Caminetto

caminetto
Nell’immagine pipa e logo della produzione Caminetto.

Pipa artigianale italiana tornata alla ribalta dal 1985 dopo un periodo di stasi, seguito ad un’affermazione immediata e imponente. Nata sul finire del 1968 per iniziativa di Peppino Ascorti e Luigi Radice, artigiani cresciuti alla scuola di Carlo Scotti (Castello), si impone subito anche grazie all’intraprendenza commerciale di Gianni Davoli, un curioso personaggio del mondo pipario che circolava con bombetta e bastone. Chiamata “la pipa del baffo” per il curioso marchio sul bocchino, colpisce per la singolarità delle forme e per la sua decisa artigianalità. Diventa presto oggetto di collezionismo, specialmente in America, dove la sua rarefazione, a un certo punto, dà origine a fenomeni di accanita ricerca e di accaparramento. In effetti, il sodalizio tra gli uomini della “vecchia” Caminetto si scioglie per vari motivi, Ascorti e Radice danno vita a singole produzioni con il loro nome. Ma dopo un paio d’anni, la Caminetto rinasce su nuove basi. Accanto a forze fresche alcuni degli artigiani della formazione originale garantiscono una sostanziale continuità produttiva e, per molti versi, estetica. Si riprendono così modelli giustamente famosi, affiancandoli con piccole serie di forme classiche particolarmente curate. Con riguardo ai collezionisti ogni pipa, oltre al marchio del baffo (due grosse virgole ridisegnate) porta impressa una serie di numeri, disposti a croce, da cui si desumono le caratteristiche del pezzo, compresa la data di produzione.

Condividi:

« Torna all'indice del glossario

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *