Tiraggio

tiraggio pipa
Fonte immagine: internet.

Nella pipa il buon tiraggio è assicurato da una corretta carica e dal regolare ritmo delle boccate. Non esistono pipe che “non tirano”, se non in eccezionali casi di gravi imperfezioni costruttive. La causa è quindi da ricercarsi nel tabacco (troppo umido, troppo premuto o, viceversa, lasciato tanto sciolto da permettere la formazione di sacche d’aria) o nel fumatore. Il tiraggio si mantiene con la continua ricerca di equilibrio fra due eventualità: il surriscaldamento o lo spegnimento. Con l’esperienza si acquista quella specie di sesto senso che avverte quando occorre accelerare il ritmo delle boccate e quando conviene rallentarlo, quando ci vogliono un paio di tirate energiche e quando si possono rendere impercettibili. Il vecchio fumatore regola il tiraggio con il pollice: ai primi sintomi di spegnimento preme la cenere con il dito e lo lascia nel fornello tirando con boccate più brevi e più rapide. Toglie il dito (ormai provvisto di abbondante callo) non appena gli sbuffi di fumo escono più spessi. Utile, agli stessi fini, l’uso del pigino; e sempre efficace la chiusura, parziale o totale, del fornello con la scatola dei fiammiferi o con il palmo della mano. Sia detto ancora una volta: buon tiraggio non vuol dire che dalla pipa escano nuvole di fumo, i momenti migliori si hanno quando il fuoco “cova”, alla bocca arrivano tiepidi fiocchi saporiti, dal fornello esala soltanto un tenue filo.

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