Svizzera

Svizzera
Nell’immagine le famose cimette Toscani svizzere di Brissago.

Migliaia di fumatori italiani hanno “sbavato” per anni davanti alle vetrine di Lugano o di Ginevra, colme di scatole variopinte, di cilindretti dal colore tenero e invitante, di scritte con nome sillabati e ripetuti con venerazione. Oggi non è più così, oggi anche le tabaccherie italiane (non tutte …) sono ricche; ma il paragone con i negozi svizzeri è sempre improponibile. Merito del fatto che la Svizzera è un grande e libero mercato. È anche un produttore, e non degli ultimi, specie nel campo dei sigari. Produzione strettamente intrecciata con quella tedesca; la Germania fa da testa di ponte nel mercato comune europeo, di cui la Svizzera non fa parte. Un discorso a sé merita la manifattura di Brissago, sia per i richiami alla nostra storia, sia per la riconoscenza di molti fumatori italiani che, privati dei loro amatissimi Virginia (dal 1966 il monopolio ha smesso di produrli) si sono disperatamente attaccati ai virginia prodotti nella fabbrica ticinese che sta sul Lago Maggiore a due passi dal confine. La fondazione risale al 1847 e fu opera di rifugiati politici veneziani e di ticinesi intraprendenti. Oggi è una società anonima e produce anche toscani e altri tipi di sigari e sigaretti. La Svizzera è anche la base dell’impero Davidoff delle cui vicende si è più volte parlato e sulle quali non torniamo. A edificazione dei fumatori di toscano riportiamo invece il pensiero di un esperto svizzero, Maz H. Mumenthaler: “In molti posti – egli dice – il tabacco viene sottoposto a una fermentazione artificiale abbreviata e ad una preparazione accelerata. Dal punto di vista chimico i tabacchi prodotti in questo modo sono definiti acidi (pH inferiore a 7). Se il fumatore, consumando un tabacco acido, cerca di assaporare in pieno l’azione stimolante della nicotina, deve per forza inalare il fumo, introducendo così nei sensibili polmoni tutte le sostanze nocive a base di catrame. Per contro i tabacchi con cui vengono prodotti questi sigari (parla dei virginia e toscani di Brissago, ma il discorso vale anche per i toscani italiani, come quelli a base di Kentcky: n.d.r.) sono sempre fatti fermentare e lasciati maturare secondo un processo naturale, essi sono perciò alcalini (valore pH superiore a 7). Il fumo alcalino disperde la nicotina sulle mucose della bocca e dà all’organismo l’impulso tipico della nicotina senza bisogno di aspirarla. Inoltre il fumo alcalino ‘raspa’ la gola in modo tale che è praticamente impossibile farlo scendere nei polmoni. In ogni modo, il gusto del tabacco, sia esso alcalino o acido, viene percepito solo in bocca o nella cavità nasale”. Il nostro Mumenthaler aggiunge: ‘‘La nicotina è un alcaloide dall’azione stimolante simile a quella della teina del tè, della caffeina del caffè o della teobromina della cioccolata. Quando il sigaro brucia, gran parte della sua nicotina viene distrutta dal calore, un altro quantitativo si disperde nell’aria con il fumo che non viene aspirato. In pratica, quindi, solo il 10-20 per cento della nicotina contenuta nel tabacco arriva nella bocca del fumatore. La nicotina, al pari dell’alcool, è decomposta ed eliminata dall’organismo. Non si verifica quindi il temuto fenomeno dell’accumulazione con le susseguenti azioni tossiche croniche”.

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