Di che marca è quella pipa?

Di  che marca è quella pipa?A seguire una rapida carrellata delle più diffuse marche di pipe e dei loro loghi storici. L’articolo originale, non firmato, è pubblicato sulla rivista Smoking (n°2, giugno 1979). Non si può, nell’occasione, omettere di rimandare principianti e non al sito più esaustivo mai realizzato sull’argomento: www.pipephil.eu

Di che marca è quella pipa?

Molte volte sarà accaduto ai nostri amici fumatori di sentirsi rivolgere questa domanda anche da fumatori esperti e smaliziati. La bellezza di una finitura, di una forma, di una radica attirano gli sguardi degli appassionati sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo. Ai più esperti per capire la marca di una pipa basta uno sguardo e subito certe linee caratteristiche della pipa tradiscono l’Origine, stabiliscono le differenze. A volte si tratta di particolari che ai più potrebbero sembrare insignificanti, ma che all’occhio dell’esperto rivelano subito la mano del tale artigiano o della tale fabbrica. Come non riconoscere infatti certe pipe dalla forma inconfondibile del bocchino o dal taglio particolare della testa o dalla finitura della pipa stessa? C’è però un sistema sicuro per individuare con quasi assoluta certezza la marca di una determinata pipa senza andare a leggere il nome che è impresso sul fianco della pipa stessa. Si tratta semplicemente di dare uno sguardo al marchio o al simbolo che ormai tutte le pipe hanno. A volte si tratta delle iniziali del nome della pipa altre di un marchio particolare altre ancora di strani segni. Pensiamo quindi di fare cosa gradita a tutti i lettori dando qui un elenco dei marchi e dei simboli usati dalle case.

Cominciamo dalla Savinelli che è certamente la marca più diffusa fra i fumatori di pipa. Savinelli usa molti simboli per la sua produzione ad esempio le Giubileo ora vengono identificate con tre punti d’oro disposti a triangolo, per altre serie viene utilizzato uno scudetto entro cui è racchiusa una S e affiancato da due piccole pipe, altre serie vengono marcate con un trattino dorato. La serie più prestigiosa della casa ha invece una particolarità, anziché il marchio sulle Autograph compare la firma di Achille Savinelli. Un’altra casa italiana usa per identificare le sue pipe un trattino bianco inserito nella parte superiore del bocchino e qui stiamo ovviamente parlando della Castello. Gli inglesi che vantano nella Dunhill la loro massima espressione del fabbricare pipe hanno tutta una varietà di marchi e simboli che ad elencarli tutti non basta l’intera rivista, quindi pochi nomi ma buoni. Dunhill, e chi non lo sa, usa un punto bianco che ormai contraddistingue anche la produzione Dunhill che con le pipe non ha nulla a che vedere come portafogli, agende, portachiavi e simili. La Sasieni usa sempre un punto ma questa volta il colore è azzurro. La Charatan usa una C ed una P incrociate che starebbero ad indicare Charatan’s Pipe. La Peterson, pipa conosciutissima dai fumatori italiani i quali sono erroneamente convinti che si tratta della pipa di Holmes, ha come simbolo una P stilizzata. La Barling tanto per non pensarci sopra ha usato come marchio una croce formata dall’intersezione del nome Barling una volta verticale ed una orizzontale. La Stanwell usa invece una S accanto ad una corona e la Comoy’s una C.

Passando ai francesi Jeantet ha scelto una J mentre la Jean Lacroix usa un marchio costituito dall’intreccio delle lettere J ed L. La Butz Choquin ha un marchio molto bello, si tratta di un tondo entro cui sembrano annegate le lettere B e C. La Parker ha per simbolo una P racchiusa in un rombo. La Bari, marca che si sta affermando sul mercato italiano scrive molto semplicemente Bari. Ma non sempre i marchi hanno un richiamo alle iniziali della casa o un motivo geometrico, un caso strano è rappresentato dalla Caminetto che usa per i suoi prodotti un baffo dorato (da cui lo slogan «Caminetto la pipa col baffo») che è stato fino ad un paio di anni fa un bel paio di baffi, oggi purtroppo sostituiti da un paio di baffi stilizzati che non crediamo abbiano incontrato un grande successo fra i cultori dei marchi. Una casa italiana, la Mastro de Paja, usa per marcare i suoi prodotti un bollo d’argento dalle dimensioni generose che è stato creato così per dare modo al proprietario della pipa di farci incidere le proprie iniziali. Una bella idea è quella della Calibano che usa per marcare le sue pipe un bollo di radica che è stato conservato durante la lavorazione della testa. La pipa Gasparini si riconosce da una M racchiusa in un cerchietto, mentre la GJGJ ha scelto visto la brevità del nome di scriverlo per esteso. Le pipe Lorenzo sono marcate con una L ed infine le pipe Ropp hanno un ovale con scritto all’interno ROPP. C’è un’ultima marca di cui vorremmo parlare in quanto in tutto il panorama dei marchi e delle sigle rappresenta un caso abbastanza anomalo. La marca di cui parliamo è la Bang danese che sulle proprie pipe non mette alcun simbolo. Crediamo però che le forme di questa marca siano talmente particolari da essere inconfondibili.

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