Scelta

scelta
Nell’immagine una pipa Castello.

C’è l’innamoramento improvviso, il colpo di fulmine, contro il quale è inutile (ma non è neanche bello) lottare. E c’è la scelta ragionata di una pipa in base a considerazioni e parametri fra i quali si possono elencare possibilità d’uso, destinazione, forma, dimensioni, peso, bilanciamento, disegno della radica, accuratezza d’esecuzione. Elemento determinante la marca: non è impossibile (ci gioca la natura del legno) ma è difficile ricevere un bidone da una marca nota e prestigiosa. Più cautele e più controlli per i prodotti artigianali, a volte ottimi, ma più aperti alle incursioni di dilettanti e speculatori. È naturale che si badi al prezzo, anche perché non si deve alimentare la pericolosa convinzione che i fumatori di pipa siano (o debbano essere) tutti ricchi. Il criterio: optare per la pipa migliore che ci si può permettere, ma non accettare a occhi chiusi cifre da vertigine. Una pre-scelta va fatta quindi sul rivenditore: che sia o diventi un amico di fiducia, oltre a essere un competente. Di competenza non ce n’è molta in giro, purtroppo il tabaccaio è sempre meno “tobacconist” e sempre più distributore di lamette, caramelle e generi vari; sono pochi ad aver capito che con la pipa ci vuole più tempo e pazienza, in compenso ci si forma una cerchia di amici fedeli.
Scelto il rivenditore – meglio ancora se lui stesso fumatore di pipa – si passa al momento bellissimo e difficile di decidere fra le pipe proposte e messe in bell’ordine sul banco. Il “collezionista” è attirato dalla pipa che ancora non ha, dalle forme strane, dalla marca nuova, dagli elementi inediti inseriti nelle marche conosciute, e così via. Il fumatore “normale” è meglio che non si lasci tentare dalle bizzarrie e dalle esagerazioni nella forma, nelle dimensioni, nell’aspetto. Deve riflettere su come e dove fumerà “quella” pipa, valutare esigenze e disponibilità, aver presente il “parco-pipe” di cui già dispone. Ci sono – ma pochi – i monogami, fedeli a una sola marca o a una sola forma; in genere, però, si tende (come è giusto) all’assortimento: qualche dritta, qualche (più o meno) curva, le piccole da brevi fumate o da portare in giro, le grosse da libro e poltrona. Assortiti anche modelli, colori, finiture. Fattori estetici e tecnici si mescolano nel determinare la scelta; ma è chiaro che prima di tutto la pipa deve piacere, si deve subito stabilire una corrente, uno scambio di amorosi sensi.
La prescelta va soppesata, accarezzata, guardata a braccio teso dai due lati; e nel corso di queste effusioni, di questo primo impossessamento, si controlla che non ci siano difetti vistosi, crepe o gobbe all’interno del fornello, dislivelli alla congiunzione tra cannello e bocchino, pareti troppo sottili, allineamento non perfetto del foro del fumo (passaggio di scovolino, è una prova da fare), zone di liscio nella radica. Poi si prova che la pipa stia bene in bocca. I negozi specializzati hanno dei tubetti o manicotti di plastica sottile da applicare al bocchino per questa prova. Star bene in bocca significa che la pipa è ben bilanciata, che il bocchino è modellato correttamente e che la sua imboccatura si adatta felicemente alla nostra chiostra dentaria. Ma star bene in bocca può anche voler dire armonia estetica tra viso e pipa. Meglio: tra pipa e complessione psicofìsica del fumatore. Non è scandaloso dare un’occhiata allo specchio. Si consideri, a conclusione, che le conseguenze “monetarie” della scelta sono quasi sempre legate più a fattori estetici che a fattori tecnico-pratici. D’accordo, la pipa deve essere anche bella, è piacere aggiuntivo incantarsi su una perfetta venatura a fiamma o a occhio di pernice, ma se questo piacere pesa in misura sproporzionata (come accade troppo spesso) sul prezzo della pipa, è il caso di rifletterci. Una fiammata perfetta è una rarità, e la si paga come tale, non perché garantisca in assoluto maggiori soddisfazioni fumatorie. È verissimo che certi disegni del legno sono rari, è giusto che questa rarità sia pagata e che sia pagata anche la maggiore accuratezza di lavorazione che per forza di cose accompagna una bella testa. Ma è una questione di misura. Chi può permetterselo acquisti pure con la pipa il piacere estetico aggiuntivo. Chi non può o non vuole sottostare a questo aggravio, prenda in considerazione oneste pipe di onesto prezzo, senza trascurare finiture diverse dalla liscia.

Condividi:

« Torna all'indice del glossario

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *