La pipa per tutte le ore

La pipa per tutte le oreGiorgio Musicò propone ai lettori 3 modelli di pipa “per tutte le ore” ovvero – a suo avviso – particolarmente comodi da fumarsi in ogni occasione, anche lavorando o quando si è fuori casa. L’articolo originale è stato pubblicato nella rivista Amici della Pipa (n°1, gennaio-febbraio 1980).

La pipa per tutte le ore

Dopo aver trattato nei numeri precedenti di vari argomenti tecnici inerenti al buon uso della pipa, vorrei ora spiegare ai nostri lettori che la si può fumare non soltanto in una situazione confortevole: in poltrona, davanti al televisore, ecc… come spesso sento dire. C’è una gamma notevole di modelli adatti ad un uso dinamico e non necessariamente «tranquillo» della pipa. Voglio dire, cioè, che i tanti fumatori i quali per questioni pratiche (dicono loro) non riescono ad abbandonare le sigarette e le alternano con la pipa, dovrebbero conoscere alcuni modelli nati proprio per essere portati e usati con molta disinvoltura.

In questi ultimi anni la moda della pipa grossa, lavorata a mano, fiammata, ha dato un notevole contributo allo sviluppo dell’artigianato italiano con pezzi pregevolissimi che esaltano l’orgoglio di chi li possiede. L’uso però resta limitato: di sera, durante il fine settimana e cosi via. Gli inglesi, grandi maestri del pipare, usano la pipa da sempre come noi usiamo bere un buon bicchiere di vino. I loro denti mal sopportano pipe superiori ai 25-30 grammi, ma anche quando pesano di più le costruiscono in modo da essere perfettamente bilanciate, tali cioè da non far leva sui denti. Vorrei quindi parlare di tre modelli che, se non li conoscete sul piano pratico, saranno per voi una scoperta piacevolissima; come è successo del resto a molti dei miei amici che, dopo un’orgia di pezzi unici sui 70-80 grammi, si sono sentiti rinascere.

Primo fra tutti il modello lovat; c’è una frase che la definisce: «Ci si dimentica di averla in bocca». È il numero uno della leggerezza e della trasportabilità. Il suo fornello è generalmente medio, capace di contenere buoni tre grammi di tabacco; la canna è più lunga del normale, il bocchino molto corto, a sella, per ottenere una perfetta presa tra i denti. Il tutto forma una linea graziosa, leggiadra direi. Le case inglesi eccellono in questa forma: sembra proprio una loro esclusiva capacità. Senza offesa per i nostri prodotti, non ho mai trovato una pipa italiana che rispetti i dati caratteristici di questo modello: o troppo lunga, o troppo corta, o troppo spessa. Fatta eccezione per la Castello.

Un altro modello raccomandabile per l’efficienza e il bilanciamento è la rhodesian: anche per questo, la tecnica di fabbricazione ne fa un gioiello di stabilità e combustione. Fornello basso e romboidale, capace anch’esso di contenere buoni tre grammi di tabacco. Canna e bocchino leggermente curvi di trenta gradi per annullare il peso della testa. Pipa di conformazione robusta e come tale capace di sopportare cadute o colpi. Anch’essa, come la lovat (anche se un pochino più ingombrante), si può dimenticare di averla in bocca. Alcuni obietteranno che il fornello è spigoloso: d’accordo; ma il punto centrale, aumentando di molto lo spessore del legno, permette al fumatore di tenerla in mano senza il minimo fastidio di calore. Anche per questo modello, come per la lovat, la fabbricazione migliore spetta agli inglesi ma, a differenza della prima, gli italiani sono riusciti a costruirla in modo discreto. Buoni modelli di rhodesian si trovano tra le Savinelli, le Brebbia, ecc…

Ultimo in ordine di esposizione ma non d’importanza, il Principe di Galles, «pipa degli anni trenta». Il fornello è una boccetta, basso e largo, la canna leggermente curva si raccorda a un bocchino lungo che accentua la curvatura sul finale (il migliore esempio, secondo me, è il modello army mounted). I pregi: combustione lenta ed uniforme, fumo fresco, ottimo bilanciamento in bocca, perfetta e piacevole presa del fornello con la mano. Escluso Savinelli, che le fa in modo egregio, e, quando si riesce ad avere, Castello, anche questo è dominio degli inglesi. Anzi forse è il più inglese dei modelli. Vorrei concludere con l’augurio che quel numeroso gruppo di fumatori di pipa… a metà, di cui dicevo all’inizio, scoprano il piacere del totale abbandono delle sigarette trovando una pipa per tutte le ore!

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