Gusto

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Fonte immagine: internet.

Il gusto è, con l’odorato, il senso più coinvolto nell’atto di fumare. Gli inglesi lo chiamano “taste”, parola che si riferisce anche a sapore. Al gusto, il fumo può risultare pesante, leggero, dolce, amaro, aspro, acre, spigoloso. La composizione di una miscela, la quantità di tabacchi alcalini, acidi o neutri che contiene, gli altri vari ingredienti usati, lo stesso grado di umidità, sono tutti fattori che incidono sul gusto. Tabacchi acidi secchi sono normalmente acri, gli stessi con maggiore umidità sono mild; al contrario i tabacchi alcalini secchi sono più leggeri di quelli umidi che risultano più pesanti e aspri. Se poi per gusto si intendono le preferenze dei fumatori, è chiaro che non esiste unità di misura. Le reazioni possono cambiare secondo i periodi, i momenti, la situazione atmosferica, lo stato di salute, perfino secondo quel che si è mangiato. Nelle fabbriche esistono degustatori professionali (ben pagati) che sanno andare oltre i quattro sapori fondamentali (dolce, amaro, acido e salato) aggiungendo definizioni specifiche che direbbero poco al profano, ma servono ai tecnici per le opportune correzioni. Una tabella riassuntiva e molto usata raggruppa i caratteri del sapore del fumo in cinque gruppi: potente e leggero; piccante o dolce; stucchevole (saziante) o non stucchevole; franco o con retrogusto; pieno o vuoto. È ovvio che, in ciascun gruppo, un carattere esclude l’altro. In qualche caso, si escludono anche qualificazioni di gruppi diversi: per esempio un sapore potente non può essere vuoto ed è difficile che un leggero possa essere anche saziante. Le definizioni della tabella hanno anche qualche aggiunta più sfumata o articolata: un fumo dolce, per esempio, può essere zuccheroso e dolciastro.

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