Dica 33…

33 curiosità sulla pipa

Seguono 33 curiosità sulla pipa tratte dalla rubrica “Segnali di Fumo” curata da Paolo Guidi per la rivista Smoking.

Dica 33…

1. Nella Francia del Seicento la pipa era molto diffusa, la si dava anche ai ragazzi perché si divertissero. Fumare allora si diceva “bere il tabacco”. In un poema intitolato “Louange au Tabac” un signor Veronau nel 1634 scriveva: “Quando io bevo questo tabacco salutare agli umani, / Io ho, come Giove, l’universo nelle mani, / Perché io tengo nella pipa e il fuoco e la terra”. – Smoking (n°2, giugno 1988)

2. Ian Bothan, 32 anni, famoso giocatore di cricket, è stato proclamato in Inghilterra fumatore di pipa dell’anno 1988. Recentemente anche i giornali italiani hanno parlato di lui perché ha “rifatto” la marcia di Annibale attraverso le Alpi, elefanti compresi. – Smoking (n°2, giugno 1988)

3. Con un’opportuna cerimonia Ole Larsen, il famoso produttore di pipe di Copenhagen, ha proclamato il Ministro degli Esteri danese “ambasciatore delle pipe danesi”. Manco a dirlo il Ministro in questione è un eccellente pipatore. – Smoking (n°3, ottobre 1990)

4. Fino a sessant’anni fa la pipa non era molto diffusa in Spagna, anche se ne venivano importate alcune marche. Negli anni Cinquanta si era affermato un notevole contrabbando dalla Repubblica di Andorra. Le cose poi sono cambiate. Da almeno venticinque anni la Spagna è una buona e regolare fornitrice di radica e si è via via fatta strada un’attività manifatturiera. Tra le marche più recenti la Tabapack che produce 5 serie di pipe contrassegnate dal marchio TB sul bocchino. – Smoking (n°3, ottobre 1990)

5. Nel 1966 a Gino Cervi venne assegnata la “pipa d’oro”. La motivazione del prestigioso premio fu la seguente: “Chiamato ad impersonare di fronte ad un grande pubblico un celebre investigatore accanito fumatore di pipa, benché ignaro o quasi della difficile arte, vi si avventurava intrepido, il pensiero rivolto agli insigni modelli del passato ed incurante sia della derisoria diffidenza degli specialisti quanto delle sirene dell’istrionismo, disegnava sui teleschermi con geniale intuizione psicologica e tecnica, una figura così perfetta e persuasiva di fumatore da entusiasmare i sapienti delle accademie e da affascinare le masse dei profani, inducendone decine di migliaia a gettare la sigaretta e a tentare la nobile iniziazione della pipa. Eletto esempio di dedizione al mestiere, di sensibilità artistica, di fantasia interpretativa, poderoso strumento di apostolato fra le incolte turbe”. L’umoristico barocchismo di questa motivazione induce a identificare l’autore nel professor Eppe Ramazzotti. Conclusione alla quale siamo giunti pur sprovvisti del talento investigativo del celebre Maigret. – Smoking (n°2, giugno 1984)

6. Lunga 2 metri e 85 centimetri, con una circonferenza del fornello di 1 metro e 20, peso di 120 chili e composta da 9000 pezzi di radica, questa pipa ci risulta essere la più grande mai costruita. La “pipona”, opera del paziente Soriano Baldi falegname di Castagneto Carducci, è perfettamente funzionante e, a giudicare dalla qualità della radica fornitagli dalle Segherie di Maremma, dovrebbe essere anche di buona qualità. Il condizionale è d’obbligo: la teoria è una cosa la pratica un’altra, ma chi potrà mai provare il contrario? – Smoking (n°2, giugno 1984)

7. Su vari giornali e riviste è comparsa recentemente questa pubblicità che ci sembra assai azzeccata: “Se noi producessimo il doppio di pipe Charatan potremmo vendere il doppio di pipe Charatan. Ma allora non sarebbero Charatan!” – Smoking (n°4, dicembre 1983)

