Acquerugiola

acquerugiola
Fonte immagine: internet.

Quando è troppa, questa condensa, questa acquerugiola (in inglese: moisture) che si forma nella pipa la fa sfrigolare e gorgogliare, rovinando la fumata e anche la stessa pipa che rende acida e cattiva. C’è acquerugiola legata, per leggi fisiche, al processo di calore-distillazione-condensazione; e c’è quella dovuta al comportamento del fumatore. Alcuni “bagnano” più facilmente di altri. Ma il fatto stesso di mettere un bocchino in bocca esercita una stimolazione delle ghiandole salivari (meglio non introdurre il bocchino troppo a fondo); la saliva prodotta in eccesso può scendere nel cannello contribuendo così ad alimentare la condensa che si forma per le altre ragioni. L’abitudine elimina l’inconveniente al quale si può ovviare anche tenendo la pipa in mano più spesso che in bocca. Altro rimedio: passare uno scovolino morbido anche in corso di fumata (senza aprire la pipa).
Le pipe di una volta erano dotate di salivino, una specie di tappo che chiudeva il foro di una camera di
condensa o pozzetto, da cui si faceva uscire il liquido che appunto vi si raccoglieva. Oggi il salivino non è più necessario, per le migliorate tecniche produttive di pipe e tabacchi, per il ricambio che permette alla pipa in riposo di asciugare, per la più frequente pulizia cui si sottopone la pipa.
Umidità dell’aria e umidità del tabacco concorrono all’acquerugiola, ma una delle cause fondamentali è l’eccesso di calore: lo si contiene fumando correttamente, con aspirazioni moderate e regolari. Le pipe curve danno più acqua delle diritte, quindi esigono più interventi di pulizia e più lunghi periodi di riposo-asciugatura. Tutto ciò che all’interno della pipa modifica la velocità del fumo o determina compressioni, espansioni, sbalzi di temperatura, provoca condensa.
Rimedi essenziali: legno ben poroso, non surriscaldare, asciugare e pulire dopo ogni fumata, giusti periodi di riposo. Accorgimenti minori: tabacco non aromatico, secco (ma non troppo, perché allora brucia rapidamente e surriscalda), di taglio grosso; dischetti o palline di argilla assorbente da collocare sul fondo sotto il tabacco. Comunque, non drammatizzare, l’acquerugiola se ne va con l’esperienza.

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