Cominciare

cominciare
Nell’immagine un kit “prima pipa” prodotto da Brebbia.

L’errore più frequente nel cominciare a frequentare la pipa è quello di prenderne una qualsiasi, riempirla di un qualunque tabacco che “profumi”, infilarsela in bocca e fumarla tipo sigaretta. Non si devono seguire corsi, non ci vuole la patente e neppure la predestinazione, fumatori di pipa si diventa e non si nasce tuttavia un minimo di determinazione e di preparazione è necessario. Tutti, più o meno, abbiamo provato la pipa a diciott’anni; e quasi tutti, prima o poi, abbiamo smesso: chi per pigrizia, chi per disgusto, chi semplicemente perché era passato il capriccio. Alcuni, più tardi, hanno ripreso coscientemente la pipa e le sono rimasti fedeli: l’avevano capita, meglio si erano capiti. Si può arrivare alla pipa da convertiti, cioè dopo la rottura con la sigaretta. E spesso è il medico a dire: se proprio non può fare a meno del fumo, provi con la pipa. La pipa non è soltanto il modo meno dannoso di fumare, ma anche il più piacevole e soddisfacente. Avevamo addirittura pensato a uno slogan: “Non fumare, datti alla pipa”. Si può cominciare per tanti motivi: per imitazione, per distinguersi, per un po’ di snobismo (ma sì), per “invecchiarsi”, per darsi arie da intellettuale o da saggio, per “vedere l’effetto che fa”, per conversione come si è detto. Quel che conta è cominciare bene. Essere convinti della decisione, farsi guidare nella scelta delle pipe (almeno due, per cominciare) e del tabacco, procurarsi (leggendo o ascoltando esperti) i pochi consigli indispensabili.

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