Bruciata

bruciata
Nell’immagine la testa di una vecchia pipa bruciata.

Una pipa può essere bruciata? Sì, infatti è di legno e anche la radica, che pure ha un alto grado di incombustibilità, può bruciare: perché è di scadente qualità o non sufficientemente stagionata, ma più spesso per l’eccessivo calore determinato dal cattivo uso. Possono bruciare le pipe trattate con alcol (pratica da evitare); e si può avere bruciatura, a volte fino al buco, quando si tirano boccate troppo energiche ravvicinate; quando si lascia che la brace scenda velocemente fino in fondo al fornello (lo si impedisce calcando la carica); quando si insiste nel voler riaccendere le ultime briciole di tabacco. Può bruciare, una pipa, nelle zone in cui non si è formata la crosta di carbone. Come si vede, però, il colpevole è sempre l’eccesso di calore.

INTEGRAZIONE (fonte: Smoking n°4, dicembre 1994) – di Fausto Fincato

Molti lettori ci sembrano interessati all’argomento del cosa si intenda per “pipa bruciata” e del perché una pipa si bruci. Rispondiamo per tutti. Si parla di pipa bruciata quando si produce nel legno una grossa cavità o addirittura un vero e proprio buco, più o meno grande. Quasi sempre è interessato il fondo del fornello o comunque la parte inferiore. È abbastanza frequente che il guaio avvenga a pipa relativamente nuova, in genere quando ancora non si è formata la crosta di carbone. Può capitare anche quando c’è una buona crosta, ma allora il problema è diverso: non si tratta più di bruciatura ma di fessurazione solitamente provocata da scompenso fra la temperatura raggiunta dal carbone e quella del legno. Evento piuttosto raro. Ma del resto, intendiamoci, non sono poi tanto frequenti neppure le bruciature. Quando accadono, comunque, la prima ed istantanea reazione del fumatore è di attribuire l’inconveniente a difetto del legno, a radica poco stagionata, a presenza di una zona di “liscio” (legno privo di tessitura, e quindi meno compatto e più debole). Così il fumatore si rivolge, protestando, a chi gli ha venduta la pipa, il quale a sua volta si rivolge al fabbricante, il quale a sua volta … si mette le mani nei capelli. Infatti, sostituire la pipa vuol dire riconoscere un difetto di produzione, non sostituirla vuol dire scontentare il cliente e soprattutto, attribuirgli la colpa dell’accaduto. Il che, come vedremo, è quasi sempre vero. Ma chi glielo spiega? Chi gli fa capire che il difetto non è nel legno ma nel … manico, in un certo modo di fumare? Ho parlato dell’argomento con tanti esperti e con qualche serio produttore. Non escludono, naturalmente, che di tanto in tanto ci possa essere veramente un difetto del legno, ma nove volte su dieci la colpa delle bruciature è del fumatore. Ci sono quelli, per esempio, che ricorrono all’alcool per “avviare” una pipa nuova. Tutti abbiamo predicato che è un errore, che brandy, grappa, whisky e simili si possono bere, ma non usare per “trattare” una povera pipa, il cui legno non può che restare traumatizzato. Ed è evidente che l’alcool lo predispone a bruciare, cosa che non è nelle sue caratteristiche, ché anzi da più di un secolo per le pipe si usa la radica proprio perché ha il pregio fondamentale di essere pochissimo combustibile. Ma chi non usa alcool, come fa a bruciare una pipa? La risposta è semplice: fumando male, ad esempio fumando troppo forte, con fumate troppo energiche e ravvicinate. Ad esempio non usando il pigino a tempo e lasciando quindi che la brace scenda velocemente verso il fondo. Ad esempio, ancora insistendo eccessivamente nel riaccendere le ultime briciole di tabacco. Questo non lo si fa solo per amore di risparmio, ma lo si pratica con una certa frequenza in un periodo di rodaggio nell’intento di “fare il fondo” (cioè di determinare al più presto la formazione del carbone). Una soluzione è di cambiare il filtro più spesso di quanto non si faccia abitualmente. Quando è troppo usato, il filtro diventa impermeabile e perde la sua efficacia; aumenta la resistenza al tiraggio e costringe quindi ad aspirare più forte, con il risultato che la temperatura nel fornello si alza a valori eccessivi. Ecco la bruciatura. Quanto alla questione se sostituire o non la pipa difettosa, la risposta è ovvia quando si tratti di un difetto del legno. E’ un evento raro ma non impossibile, ed il produttore serio ha la competenza e l’onestà per riconoscerlo. Al fumatore, poi, si richiede il minimo di competenza necessario a distinguere quando sta fumando tabacco e quando sta fumando legno.

 

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