Le misteriose pipe di Tossa

le misteriose pipe di tossaAndrea Bizio Gradenigo, in questo interessante articolo pubblicato su Smoking (n°4, dicembre 1978), ci racconta la storia di sette pipe in terracotta che hanno sollevato alcuni dubbi sulla loro datazione tra gli studiosi e gli archeologi.

Le misteriose pipe di Tossa

Provenendo dalla Francia e attraversando i Pirenei, là dove questi si stendono fino al mare, si incontra una delle più belle coste del Mare Mediterraneo: circa 200 chilometri di scogliera ripida e scoscesa, di piccoli porti naturali protetti, di miriadi di villaggi disseminati su spiagge sabbiose; la Costa Brava.
dove la costa assume le sue caratteristiche più spettacolari, con baie difficilmente raggiungibili da terra, sorge Tossa de Mar, che di tutte le località del litorale è sicuramente la più attraente.
A Tossa de Mar si trovano le testimonianze degli antichi abitanti: celti, iberici, greci e romani.
Le più antiche vestigia di Tossa sono costituite da una cittadina romana, di carattere agricolo, che esisteva già nel primo secolo dopo Cristo.
I primi scavi furono iniziati a Tossa nel 1914, in un luogo chiamato Els Ametllers.
Dimostrarono, tra l’altro, l’esistenza di una fortificazione più piccola di quella attuale che risale al XII-XIII secolo.
Gli scavi proseguirono nel 1920 e portarono allo scoprimento di un frantoio e dei magazzini di una villa, datata tra il primo ed il secondo secolo dopo Cristo, due serie di abitazioni pavimentate con ricchi mosaici, uno dei quali di eccezionale importanza.
Nel 1934 si procedette a nuovi scavi che portarono alla scoperta di bagni, una piscina ed altre costruzioni, che dimostrano la grande importanza della villa romana di Turissa (dal latino «turris»: torre, antico nome di Tossa).
La cittadina era costruita secondo il modello romano: la villa urbana, dove abitava il dominus, dominava la villa rustica, o casa di lavoro; esistevano tutte le comodità dell’epoca, tra cui 3 stanze da bagno (il frigidarium, il tepidarium, il caldarium), una piscina ed una vasca da bagno.
Le prime invasioni di popolazioni settentrionali si ebbero nel 3° secolo, con la discesa dei Franchi, che distrussero la vicina capitale della Catalogna (Barcellona) e sottomisero Tarragona. In questa occasione la città di Turissa ebbe a patire notevoli danni, tanto che fu in gran parte riedificata nel quarto secolo, ed è a questa epoca che risalgono molti reperti (tra cui i mosaici).
Ulteriori invasioni si ebbero dopo il quinto secolo, e determinarono una progressiva decadenza che culminò con l’incendio che distrusse definitivamente la villa nell’ottavo secolo, a seguito di una azione bellica condotta da truppe mussulmane.
Le mura medioevali del XII-XIII secolo, quando nel frattempo Tossa si chiamava Tursia, dimostrano la vita relativamente tranquilla che condusse la città fino ai giorni nostri.
Ci siamo interessati così a lungo della storia di Tossa, perché proprio dagli scavi effettuati (che proseguono anche nei nostri giorni) sono stati trovati dei reperti eccezionali: alcune pipe di terracotta.
Sei di queste pipe sono esposte, tra lucerne, piatti ed altri oggetti dell’antica Turissa, nel Museo municipale di Tossa. Quello che colpisce il visitatore attento è che il cartellino, posto sulla vetrinetta, parla di «pipe romane»!
Ci siamo intrattenuti, effettivamente molto scettici su tale datazione, con il Direttore del museo, il dott. Vicente Esteban Darder.
