Inghilterra

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Fonte immagine: internet.

Inghilterra: se non è la vera e propria patria della pipa moderna di radica, è senz’altro il paese che le ha dato uno stile e una nobiltà. Molte cose sono cambiate negli ultimi tempi, ci sono stati processi di unificazione fra varie fabbriche, qualche marchio prestigioso si produce all’estero per motivi economici, ma le pipe inglesi sono sempre molto considerate nel mondo. Altrettanto si può dire dei tabacchi. Fino a non molti anni fa, rigide leggi e tradizioni davano un carattere abbastanza unitario ai trinciati inglesi per pipa. Ricordiamo, per esempio, il divieto all’impiego di additivi; ricordiamo un sistema di tassazione che rendeva più conveniente rifornirsi di tabacchi pregiati.
Oggi anche in questo settore le cose sono sensibilmente cambiate e accanto ai trinciati che mantengono le caratteristiche tradizionali si fanno sempre più numerosi quelli che si adeguano al gusto detto internazionale e quelli che inseguono le vere o presunte preferenze dei giovani. Gli inglesi hanno “inventato” le miscela (i loro maestri blender sono giustamente famosi) e adottato per primi le scatole a tenuta. Fiore all’occhiello della loro produzione è la mixture, il tipo classico è formato dall’80 per cento di Virginia, 15 per cento di Orientali, 5 per cento di Latakia. I Virginia di importazione americana (e un po’ anche dalla Rhodesia o Zimbawe) costituiscono la base: sono foglie di vari gradi, di varia maturazione, di vario colore, con taglio long o ribbon cut. Gli Orientali hanno la funzione di conferire l’aroma e di ammorbidire il tutto: sono usati soprattutto Smyrne (quello che dà più colore e dolcezza), Kavalla, Xanthi, Samsun. Il Latakia (di cui gli inglesi si possono considerare gli scopritori) costituisce il condimento, in qualche caso sostituito dal Perique. Su questa base ci sono naturalmente molte possibili variazioni. Altro classico, che ha minore diffusione all’estero, il Virginia liscio composto con foglie di diversa provenienza e di vari livelli di maturazione. Per molti fumatori inglesi è il massimo della prelibatezza; noi troviamo che fuma un po’ troppo caldo e dolce e attacca in gola. Molto popolare il flake, mentre è in aumento la produzione di Cavendish, inteso come procedimento e come taglio. Quasi scomparsi i leggendari tobacconists delle botteghe visitate come santuari, ormai la produzione è pressoché tutta industriale, con spazio anche per tipi correnti e per quelli aromatizzati, questi ultimi in deciso aumento. Così, c’è un progressivo abbandono della scatola di metallo a favore della busta, molto più economica. Sono rimaste fedeli alla scatola alcune mixtures di maggior pregio e di più alto prezzo (i buoni tabacchi inglesi sono cari anche in Inghilterra), che vengono confezionate con un tasso di umidità fra il 17 e il 26 per cento, tale da garantire freschezza da due a cinque anni.
I trinciati inglesi più tipici fumano più a lungo degli altri, anche se talvolta esigono qualche fiammifero di più; alcuni nostri fumatori li giudicano un po’ aspri e mordenti (la definizione esatta sarebbe speziati), non così dolci e gradevoli come gli americani, non leggeri come gli olandesi e gli svedesi; in effetti sono il punto d’arrivo di una certa evoluzione del fumatore. Le marche di trinciato prodotte in Inghilterra sono più di 150. Inglese è la sentenza che il trinciato per pipa va fumato umido.

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