Curing

curing
Nell’immagine un capanno dove il tabacco è messo ad asciugarsi.

Curing, in inglese, è la “cura”, cioè il primo trattamento che ricevono le foglie di tabacco dopo la raccolta, consiste essenzialmente nell’essiccazione, nel far perdere alle foglie umidità e linfa, per renderle idonee alle successive lavorazioni. E’ un’essiccazione che può essere ottenuta con vari sistemi. I procedimenti più usati sono quattro. Sun curing, in cui le foglie sono esposte direttamente al sole, sistema impiegato specialmente per gli Orientali. Air curing, usata soprattutto per il Burley, in cui le foglie sono appese in grandi capannoni molto aerati (ma con possibilità di regolare la ventilazione). Flue curing, o a fuoco indiretto: è oggi il più diffuso, si applica a quasi tutto il Virginia, consiste nel far essiccare le foglie (appese) in ambienti riscaldati da una rete di tubi. Una variante è il bulk curing, in cui, per risparmiare mano d opera, le foglie non sono appese ma ammucchiate. Fire curing, in cui le foglie sono appese sopra fuochi di legna verde perché possano assorbire il fumo (si usa per il Kentucky). In tutti i casi sono tenuti sotto attento controllo temperatura e umidità. Le foglie, che contengono fino all’80% di acqua, a fine cura passano a un 15%. L’altro cambiamento evidente è quello del colore: dal verde al marrone, al bruno dorato, al giallo, secondo i tipi e la durata della cura. Naturalmente, durante la cura la foglia subisce modificazioni chimiche e biochimiche determinanti ai fini del fumo che potrà dare: scompare la clorofilla, si libera ammoniaca, aumenta il tenore di zucchero a spese dell’amido (i Virginia, per i quali il processo viene praticamente arrestato a questo punto, sono infatti ricchi di zuccheri), si decompongono le proteine. A fine cura la foglia ha perduto più di due terzi di peso.

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