8. Il trinciato Italia fu immesso per la prima volta nel mercato italiano nel 1924 al prezzo di 90 lire per chilogrammo convenzionale. Alla vigilia della seconda guerra mondiale, nel 1940, era arrivato a costare 150 lire per chilogrammo e, dieci anni dopo, 8400 lire! Nel 1982 costa 50 mila lire al chilo ovvero 2500 lire a busta da 50 grammi. – Smoking (n°3, settembre 1982)

9. In occasione della visita ufficiale del Presidente della Repubblica Sandro Pertini intervenuto a Ferrara per inaugurare la mostra personale di Salvador Dalì, la giunta comunale estense ha ripagato la fatica di una giornata densa di appuntamenti trascorsa da Capo dello Stato, con una lunga lista di regali: una medaglia d’oro con lo stemma del Comune, la riproduzione dell’Aquila (simbolo del Premio Estense), un busto in terracotta che lo raffigura, il libro “Officine Ferraresi” e, ultima ma non per ultima, una pipa lavorata a mano dell’artigiano Claudio Cavicchi. Pertini è sembrato particolarmente contento per quest’ultimo regalo che andrà ad arricchire la sua già ragguardevole collezione di pipe. – Smoking (n°4, dicembre 1984)

10. Le Grenier du Collectionneur, di Bruxelles, pubblica un bollettino trimestrale con offerte di libri antichi, documenti, illustrazioni, curiosità tutte dedicate al tabacco. In prima pagina si legge l’avvertenza: “Fumare questo catalogo nella vostra pipa potrebbe danneggiare la vostra salute”. Tra le offerte alcune rarità come “L’arte di fumare e fiutare senza dispiacere alle belle” del 1827 oppure un catalogo Dunhill del 1914. E’ incredibile la quantità di libri pubblicati sull’argomento. – Smoking (n°1, marzo 1990)

11. Una curiosità sulla fabbrica Rossi. Nel 1935 fu creato uno stabilimento per la produzione di pipe di radica in territorio elvetico, ad Agno, nel Canton Ticino. Tale decisione fu presa per ovviare alle conseguenze delle “sanzioni” (decretate contro l’Italia per la guerra in Etiopia), per effetto delle quali alcuni Paesi, nostri tradizionali clienti di pipe, non volevano o non potevano più acquistare dall’Italia. Così la ditta Rossi (allora fortissima) esportò nel Canton Ticino una linea completa di macchinari ed assunse una dozzina di operai. Tutte le materie prime venivano dalla fabbrica principale di Barasso sul Lago di Varese. Le pipe finite partivano per Londra con il marchio “Foreign Made” o “Made in Switzerland”. Il piccolo stabilimento funzionò fino al 1945. – Smoking (n°1, marzo 1990)

12. Nel 1927 sulla “Revue des Tabacs” viene riportato il seguente curioso episodio: un colonnello cecoslovacco, di nome Werner Bauer, aveva stabilito nel suo testamento che, dopo la sua morte, fossero collocate accanto al suo corpo la pipa e la borsa del tabacco. A evento compiuto, la vedova non manca di esaudire il desiderio del colonnello. Senonché si accorge di colpo che non aveva messo i fiammiferi… E allora fa riaprire il feretro per rimediare alla sua dimenticanza. – Smoking (n°1, marzo 1990)

13. Fumate con i fiori: è assai curiosa la promozione che si sta svolgendo per pubblicizzare un tabacco da pipa in Inghilterra. Chi acquista 300 grammi di Holland House Pipe Tobacco ha in regalo ben 100 bulbi di fiori, manco a dirlo, olandesi. – Smoking (n°4, dicembre 1987)

