele di tabacco, ma solamente di dare qualche indicazione che riteniamo fondamentale per chi si accinga a questo esperimento. Alcune cose è bene premettere. In primis che una miscela che appare ottima ad alcuni, può non piacere ad altri (quanto siano discordi i gusti dei fumatori di Pipa lo vediamo dalle numerose schede che ci sono arrivate per la nostra inchiesta sul trinciato “Club”, pubblicata in altra parte della rivista). Altra cosa da chiarire subito: può verificarsi che due tabacchi che da soli piacciono, mescolati insieme possono diventare infumabili. Così due o più tabacchi che non dicono granché, a volte, se mischiati, possono soddisfare pienamente.

I requisiti di una buona miscela, oltre a quello di soddisfare il gusto di chi la fuma, sono: una buona combustione e non bruciare la lingua. Ripetiamo qui un consiglio che già abbiamo dato nella ’’Posta dei lettori”: se intendete mischiare due o più tabacchi fate prima una miscela in piccole dosi, misurando accuratamente le proporzioni e servendovi di una bilancetta, (vanno benissimo quelle per pesare le lettere, che, se ancora non l’avete in casa, potete acquistare con modica spesa). Se la mistura non sarà buona (brucerà male o vi ustionerà la lingua), potrete buttare via il tutto senza rimpianti. Per mescolare due tabacchi occorre per prima cosa stendere un grande foglio di carta su un tavolo: i giornali vanno bene ma è meglio una bella e robusta carta da pacco non stampata. Poi, anziché unire subito i due trinciati scelti per miscelare, si metta un mucchietto della prima marca da una parte e quella della seconda dall’altra. Quindi si prenda un pizzico del primo e lo si mescoli a un pizzico del secondo. 

L’operazione deve essere accurata, sempre prendendo dall’una e dall’altra parte fino a formare un bel mucchio al centro: quando si sarà terminato si darà ancora una bella mescolata generale. E’ ovvio che, se per esempio si vuole unire un intero pacchetto di tabacco X a un mezzo pacchetto di tabacco Y, si prenderà ogni volta una quantità doppia di X, in modo da mantenere le proporzioni. Se intendete mescolare tre o più trinciati non conviene unire prima due e poi aggiungere il terzo. Si facciano tanti mucchietti quanti sono i tabacchi da mischiare e si prenda via via un pizzico di ciascuno mescolandolo ben bene. Si prende un po’ di X, un po’ di Y e un po’ di Z e si mescola bene; poi si ripete l’operazione fino ad aver unito tutti i tabacchi in un unico mucchio, che andrà ancora mescolato. Riponendo il tabacco nell’apposito contenitore, dopo aver fatto la miscela, è bene aver cura di non metterci dentro anche quella polvere di tabacco che sarà eventualmente rimasta in fondo al mucchio. Il tabacco va introdotto nel vaso o nel sacchetto prendendolo con le mani e non alzando la carta a mò di imbuto sul vaso. Solo così la polvere di tabacco rimarrà sulla carta e potrà essere eliminata… o usata come tabacco da fiuto (a chi piace, naturalmente!).

Parecchi tabacchi che, usati da soli, non hanno bisogno di essere inumiditi, se miscelati, invece lo devono essere. I sistemi per inumidire il tabacco sono parecchi e non tutti, secondo noi, giusti. Se la quantità di tabacco è piccola (ad esempio il contenuto di una bustina o di una borsetta) si può usare la classica buccia di patata o di mela, oppure uno di quegli umidificatori che si trovano nei negozi specializzati. Sconsigliamo invece le bucce di arancia o di mandarino, che alterano troppo il sapore. Se però si intende inumidire l’intero contenuto di un barattolo sono sconsigliabili anche la patata e la mela; in questo caso conviene inumidire con acqua o con liquore. L’acqua ha il vantaggio di non alterare il gusto del tabacco, mentre il liquore può migliorare… o anche peggiorare una miscela. Un sistema molto pratico per inumidire con acqua una miscela appena fatta è quello di sparpagliare il tabacco sulla carta e poi di spruzzarlo con uno di quei vaporizzatori che si usano per il profumo. Naturalmente non bisognerà esagerare nell’umidificazione, perché, se è vero che un tabacco troppo secco brucia in fretta e arriva troppo caldo in bocca, è altrettanto vero che un tabacco troppo umido brucia male e tende a spegnersi continuamente.

L’umidificazione con un liquore è molto utile quando si voglia conservare una miscela per lungo tempo. L’alcool impedirà infatti la formazione di muffe che spesso si sviluppano in miscele inumidite con acqua e conservate troppo a lungo. Quali liquori usare? Qui entra nuovamente in gioco il gusto personale. C’è chi preferisce il gin e chi il brandy. Noi personalmente preferiamo il whisky (e parecchi esperti, come ad esempio il prof. Eppe Ramazzotti e il signor Lacchino, presidente del Club della Pipa La Mole, sono del nostro stesso parere). E’ naturale che non bisogna esagerare neppure con il liquore: un cucchiaino da caffè sarà in genere più che sufficiente per due o trecento grammi di tabacco. Per conservare una miscela di tabacco è indispensabile un vaso a chiusura ermetica. Ve ne sono in commercio di diversi tipi: abbiano essi le guarnizioni di sughero o di gomma è indifferente, purché — non ci stancheremo di ripeterlo — non entri un filo d’aria. Se la miscela è stata inumidita, sarà meglio lasciarla chiusa nel vaso per due o tre giorni prima di fumarla: i vari aromi si amalgameranno bene e si sarà creato veramente un trinciato ’’nuovo”, che potrà non ricordare che vagamente i tabacchi con cui è stato fatto.

Se avete inumidito con liquore ponete il vaso ermeticamente chiuso su un termosifone (se è inverno) o al sole (se è estate) per un periodo da 24 a 48 ore. L’evaporazione interna darà inizio a un processo di fermentazione che potrà giovare molto all’aroma del tabacco. Circa il grado di umidità da dare alla miscela solo l’esperienza potrà essere d’aiuto. Possiamo però avvertire che i tabacchi Virginia e/o del tipo Flakes devono essere più umidi degli altri, perché se secchi brucerebbero la lingua. I nostrani trinciato medio e le spuntature di toscano (utilissimi nelle miscele anche per chi predilige tabacchi dolci) hanno invece bisogno di pochissima umidità. A proposito delle spuntature di toscano, lasciateci dire che esse sono utili non solamente ai vecchi montanari dal palato incallito, ma possono essere apprezzati anche dai più raffinati fumatori di miscele. Basta saperle dosare. E anche a questo ci penseranno il tempo e l’esperienza.

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