La pipa del questore

La pipa del questoreGiuseppe Rizzuto intervista l’on. Carlo Molé, all’epoca questore della Camera dei Deputati. L’articolo originale è pubblicato sulla rivista Smoking (n°1, marzo 1977).

La pipa del questore

Carlo Molé, 47 anni, sardo-romano, questore anziano della Camera dei Deputati, fumatore di pipa. Simpatico, anche. Sanguigno, passionale, riunisce in sé i “difetti” dei romani ed  è infatti nato e cresciuto a Roma, anche per via dell’attività politica del padre — e quelli dei sardi (evidentemente ereditati, perché basta sentirlo parlare per capire che di sardo ha ben poco). Ha l’hobby della fotografia — anzi, ancora mi deve delle foto scattatemi un paio di anni fa — e quindi frequenta, ma non sempre “pacificamente”, i negozi specializzati. E frequenta anche i negozi specializzati per fumatori di pipa, dato che ha l’hobby di collezionare pipe. Nel salottino del Fincato Pipa Club spesso viene — o meglio, veniva — a far due chiacchiere, una fumatina e ad ammirare (e comperare) le pipe esposte nelle vetrine. Ho detto veniva. Infatti, da quando è stato eletto questore anziano il suo tempo libero da poter dedicare agli hobbies è notevolmente diminuito.

…Questore anziano. No! Non si tratta del poliziotto-capo di Montecitorio. Anziano perché ha avuto più voti rispetto agli altri due questori (e quindi è un “primus inter pares”, un primo tra eguali); questore nel senso latino di “questor”, amministratore. Insomma, assieme agli altri due amministra il palazzo della Camera dei Deputati. Da quanti anni conosco Carlo Molé? Da parecchi. Da quando fui accreditato per la prima volta alla Camera come giornalista parlamentare. E diventammo subito – anche se politicamente ci troviamo su due schieramenti avversi (lui è democristiano! ) — amici. Ed è per questo che ho deciso di metter da parte quella ipocrita abitudine che noi giornalisti abbiamo, di pubblicare le interviste dando del “lei” ad un interlocutore con il quale magari da anni ci si dà del “tu”.

D. — Parlami un po’ del tuo rapporto sessuale con la pipa. Mi ricordo che un giorno, mentre stavamo comperando delle pipe, tu mi dicesti che una buona pipa, per te, è come una bella donna. Che vuol dire?

R. — Ti dico subito che con la pipa non vado mai a letto. Detto questo però aggiungo: sesso è tutto, quindi anche la pipa. Senza dubbio uno dei motivi per cui una pipa diventa la preferita per un fumatore che ha la possibilità di scegliere tra molte (io ne ho alcune decine), è l’imboccatura della pipa, cioè come te la senti in bocca. Ora è indubbio che le labbra, la bocca, siano una parte erogena del corpo. Le mani? Ma le mani hanno una funzione fondamentale nella vita erotica: ecco che il tatto, il calore stesso, la forma — come uno se la sente in mano – il tipo, ripeto, di imboccatura, se è piacevole tenersela tra le labbra o meno, il profumo del tabacco, il sapore della pipa, sono tutte cose che dimostrano come in un certo senso il rapporto con la pipa ha anche una parte di rapporto sessuale.

D. — E il tuo rapporto politico con la pipa?

R. — Nella mia giornata la pipa è fondamentale. C’è un fatto che a me capita: io guardo con maggior simpatia i colleghi — anche di altri partiti, di partiti avversi, con i quali si possono avere degli scontri, — se fumano la pipa come me.

D. — Mi pare che il PCI sia il gruppo che annovera il maggior numero di fumatori di pipa

R. — Non lo so. Certamente ne ha molti. Nella DC molti non fumano niente. Dei fumatori, pochi fumano la pipa. I più le sigarette. Ma molti, ripeto, non fumano. Tutti i grandi leaders, per esempio. Moro mi pare che fumi una sigaretta al giorno, Andreotti non fuma affatto, Rumor non fuma, Colombo nemmeno. Piccoli neppure e neanche Basaglia. Fuma Forlani, ma le sigarette. Ecco, come ti dicevo, verso i pochi colleghi che fumano la pipa sento una… simpatica comunione di vizi. Questo è il rapporto politico con la pipa.

D. — Ma serve a distenderti in particolari momenti?

R. — No. L’effetto calmante della pipa sta nel fatto stesso che fumi la pipa, non nel fatto che la fumi in determinati momenti. Il fatto che si fuma la pipa è un elemento che, costringendoti a delle soste nell’arco della giornata, ti costringe alla distensione.

D. — “Smoking”, nel suo primo numero, pubblicò un’intervista di Pertini (link all’articolo). L’intervistatore eri tu, allora semplice parlamentare. Ora sei questore anziano della Camera. Cosa è cambiato da allora, sempre dal punto di vista pipologico?

R. — Nell’ufficio di presidenza sono l’unico a fumare la pipa: Ingrao non fuma; dei quattro vice- presidenti qualche sigaretta Mariotti, il toscano Scalfaro, sigarette Rognoni, Bucalossi non fuma; dei tre questori l’unico a fumare sono io, e fumo la pipa; degli otto segretari alcuni fumano sigarette. Quindi non è cambiato nulla, numericamente. Prima, accanito fumatore di pipa c’era il presidente, l’on. Pertini. Adesso c’è il questore anziano, cioè io.

D. — Ma secondo te sono aumentati i fumatori di pipa in questa legislatura?

R. — Indubbiamente si. Ma non credo sia un fatto legato alla fama e al prestigio di Pertini, fumatore di pipa. E’ che, man mano che vanno avanti nel fumo delle sigarette, molti si accorgono che è bene cercare di ridurre, ed uno dei modi è quello di tentare di fumare la pipa. Ecco perché ci sono ondate di fumatori di pipa, che poi scompaiono. Però ci sono i grandi affezionati, e tra questi ci sono anche io.

D. — Che tipo di tabacco fumi? Fai delle tue miscele?

R. — No. Fumo il Dunhill medio, che si trova sempre meno in Italia. Miscele non ne so preparare. Ci ho provato certe volte, ma son venute delle emerite schifezze. D’altra parte queste che fumo io sono già delle miscele, e mescolare delle miscele è sbagliato, come è fantasia pura quella di correggere i tabacchi con whisky o con altri liquori. Tutt’al più, se uno ha delle scatole di tabacco a perfetta tenuta, per non far seccare il tabacco, può mettere qualche fetta di mela.

D. — Quando hai cominciato a fumare la pipa?

R. — Ho iniziato a fumare la pipa nel 1963-64 e presi questa decisione per paura di malattie polmonari, per paura del cancro. Ero un discreto fumatore di sigarette. La mia fu una azione preventiva. Fumai solo la pipa sino al 1967, ma negli ultimi tempi avevo unito alla pipa il sigaro toscano. Quindi smisi di fumare tutto. Nel ’69, dopo una lunga pausa, ripresi a fumare le sigarette. In concomitanza con una attività parlamentare impegnativa il numero delle sigarette salì sproporzionatamente, sino a che ebbi un certo fastidio: un inizio di intossicazione. Siccome sentii che non ce l’avrei fatta a non fumare, decisi di fumare la mattina dei sigaretti molto leggeri senza aspirarli e il pomeriggio di fumare la pipa. Dopo pochi giorni smisi di fumare completamente i sigaretti e continuai a fumare solo la pipa. Chi vuole quindi iniziare a fumare la pipa può iniziare come ho fatto io.

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