14. Gli Americani non finiscono mai di stupirci. Le loro iniziative, infatti, sono tra le più sorprendenti e spesso disorientano gli europei. Comunque, il fatto che arrivassero a pubblicare un vero e proprio “Catalogo dei Pipologi” appare meno stupefacente di quanto non sembri a prima vista. “The Universal Coterie of Pipe Smokers” è il titolo dell’interessante libretto sulla cui copertina viene precisato: “A selection of member’s collecting interests”. Va sottolineato che i nominativi arrivano a 236 ed è previsto un indice geografico. – Smoking (n°2, giugno 1985)

15. All’Eau Vive, noto ristorante romano di piazza dei Caprettari, non si può fumare la pipa. Le suore che gestiscono il ristorante sono tolleranti con sigari e sigarette ma non con la pipa. A farne le spese è stato lo stesso Achille Savinelli, bloccato al momento dell’accensione. – Smoking (n°4, dicembre 1985)

16. Mauro Seppia, deputato, questore della Camera dei Deputati nonché grande fumatore di pipa non deve avere una grande passione per i “puntini bianchi” ed i marchi delle pipe, soprattutto quelle dritte classiche. O forse è solo disattento. Quando pulisce il bocchino e lo reinnesta nel cannello spesso e volentieri dimentica la parte timbrata nella parte inferiore e le sue pipe sembrano dunque tutte anonime. A chi gli fa notare la curiosa dimenticanza risponde che: “non è un problema, basta che siano buone”. – Smoking (n°4, dicembre 1985)

17. L’archivio Dunhill, sotto la gestione di lan McOmish, ha acquistato una collezione di pipe Dunhill molto particolari e rare: si tratta di una confezione contenente due pipe Billiard gruppo 4, una Dead Root rifinita in Bruyere con timbratura Dunhill London risalente al 1918 ed una Bruyere Billiard gruppo 4 con timbratura antica Dunhill Duke Street SW. A rendere rare queste pipe è la forma “dental” dei bocchini, probabilmente scelta dal proprietario delle pipe, il capitano H. Green, cui apparteneva anche una pipa realizzata nel 1936 da Dunhill copiando una rarissima pipa in porcellana tirolese e formata da quattro parti, fornello a coppa in Bruyere Briar, bocchino e cannello in gomma dura, acquisita dalla collezione Dunhill. – Smoking (n°4, dicembre 1994)

18. Nell’area Shibuya di Tokyo esiste un Museo del Tabacco, segnalato anche dalle mappe turistiche. Un settore è dedicato a tracciare la “Strada del Tabacco” dalle origini fino ad oggi, con esposizione delle abitudini dei fumatori in tutto il mondo e di confezioni di pacchetti di sigarette e tabacchi da pipa, mentre gran parte del museo espone gli antichi “kiseru” (pipe giapponesi) e l’evoluzione del fumo in Giappone dall’industria privata al monopolio. – Smoking (n°4, dicembre 1994)

19. Tra i più famosi fumatori di pipa di tutti i tempi si annoverano: Albert Einstein (matematico), Sigmund Freud (psicanalista), Ira Gerwhin (musicista) Robert Hoppenheimer (scienziato), Claude Chabrol e Joseph Mankiewitz (registi), Ludwig van Beethoven (musicista). – Smoking (n°4, dicembre 1994)

20. “The Pipe Smokers Ephemeris” è una pubblicazione destinata ai fumatori di pipa americani, edita da Tom Dunn ed aperta a tutti i contributi dei lettori: da poesie a ricette, racconti, annunci di ogni genere. Distribuita in edizione limitata, “irregolarmente” quadrimestrale, vive anche attraverso i contributi degli appassionati. – Smoking (n°4, dicembre 1994)

21. 160 pagine di provocazioni, citazioni e paradossi sul fumo per l’agile volumetto “lo fumo, e allora?”, edito dalla Pacini Editore di Pisa e scritto dal giornalista francese Jean Jacques Brochier. Quattro capitoli per interrogarsi sugli aspetti sociali, economici ed etici connessi al ‘vizio’ del fumo ed alla sua demonizzazione, a partire dalle risposte alle lettere che Brochier ha ricevuto dai suoi denigratori (che non vedono di buon occhio la sua campagna pro-fumo) per arrivare all’apologia del fumo (“i nemici del tabacco sono esorcisti che non sanno di esserlo e che, non potendo riaccendere i roghi dell’Inquisizione, ci lanciano anatemi mediante decreti”), alla medicina che colpevolizza il fumo come se fosse davvero possibile allontanare la morte, per finire con l’ultimo e più divertente capitolo, anoressia, in cui il fumo viene inserito nel più generale contesto dell’omicidio del piacere nella società contemporanea. – Smoking (n°4, dicembre 1994)

22. L’ambasciatore generale della Thailandia, Suchinda Younsunthon, ha visitato nei giorni scorsi la Brebbia di Varese. Suchinda Younsunthon, accanito fumatore di pipa, da sempre estimatore della Brebbia, ha particolarmente apprezzato la serie Collection e Linea A, in quanto predilige le pipe artigianali fatte a mano libera e si è complimentato per la bellezza del design ed il buon gusto italiano. Uno scambio di doni (una pot fiammatissima contro una cravatta thailandese in pura seta) ha suggellato la simpatica visita. – Smoking (n°3, settembre 1986)

23. Il Museo della Pipa d’Argilla a Leiden (Olanda) conserva più di diecimila pezzi, comprese alcune pipe messicane precolombiane databili tra il 1000 ed il 1200. Il museo è considerato anche un’importante centro di ricerca, che interessa non soltanto gli amanti della pipa e del tabacco, ma anche gli archeologi specialisti. – Smoking (n°2, giugno 1989)

24. Secondo quanto scrive Nascimbeni sul “Corriere”, Mario Soldati alla mattina non fuma mai i suoi amati Toscani. Gli preferisce la pipa infatti, che riempie con il Three Nuns. – Smoking (n°4, dicembre 1982)

25. Nella sua dimora di Epalinges, lo scrittore belga Georges Simenon (1903-89) conservava gelosamente la sua collezione di circa 300 pipe, la maggior parte delle quali offerte nel corso degli anni, dai numerosi lettori dei suoi libri, ferventi ammiratori del suo personaggio più famoso, il commissario Maigret. Tra questi, l’attore Dennis Moore, gli aveva anche inviato un porta pipe confezionato con un pezzo di rotaia della prima linea ferroviaria californiana. – Smoking (n°4, dicembre 1995)

26. Sapete come viene chiamata la pipa nel gergo dei girovaghi? La Gustosa. Il tabacco? Il Gustoso per la Gustosa. Anche qui, tra i nomadi, c’è poesia. – Smoking (n°4, dicembre 1976)

27. Bachi-Bagli, un nome che ha sempre incuriosito chi si occupa di tabacco. Una volta questo termine indicava semplicemente un sistema di imballaggio dei tabacchi Orientali. Quelli molto fini erano imballati accuratamente a foglie sciolte e impilate a piatto, senza legami, costa contro costa. Era la presentazione in “Basma”, ora praticamente abbandonata anche se il termine viene ancora usato per indicare appunto tabacchi di prima scelta. Altri tipi di Orientali erano riuniti in mannocchi impalmati, cioè appunto in bachi-bagli che in turco significa «teste legate» o «legato in mazzo»: designava, oltre che mannocchi a ventaglio, foglie di seconda classe ma sempre buone. Ora, per fronteggiare la grande produzione e per risparmio di manodopera, si fa più che altro l’imballaggio in «tongas», termine che una volta indicava foglie sciolte messe in balle alla rinfusa, non scelte, di qualità meno desiderabili. I nomi Basma e Bachi-Bagli che distinguevano i tipi di foglia in base al sistema di imballaggio usato dai grossisti, continuano a indicare categorie diverse di tabacchi. Ma è sempre più raro trovare le piccole foglie degli Orientali nella tipica balletta (basma) di tela cucita. – Smoking (n°3, settembre 1981)