Secondo alcuni archeologi le pipe esposte nel museo di Tossa non sarebbero di epoca romana, come invece sostiene il dott. Darder per essere state incontrate durante gli scavi della villa (primo, quarto secolo dopo Cristo) in strati piuttosto profondi. Questi archeologi sostengono che sarebbero state fabbricate tra il XVII e XVIII secolo, che servivano per fumare tabacco e che pertanto dovrebbero essere ritirate dal museo o, perlomeno, non essere esposte tra i reperti dell’antica Turissa. Tuttavia non si sanno spiegare come queste pipe siano finite dove sono state trovate.
Il dott. Darder invece ricorda che ormai è pacificamente provato che in Europa si fumava ben prima della scoperta dell’America, e quindi dell’importazione del tabacco. Gli Sciti fumavano già da alcuni secoli prima della nascita di Cristo, ed anche in epoca romana si utilizzavano le pipe per fumare droghe aromatiche ed erbe medicinali.
Effettivamente, nel Medio Evo, era in uso tra le persone più modeste e povere, in Catalogna, fumare foglie di estramonio come calmante; a volte era lo stesso medico a prescrivere questa cura anche per le classi più abbienti, seppure esistevano dei preparati che avevano lo stesso effetto calmante. Nessuna meraviglia quindi che possano esistere delle pipe cosi antiche.
La settima pipa di TossaA riprova che queste pipe risalgono al quarto secolo, il dott. Darder ci esegue un piccolo schizzo, che riproduciamo: mostra una settima pipa (non ancora esposta nelle vetrine del museo) ritrovata nell’inverno 1975/76.
E’ stata portata alla luce durante una piccola campagna di scavi, nella zona a nord della villa romana. E’ in terracotta a pasta grigia e si trovava a 124 centimetri di profondità, presso un probabile scarico di una delle piscine. Assieme alla pipa, sono stati estratti tessere di mosaico del quarto secolo, frammenti di stucco e di ceramica subgallica senza decorazioni.
Si suppone, ed è cosa abbastanza credibile, che i frammenti di ceramica e di stucco, nonché la pipa, siano stati trasportati fuori della casa dopo la prima distruzione della medesima, avvenuta nella seconda metà del terzo secolo, mentre le tessere di mosaico, del quarto secolo, sarebbero quelle avanzate dopo la ricostruzione dei pavimenti.
Il fatto che queste pipe di epoca romana, a prima vista, possano essere confuse con pipe di terracotta dei secoli XVII e XVIII, dipende dal fatto che erano state usate le identiche tecniche di fabbricazione e che la creta, provenendo dallo stesso luogo, era della stessa composizione e qualità. Tuttavia è possibile effettuare, anche se è difficile, una classificazione cronologica di queste pipe, così simili, tenendo conto di tutte le forme, dei piccoli disegni dei dettagli, delle decorazioni, eccetera.
I festoni, che compaiono sul fornello di alcune di queste pipe, si trovano anche su lucerne del quarto secolo, e sono di modello persiano; sono diversi da quelli usati nel XVII secolo. Ed ancora: una delle pipe esposte, rotta, ricorda la forma del «chibuque» turco (ma bisognerebbe vederla intera) ed invece ha gli stessi festoni del quarto secolo.
Ringraziamo il dott. Darder che, accomiatandoci, ci informa inoltre che un anziano signore di Tossa possiede una collezione di una sessantina di pipe differenti, di terracotta, rinvenute tutte nei dintorni di Tossa. Probabilmente ne farà una donazione al Museo. Siamo curiosi ed andiamo a cercare questo signore. Purtroppo la sua abitazione è chiusa: «vacaciones», ci spiega un ragazzino. Pazienza, sarà per un’altra volta. E sull’origine misteriosa di quelle pipe, che probabilmente hanno visto 1.500 anni di storia e nelle quali è stato fumato qualcosa di diverso dal tabacco, non pensiamo più, mentre ci addentriamo per le strette calli di Tossa, tra le casette bianche dei pescatori, dalle quali esce il profumo del pesce, della paella, della zarzuela.

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