Scovolino

scovolino
Nell’immagine svariati scovolini per pipa colorati.

Non sia mai abbastanza lodato l’ignoto inventore di questo piccolo aggeggio che troppi pipatori si ostinano a ignorare o a usare con inconcepibile parsimonia. Lo scovolino è un accessorio fondamentale, di grande utilità, dai molti impieghi. Gli scovolini sembrano tutti uguali ma non lo sono, anche se il principio della fabbricazione è sempre quello: un filo metallico attorcigliato, rivestito di cotone o di ciniglia. Ci sono però quelli con l’anima di filo di ferro e quelli che impiegano l’acciaio, ovviamente più robusti (e indispensabili per bocchini dal foro molto stretto).
Ma ci sono sensibili differenze anche nella qualità del rivestimento e nel modo in cui è composto. Così, gli scovolini fatti con materiale scadente hanno tendenza a lasciare nel cannello e nel bocchino filamenti e peluzzi fastidiosi; altri hanno scarso potere assorbente e quindi non assolvono la funzione essenziale di raccoglierne l’umidità.
In commercio ne esistono a forma detta conica, con più cotone a un’estremità e quindi la capacità di asciugare bene anche i cannelli più larghi. Un altro tipo ha, mescolate al cotone, piccole setole di nailon e perciò risulta più rigido e unisce alla capacità di asciugare anche quella di raschiare. Per le stesse due funzioni ci sono scovolini divisi in due parti, una con il solo cotone, l’altra anche con le setole (le due parti si distinguono anche perché una è bianca e la seconda colorata). Esistono scovolini di tutti i colori, ma le preferenze vanno in genere al bianco, anche se un mazzo multicolore nel vaso è piacevole a vedersi.
La lunghezza normale è sui sedici centimetri, insufficiente per le pipe di modello canadese (per non parlare della Churchwarden), si rimedia attorcigliando le estremità di due scovolini. In qualche paese si vendono scovolini a rotoli, da cui si può tagliare il pezzo nella misura desiderata.
L’uso deve essere frequente, con l’accortezza di tenere le dita, che spingono lo scovolino, molto vicine all’imboccatura, per evitare che si pieghi. Se lo scovolino non entra perché ha incontrato un piccolo ostacolo, a volte basta girarlo. Lo si può usare prima della fumata, per uno scrupolo di pulizia e per controllo della pervietà del foro. Lo si può usare durante la fumata (senza aprire la pipa) per eliminare un po’ di umidità e anche per liberare il foro da un eventuale intasamento. Lo si deve assolutamente usare dopo, passandolo quattro o cinque volte, per asciugare e pulire, in modo che la pipa vada a riposo senza dover smaltire anche l’umidità superficiale. È sempre utile anche una ripassatina, con la punta dello scovolino, all’imboccatura. Naturalmente lo scovolino è prezioso pure per le pulizie che si fanno a pipa aperta, nel qual caso può essere imbevuto di liquido solvente. Il cannello, e in particolare l’alloggiamento del perno, si puliscono con uno scovolino piegato in due. Sempre uno scovolino doppiato può servire per una passata (leggera) all’interno del fornello: assorbe un po’ di umidità ed elimina qualche residuo di tabacco. Analoghi agli scovolini (anche per la fabbricazione) sono dei veri e propri spazzolini di setola, che qualcuno usa per interventi radicali nei cannelli.

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