Fiamma

fiamma
Nell’immagine una pipa fiammata di Castello.

A parte quella del fiammifero e dell’accendino, la parola fiamma indica anche quel disegno di linee fitte e verticali che parte dalla base della testa della pipa e ne abbellisce l’aspetto. Una pipa con questo tipo di venature si dice fiammata (in inglese straight grain) ed ha un particolare pregio estetico, oltre che un prezzo elevato. Il quale si giustifica con la rarità di questa combinazione. Il ciocco di radica è infatti un conglomerato che presenta le strutture più diverse. Molto dipende dal taglio, ma è raro che la pipa si presenti tutta con venature dritte o esclusivamente con un disegno a noduli. Quasi sempre i motivi si presentano mescolati, irregolari e irregolarmente distribuiti. Ecco perché la fiamma, regolare, fitta, dritta e verticale è una combinazione di disegno molto rara (come, del resto, ogni altra forma di disegno totalmente regolare e uniforme). Ed ecco perché una pipa fiammata costa cara. Naturalmente deve essere priva di punti neri e di ogni altro difetto. Ma la fiamma è anche garanzia di buone fumate o ha soltanto un valore estetico? Bisogna intendersi. L’artigiano che si trova fra le mani una testa con bella fiamma è istintivamente portato a “curare” meglio quella pipa, ad aggiungere pregio a pregio con la finitura. Questa pipa sarà di rango superiore, quindi di alto prezzo. Quasi certamente darà anche una buona resa (il quasi sta a significare l’incognita che si nasconde in ogni pipa; ed è anche questo un motivo del suo fascino). Ma non ci sarà mai proporzione fra prezzo e resa: nel senso che si possono ottenere buoni risultati anche da una pipa sensibilmente più a buon mercato (perché non fiammata). Insistiamo: se una pipa che pago uno mi rende uno o più, non è detto che una pipa che pago dieci debba necessariamente rendere dieci o più. Insomma, il prezzo elevato paga più che altro rarità ed estetica. E’ anche vero, d’altra parte, che fiamma regolare e serrata significa in genere tessitura compatta e quindi promette bene. E’ una promessa, però, non una garanzia assoluta. La qualità è soprattutto legata alla corretta stagionatura ed alla natura della grana: la quale deve essere comunque il più possibile regolare e serrata, dare l’impressione di omogeneità, compattezza. Ci sono, per esempio, venature regolari e belle che però sono troppo larghe e rivelano quindi un legno poco resistente. Le fiammate perfette vanno considerate e pagate come gioielli: è quasi un di più – lo diciamo paradossalmente – se si rivelano perfette anche alla prova del fuoco.

Condividi:

« Torna all'indice del glossario

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *