La Dunhill Root Briar

root briarCon la tipica pomposità della casa inglese e di chi – evidentemente – è legato ad essa da un rapporto di natura professionale, Ian McOmish celebra con questo breve endorsement la finitura più esclusiva delle pipe Dunhill: il Root Briar. L’articoletto appare nella rivista Smoking (n°2, luglio 1992) e, all’interno, vi sono cenni storici di un qualche interesse per gli estimatori del marchio.

La Dunhill Root Briar

Nel 1931, il nostro fondatore, Alfred Dunhill, si sforzava già da alcuni anni di produrre una pipa con i colori raffinati della meerschaum, ma senza la sua fragilità e mantenendo le qualità di freschezza tipiche delle celebri pipe Dunhill. Con la nuova Root Briar, i suoi sforzi furono finalmente coronati dal successo. La Root Biar possiede un seducente colore marrone chiaro e la sua intensa venatura le conferisce una tinta tra le più belle. Con l’uso, il colore della Root Briar assume un tono caldo scurendosi leggermente, il che permette alla venatura di evidenziarsi grazie ad un maggiore contrasto.
Il nostro fondatore era convinto che il colore della meerschaum fosse stato superato dalla ricchezza dei toni della Root Briar. Il bocchino della Root Briar del 1931 era in vulcanite marrone marmorizzata, concepito espressamente per armonizzarsi con la venatura del fornello e del cannello. La pipa era munita di un nuovo sistema di raccordo a scatto (un’invenzione di Vermon Dunhill che, all’epoca, era il Direttore della fabbrica di pipe), che garantiva una facile e perfetta aderenza tra bocchino e cannello. Alfred Dunhill era così soddisfatto di questa pipa che, prima di abbandonare la direzione della Dunhill, fece la seguente dichiarazione: “Secondo me, la Root Briar Dunhill è la migliore pipa mai concepita. La mia lunga esperienza mi insegna che non è possibile apportarle alcun perfezionamento, qualsiasi esso sia. Non posso impedirmi di essere fiero di ciò che ho fatto: la Root Briar è, per così dire, il coronamento della mia carriera”.
Oggi, la Root Briar si è leggermente adeguata ai gusti contemporanei, il bocchino marmorizzato del 1931 ha lasciato il posto alla classica vulcanite nera. Ma nessuna variazione hanno subito i criteri di selezione degli abbozzi che daranno vita ad una Root Briar. La radica di questa finitura deve essere praticamente perfetta, non solo da un punto di vista estetico, ma anche secondo i severi standard qualitativi che guidano il laboratorio Dunhill. In un mondo come quello della pipa, che non si presta facilmente ad essere ridotto alla logica dei numeri, per una volta è possibile esprimere la qualità con un numero: solo un abbozzo su 100 in media viene giudicato adatto ad essere contraddistinto dal “puntino bianco”.
Tra questi solo una minima parte sarà una Root Briar; una minima parte che varia a seconda di ogni singolo lotto da lavorare. Il fascino di questa pipa è forse anche nella sua limitata disponibilità, che ci ricorda come la lavorazione di una pipa dipenda anche dall’estro della natura che ha “prodotto” solo pochi ciocci di radica tanto perfetti da poter trasformarsi in una Root Briar. Questo finissaggio rappresenta quindi un perfetto connubio tra un raro capolavoro della natura e la scrupolosa lavorazione degli artigiani. Dunhill: la creazione di un oggetto perfetto per dare al piacere del fumo la sua dimensione più nobile.

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