La pipa femmina: incontro con Manduela Riger-Kusk

La pipa femmina: incontro con Manduela Riger-KuskSegue un breve redazionale di Smoking dedicato alla pipe-maker danese Manduela Riger-Kusk. L’articolo originale è pubblicato sulla rivista stessa (n°3, ottobre 1994).

La pipa femmina: incontro con Manduela Riger-Kusk

Le piace definirsi un’artigiana e non un’artista. Ama usare le mani e andare in pattini. Beve solo la Ice Carlsberg e fuma qualunque cosa. Si chiama Manduela Riger-Kusk, per gli amici Mandu. È la più giovane pipe-maker donna. Di colore, sorriso accattivante, capelli cortissimi (“più comodi per lavorare”), Manduela, a soli 27 anni, è già quotata: ha un negozio tutto suo (da tre anni), e pensa al mercato straniero. La Danimarca le è diventata stretta. È nel suo negozio in Studiestraede, a Copenaghen, che tra una pipa e l’altra mi ha raccontato la sua storia. Adottata in Germania da una famiglia danese, Manduela arriva a Svendborg, in Danimarca, all’età di 4 anni. “Dopo la scuola” racconta, “ho lavorato nel museo della mia città dove ho conosciuto un uomo anziano che come hobby lavorava il legno. Un giorno lo andai a trovare nel suo laboratorio, non fabbricava pipe, ma è lì che mi è venuta l’idea. Quando uscii avevo deciso, volevo fare la pipe-maker”. Manduela comincia a fare pipe a 19 anni, ma già a 17 le fumava. “Sono andata allora dal più importante pipe-maker della mia città, Poul Ilsted, pensando che in due ore avrei imparato. Ci ho impiegato 6 mesi a fare la mia prima pipa. Era di radica, di osso e di ‘kultur-rav’ ovvero ambra sintetica. Ce l’ho ancora conservata, deve essere da qualche parte, ah, eccola qua!” orgogliosa mi mostra la sua prima piccola pipa. “Dopo quattro anni sono venuta a Copenaghen, ma qui non avevo nessuna macchina per farle. Allora decisi di fare gioielli. Iniziai a lavorare in un laboratorio che riparava gioielli. Ho resistito 6 mesi. Non imparavo niente, perché non avevo tempo di farne di nuovi. E’ allora che andai da Pibe-Dan, un famoso negozio-laboratorio di pipe, ci ho lavorato per 2 anni. Attaccavo alle due del pomeriggio e smettevo alle 10 di sera. Pagavo per lavorare lì. Sì, era come se affittassi i loro macchinari. Le pipe che facevo le vendevo e mi prendevo l’intero guadagno”. Manduela ama fare pipe piccole, colorate, femminili. Per donne? Sì, ma anche per uomini che durante un pranzo, tra una portata e l’altra, mentre il resto dei commensali si accende una sigaretta, caricano una pipetta da due o tre grammi. “Tre anni fa il proprietario del Pibe-Dan è morto. Poco dopo il negozio, dopo 48 anni di attività, fu chiuso. Ero molto triste. Era il momento di proseguire da sola. Una notte girando in pattini vidi sulla vetrina di questo negozio la scritta ‘in vendita’. Mi scrissi il numero di telefono sulla mano. La notte non dormii. Il giorno dopo il negozio era mio. Ed eccomi qua!” – dice soddisfatta allargando le braccia. Manduela si diverte a creare, dietro richiesta, anche piccoli oggetti in legno, come il pomello del cambio della macchina o le maniglie delle finestre. Qualcuno le porta ad aggiustare anche gli occhiali e qualcun altro le pipe, che lei ripara solo se sono buone pipe e, i clienti, buoni amatori che capiscono il suo lavoro. Collezionista, anche delle sue pipe, ne ha circa 300 sparse qua e là, le 20 che fuma le ha invece allineate nel negozio. Abile e creativa, Manduela, sebbene abbia avuto un ottimo maestro, Poul Ilsted, deve tutto alla sua tenacia e fantasia. Vorrebbe entrare nel mercato italiano perché pieno di intenditori raffinati e trasferirsi, perché no, in un altro paese, Spagna, Stati Uniti o Italia, per avere nuovi stimoli. Qualsiasi cosa passi tra le sue mani prende vita. Lavora qualsiasi tipo di legno, di metallo, di plastica. Modella i bocchini sul bollitore del tè e ha deciso di fare da sola l’ambra sintetica. Con il suo inseparabile berretto da baseball, Mandu sfreccia in pattini tra le stradine del caratteristico quartiere bohémien di Copenaghen, salutata da tutti, per raggiungere l’Orstedsparken, dove dopo le sei si incontra con gli amici per bere una Ice Carlsberg.

Manduela Riger-Kusk
Nell’immagine Manduela Riger-Kusk (fonte Smoking).

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