28. Tra le sigarette fatte a mano la cartina più diffusa è la Rizla, di cui è curiosa la storia. Nel 1796 viene data al cittadino Antoine La Croix licenza per fabbricare carta sottile ad Angouleme, dove la famiglia La Croix fa carta sin dal 1660. Fra le prime carte studiate appositamente per sigarette ce n’è una che per texture e aspetto è conosciuta come carta di riso. In francese è “Riz” e questa parola viene scritta davanti al nome di marca La Croix. Succede poi che la parte “Croix” del nome viene trasformata in un simbolo grafico (la croce, appunto) ed il “Riz” si unisce al “La” formando così il nuovo nome di marca RIZLA+. – Smoking (n°1, marzo 1986)

29. In base ai canoni della Sezione Aurea un fumatore d’animo matematico ha calcolato che una “Pipa Aurea” dovrebbe avere queste misure: fornello, diametro all’apice 34,4, altezza 45, altezza del punto di massimo diametro 17; cannello, lunghezza 56,6, diametro 13; bocchino, lunghezza 55,6; lunghezza totale della pipa, 145,6. – Smoking (n°1, marzo 1983)

30. Nel «Corriere della Sera» del 12 maggio 1969, a proposito delle gare di lento fumo, Dino Buzzati scriveva: «Che senso hanno, si domanderà qualcuno, gare di questo genere? Si tratta di uno sport o di un rituale esoterico o di una simpatica sciocchezza? Direi tutte le tre cose insieme. Comunque servono ad incuriosire la gente circa appunto la pipa, strumento dalle cento sirene, ricco di una raffinata letteratura. E quindi a fare per lei propaganda. C’è poi una indubbia prestazione di pazienza e di auto-controllo, virtù sempre apprezzabile, senza contare il virtuosismo tecnico. Infine rappresentano un innocente gioco per persone grandi, che non fa male a nessuno, anzi procura buon ossigeno a tante nostre piccole, e magari non tanto piccole, industrie. Che poi una sapiente e filosofica fumata dinanzi al camino in una sera d’inverno sia tutt’altra cosa, di questo non c’è il minimo dubbio». – Smoking (n°1, marzo 1983)

31. Usava una volta accendere la pipa, specie quella lunga, con strisce di carta, lunghe 30-40 centimetri, larghe 10-12 cm, piegate più volte nel senso della lunghezza e conservate verticalmente a mazzi in un vaso. Venivano accese al fuoco di un camino o di una candela. Di solito erano usati vecchi giornali, con la precauzione che non fossero sporchi di materie oleose o grasse. – Smoking (n°3, settembre 1982)

32. “Ritratti di fumo” è un libro fotografico (in bianco e nero) edito dalla Peliti Associati contenente 52 immagini scattate da 45 fotografi in cui viene celebrata la gestualità dei fumatori. Ritratti di personaggi famosi e di gente comune. “Impossibile immaginare Ernesto Che Guavara senza sigaro, Georges Simenon senza pipa o Picasso senza sigaretta…” sostiene Giovanna Calvenzi curatrice della postfazione al libro. Coco Chanel, Orson Welles, Buster Keaton, Bertolt Brecht per gli obiettivi di Robert Doisneau, Alexandr Rodcenko, Ugo Mulas e molti altri. – Smoking (n°2, giugno 1995)

33. Provare per credere: siamo venuti a conoscenza di un piccolo segreto sulle pipe “corallo” dell’italiana Savinelli. Pare che siano fatte con un tipo di radica bianca veramente molto porosa. Se si riempie il fornello d’acqua è facile vederla uscire, cioè che le pareti del fornello trasudino. – Smoking (n°1, marzo 1982)

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