Diritte o ricurve?

Diritte o ricurve?

Pipe diritte o ricurve? Inizio da questo post ad editare una serie di articoli presi dall’elegante periodico “Il Club della Pipa”. Non potevo esimermi dal cominciare con la firma più nota: Giuseppe Ramazzotti. L’articolo originale è pubblicato appunto sulla rivista Il Club della Pipa (n°4, settembre 1966). Come curiosità ricordo inoltre che, questo articolo, precede l’uscita del suo fortunato libro “Introduzione alla Pipa” (1967).

Diritte o ricurve?

All’interrogativo, che abbiamo posto nel titolo, non ci sentiremmo certamente di rispondere affermando che l’uno, oppure l’altro tipo di Pipa debba avere la preferenza. Troppi sono i fattori in gioco, troppo dipende anche dai gusti personali di ciascuno, perché sia possibile consigliare una scelta sicura e valida in ogni occasione. Ci limiteremo quindi a indicare quali sono le caratteristiche più salienti dei due diversi modelli, osservandoli da differenti punti di vista: affronteremo perciò il complesso argomento suddividendolo in sei brevissimi capitoletti, ciascuno dei quali prenderà in esame uno dei singoli punti.

Considerazioni tecniche

Le Pipe ricurve hanno indubbiamente un grande vantaggio sulle diritte, ossia quello di essere meglio bilanciate: ciò permette di sostenerle fra i denti senza alcuno sforzo o fatica, soprattutto quando la curvatura sia molto accentuata (e allora il focolaio diviene parallelo — o quasi — al cannello, cui si innesta il bocchino). Di fronte a questa superiorità, le Pipe ricurve presentano tuttavia l’inconveniente di ’’inumidirsi” in modo assai più rapido e vistoso delle diritte: non tanto per effetto delle secrezioni salivari, più facilmente indotte a discendere lungo il bocchino ed il cannello (infatti un esperto fumatore non introduce mai saliva nella sua Pipa), quanto piuttosto a causa della brusca curvatura, che il fumo incontra nell’uscire dal fondo del focolaio. L’inconveniente è ancora aggravato in quelle Pipe (e ve ne hanno di marche famose), nelle quali il condotto fumario si allarga molto, sino a formare una cameretta cilindrica all’interno del cannello; gas e vapori della combustione si espandono, là dove il diametro aumenta: per i ben noti principi fisici della termodinamica, alla repentina espansione consegue un immediato raffreddamento e quindi anche il condensarsi in minute goccioline del vapore acqueo. Posseggo alcune grosse Pipe ricurve (non ne citerò la marca) che, dopo una sola fumata, raccolgono nella parte più larga del cannello oltre un centimetro cubo di liquido fetido e giallastro: occorre naturalmente farlo uscire alla fine della pipata, togliendo il bocchino, ad evitare che esso vada ad imbrattare la tasca, quando vi si riponga lo strumento. Ma, poiché ogni medaglia ha sempre il suo rovescio, anche questo grave inconveniente è largamente compensato dalla qualità del fumo, che giunge alla bocca più fresco e più dolce. In certe Pipe la ’’camera d’espansione” assume a bella posta dimensioni notevoli, appunto per raffreddare il fumo e renderlo meno aspro: tali sono, ad esempio, le Captain Warrant (o Captain Warren), di schiuma o di radica, e le Calabash, con fornello di schiuma adattato a particolari zucche esotiche. Sono tutte Pipe per molti versi pregevoli, però da usarsi in casa, non da portare con sé. Per quanto riguarda il punto di vista strettamente tecnico concluderemo quindi dicendo:

Le pipe ricurve, per la loro stessa natura, sono soggette più delle diritte ad inumidirsi: non è un gran male, quando si abbia l’avvertenza di usarle soltanto per un paio di fumate giornaliere; sono comode da tenersi fra i denti, esalano forse un fumo meno caldo.

Le Pipe diritte sopportano un numero ben maggiore di fumate quotidiane: si possono tenere in tasca senza tema di imbrattamenti (meglio se riposte negli appositi sacchetti), forniscono un fumo più completo e più pieno, almeno secondo la mia personale opinione.

Ma per una scelta fra Pipe ricurve e diritte non sono sufficienti le considerazioni strettamente tecniche: è necessario prendere in esame altre caratteristiche ed è quello che ora faremo.

Fiutare il fumo

Alcuni fumatori amano aspirare attraverso le narici una piccola parte del fumo, che si eleva dal fornello: è chiaro come ciò sia reso più facilmente possibile usando Pipe ricurve, nelle quali il focolaio viene a trovarsi all’incirca al disotto del naso; si può tuttavia ottenere il medesimo effetto anche con Pipe diritte, tenendole molto inclinate verso il basso mentre si fumano. Non tutti apprezzano l’azione del fumo sulle cellule olfattive delle fosse nasali, che ne vengono talvolta irritate, sino a provocare una serie irrefrenabile di starnuti (il Rigutini giustamente li definisce: Moti subitanei e convulsivi, che spingono l’aria del petto con violenza e con strepito per le narici e la bocca); così capita allo scrivente, il quale preferisce invece aspirare dal naso un poco del fumo esalato dalla bocca, non direttamente dal focolaio. A chi prediliga odorare gli effluvi, che sorgono dal tabacco ardente nel fornello, la Pipa ricurva offre per certo notabile soddisfazione.

