Le pipe napoletane

Le pipe napoletane

Breve divagazione di Diego Sant’Ambrogio sulle pipe napoletane. L’articolo originale è pubblicato sulla rivista “Il Club della Pipa” (n°4, luglio 1968). Di Diego Sant’Ambrogio, come autore, ne ho già parlato nel post “Nel tempo, senza tempo: la Pipa”. 

Le pipe napoletane

Nel millenovecentodiciannove abitavano al quinto piano, oggi si direbbe un attico, il nonno e la nonna materni. C’era una grande terrazza sotto il cielo e sopra i tetti di Roma. Mio nonno, in una vecchia poltroncina di vimini, si godeva alla sera il ponentino, la vista del cupolone ed il fumo della pipata, con una delle sue napoletane. Quella era l’ora preferita per una buona pipa. Io, lo confesso, fumavo sigarette Macedonia; la pipa la riservavo per le escursioni in montagna. Compagne affezionate mi erano allora una «GBD» ed una «Non canta la raganella».

Da molti anni, però, mi è sola compagna, accesa o spenta, in casa o fuori, ai monti o al mare, una a turno delle mie pipe. La sigaretta l’ho definitivamente abbandonata. In casa, di sera, accendo spesso, e sempre con vivo piacere, una napoletana, così come una volta faceva mio nonno. Le napoletane costavano pochi centesimi e oggi si trovano ancora in commercio, ma più grosse e di fattura più volgare. Sono di argilla giallo-rossastra, di colore più o meno intenso, a seconda della qualità della terra stessa ed il grado di cottura. Il fornello ha varie fogge: teste di donna, soldati o, anche, motivi puramente decorativi. Generalmente queste pipe sono di piccole dimensioni e sono munite di una cannuccia diritta, nella quale è innestata un’altra cannuccia-bocchino più sottile e ricurva.

Al fumatore delicato dirò che queste pipe non gli si addicono, neppure con tabacchi dolci, profumati, melassati, dato che sono più adatte a trinciati forti, alle spuntature di toscano e simili. Sono pipe grezze, dal tono robusto. Però, dopo qualche pipata, formato che si sia sulle pareti del fornello un pur sottile strato di culotte, come dicono i francesi, esse danno ampie soddisfazioni.

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