Riabilitazione delle pipe curve di radica

Riabilitazione delle pipe curve di radicaGiuseppe Ramazzotti torna a parlare di pipe curve associate a trinciati robusti. L’articolo originale è pubblicato sulla rivista Smoking (n°1, marzo 1976).

Riabilitazione delle pipe curve di radica

Recentemente — per la correzione delle bozze — ho dovuto rileggere un paio di volte il mio libro “Introduzione alla Pipa”: mi sono così persuaso di non essere stato molto tenero nei confronti delle Pipe curve, come d’altra parte non lo ero stato — se ben ricordo — anche in diversi miei articoli sulla vecchia rivista “Il Club della Pipa” ed in altri miei scritti.

E perchè mai ora mi appresto ad una riabilitazione delle Pipe ricurve? Affinchè il Lettore mi possa ben comprendere, è necessario prendere le cose un pò da lontano. Dunque, e molti lo sanno, io amo fumare tabacchi piuttosto robusti: uso — quando posso averle — le cimette toscani (e non toscane, come venne erroneamente stampato su uno degli scorsi numeri della nostra rivista Smoking) -, ma le cimette sono vendute soltanto in Svizzera ed io debbo accontentarmi dei pochi pacchetti, da me acquistati nei miei scarsi viaggi in Svizzera, oppure portatimi dagli amici, che si recano nella vicina Confederazione.

Quando tuttavia (e mi accade purtroppo abbastanza spesso) mi trovo sprovvisto delle amate cimette, debbo ripiegare sui toscani o sui toscanelli sbriciolati: poiché ho sempre usato quasi esclusivamente Pipe diritte, li mettevo appunto nel fornello di tali Pipe, ma — debbo confessarlo — mi capitava non di raro che il loro fumo mi procurasse un noioso singhiozzo. Ciò non capitava mai, nè con le cimette, nè con le vecchie ed ottime spuntature (di toscani) che il nostro Monopolio non produce più da anni, ossia da quando i sigari toscani si fabbricano a macchina: e non sono ritornate in vendita neppure ora, che è comparso sul mercato il vecchio toscano, sigaro fabbricato — secondo il Monopolio — seguendo gli antichi metodi manuali.

Comunque sia, toscani e toscanelli sbriciolati mi sembrano spesso eccessivamente forti nelle Pipe diritte e quando poi interveniva anche il singhiozzo (che — l’ho detto — non mi giunse mai con le cimette) ero preso da una sorda e violentissima irritazione. Fu quasi per caso se un giorno, in un momento di vera e propria rabbia, mi capitò di colmare con toscanelli sbriciolati il fornello di una Pipa ricurva, ebbene, con mia notevole meraviglia, la fumata risultò ottima e del malaugurato singhiozzo neppure l’ombra.

Nei giorni successivi riesumai dalla mia collezione un’altra Pipa assai ricurva, che giaceva inutilizzata da un pezzo; ne ho fatto qui un disegnino alla buona, poiché queste vecchie Pipe di foggia così detta norvegese sono oramai poco note. Il coperchietto a cupola del fornello e le due vere di metallo ramato sul cannello (fra le quali è inserito un legno d’ignota specie) conferiscono alla Pipa severa dignità; il bocchino è di corno, come usava allora. Anche questa Pipa, sia coi toscani sbriciolati, sia col trinciato forte, mi diede piena soddisfazione.

Accadde così che oramai uso soltanto Pipe ricurve per i tabacchi molto robusti: debbo aggiungere che — a differenza di quanto ebbi a scrivere in passato — le Pipe ricurve possono essere usate non soltanto per una o due fumate giornaliere, ma per un numero notevolmente maggiore, a patto di tenerle ben pulite con frequenti passaggi di morbidi scovolini e se si impiegano tabacchi piuttosto secchi.

Consiglio dunque vivamente a quei Lettori, che desiderino sperimentare trinciati robusti, di affrontarli con Pipe ricurve, che riescono a raddolcirli assai: mentre rimango dell’opinione che per i moderni trinciati, più ricchi di aroma (e per le cimette), siano sempre preferibili le Pipe diritte.

Da quanto ho detto si può trarre un’altra interessante conclusione: che anche una lunga esperienza non è sempre sufficiente per conoscere veramente a fondo un argomento; ne è prova il fatto che io — in quasi sessant’anni di pipate — non ero ancora riuscito a penetrare alcune delle occulte virtù delle Pipe ricurve.

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