Terracotta

terracotta
Nell’immagine alcune pipe di terracotta.

Le prime pipe, dalla metà del ’500 in poi, sono state di argilla sottoposta a cottura, vale a dire di terracotta. Resistono ancora ai nostri giorni, nonostante l’affermarsi della radica. Sono pipe per palati robusti, in cui si fumano meglio tabacchi corposi, naturali, piuttosto secchi. Si distinguono quelle di argilla bianca, comunemente dette “di gesso”, e quelle di terra colorate. Mentre le prime hanno in genere il cannello della stessa materia (vedi le olandesi), le altre hanno cannucce di marasca o simili. Ce ne sono di rosse, nere, variegate, ricoperte o no di smalti. Celebri quelle di Chemnitz, con il fornello marezzato dal bruno chiaro allo scuro, sezione ottagonale, coperchietto metallico, cannello di ciliegio e bocchino di corno, largamente imitate. Non meno famose le olandesi di Gouda e quelle della manifattura francese Gambier. In Italia se ne facevano e se ne fanno a Bassano; in rivalutazione le chioggiotte. Le pipe di terracotta sono in genere di piccole dimensioni e spesso raffigurano volti di personaggi illustri o “maschere” tipiche. Oggi possono formare simpatiche (e non costose) collezioni.

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