Delle stagioni e del clima

Per complesse ragioni, in gran parte tuttora misteriose, la Pipa diritta riesce più gradevole nelle stagioni calde e la ricurva nelle fredde. Molto abbiamo meditato sull’arduo problema, senza poter giungere a conclusioni realmente persuasive: forse perché la Pipa ricurva può esser tutta raccolta nel cavo della mano e quindi la riscalda? Oppure, per la sua maggior vicinanza al petto ed al viso, contribuisce a diffondervi un benefico tepore? O è la sua stessa forma contorta, che meglio si adatta al paesaggio invernale? Non escluderei del tutto che la stretta correlazione Inverno-Pipa ricurva non abbia alcun fondamento e sia soltanto una discutibile opinione dello scrivente: ma a ciò sembra opporsi il fatto che nei paesi a clima freddo (e di conseguenza anche d’estate, in regioni montuose) furono sempre preferite le Pipe ricurve. Nè valga l’osservazione che in Gran Bretagna, nazione piuttosto nordica, siano numerose le Pipe diritte. L’uomo vive oggi in condizioni ben lontane dalle naturali; gli impianti di riscaldamento di case ed uffici sono molto diffusi e notevolmente efficienti: l’inverno è quasi divenuto l’estate e la Pipa ricurva cede il posto alla diritta. Ma dove ancora funzionano stufe e caminetti, nelle campagne del Nord, nei casolari e nelle baite delle Alpi, della Foresta Nera e dei Tatra, l’invernale Pipa ricurva allieta sempre col suo dolce calore i forti uomini del gelo e della montagna.

Le ore ed il posto

Noi preferiamo fumare Pipe ricurve nelle ore serali, in una comoda poltrona dagli ampi braccioli e con la nuca appoggiata alla spalliera: ma forse è questione dell’età, non più giovanile. La lettura di un buon libro o l’amabile conversare con parenti ed amici (meglio se fra essi sono donne o fanciulle graziose) completano l’intima gioia di un’ottima Pipa ricurva, dal capace fornello ben colmo di un robusto tabacco, che molto si adatta alla notte incombente. In montagna, sulle vette raggiunte attraverso creste aeree, vertiginose pareti o ghiacci verdastri, oppure nelle soste ai rifugi o fra pascoli e boschi, la Pipa ricurva è spesso più gradita compagna della diritta: si può tenere bene fra i denti, anche nelle veloci discese su ripidi pendii, sta saldamente in mano mentre si beve o si canta. Non ci sembra invece particolarmente adatta in altre occasioni, a mo’ d’esempio durante la guida di veicoli a motore, perché il fumo tende a raggiungere gli occhi, per la forma stessa della Pipa, e li fa lacrimare.

I tabacchi più acconci

Per mia personale opinione (che ammetto tuttavia possa non essere condivisa da altri) il fornello delle Pipe ricurve — di loro natura più dolci delle diritte — dovrebbe venir sempre riempito con tabacchi robusti: ed ecco anche perché queste Pipe sono adatte alle ore serali, quando appunto meglio si apprezzano le miscele piuttosto forti e saporose. Accade così che alcuni aspri tabacchi nostrani (tipico sotto questo aspetto il trinciato comune o ”di seconda”), spesso ostici e tendenti a bruciare la lingua in Pipe diritte, acquistino talvolta pregi insospettati entro le ricurve, Ciò potrebbe anche in parte spiegare la maggior diffusione, nei tempi trascorsi, delle Pipe ricurve, perché allora non esistevano le complesse miscele dei giorni nostri, che forse meglio si apprezzano con le Pipe diritte.

Conclusioni

Tutto quanto si è detto finora — e che si riferisce in ispecie alle radiche — potrebbe essere brevemente riassunto in questo modo: chi debba partire per un viaggio di alcuni giorni e voglia proprio portare una sola Pipa con sé (ed è male), ne scelga una diritta; più maneggevole, adatta a tutti gli ambienti, meno soggetta ad inumidirsi, potrà essergli gradita compagna anche per numerose fumate. Chi invece desideri esplorare, in ogni più sottile sfumatura, l’infinita gamma di soddisfazioni che la Pipa può dare, si provveda anche di una ricurva: se incontra il suo gusto, potrà poi accrescerne il numero. Non è delle Pipe come delle donne, che si debba restare fedeli a una sola; le diritte, le curve, le fiammate, le lisce, le rugose e così via potranno dare sempre nuove e gradevoli sensazioni, diverse anche per ciascuna Pipa del medesimo tipo: credo del resto — ma parlo soltanto in linea teorica — che il medesimo accada con le donne e che la bruna, la bionda, la castana, la rossa, e ciascuna di esse in particolare, possano offrire soddisfazioni diverse.

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