E’ corta, mi piace

PIPE CORTEIn questo articolo andiamo ad affrontare questioni tecniche (ma di umana comprensibilità), inerenti l’ergonomia dello strumento pipa. Si parlerà delle pipe corte e dei modelli classici. L’articolo è stato pubblicato sulla rivista Smoking (n°2, giugno 1989) a firma del celebre maestro Giorgio Musicò, anima e tornio della serie di pipe “Musicò Foundation”. Nel 2015 Musicò ha festeggiato i 60 anni di attività.

E’ corta, mi piace

L’argomento di questo articolo riguarda questa volta le pipe corte… ed è sempre in sintonia con il mio punto di vista sulla tecnica del buon fumare. Da sempre questo tipo di pipe viene rifiutato dai più, perché secondo loro “il fumo arriva troppo caldo in bocca” motivazione che proviene quasi sempre da pregiudizi e non da esperienze dirette. Da ragazzo non sapevo ballare e agli inviti dei miei amici rispondevo “non mi piace”. Poi imparai e il ballo divenne per me una grande passione… Analizziamo insieme che cosa s’intende per pipe corte. Da questa categoria vorrei escludere le cosiddette “brucia gola”, termine con il quale si definisce una pipa fatta per masochisti, lunga non più di 6 cm che più che la gola brucia il naso quando s’accende. Dunhill in un vecchio catalogo degli anni 20 la definiva “for sport” evidentemente si tratta di uno sport a noi sconosciuto, visto che l’unico sport che concilia la pipa è la pesca e tutti i miei clienti che lo praticano fumano su abbondanti full bent cioè curve piene. Un’altra pipa secondo me sconsigliabile è la vest pocket secondo il nuovo catalogo Dunhill, o Rolex secondo Savinelli. Si tratta di una pipa a sezione ovale a mezzaluna senza cannello il cui bocchino si inserisce in un fianco dello stesso fornello che opportunamente girato all’interno completa il cerchio per cui la pipa assume una forma simile ad un orologio da tasca (non a caso Savinelli la chiama Rolex). Non è difficile immaginare la fumata con questo modello… io non ho mai provato a farla… In conclusione per questi modelli la logica viene in aiuto al fumatore. Che senso ha se non un certo gusto deviante usare questo tipo di modelli. Veniamo quindi ad alcuni esempi delle pipe cosiddette corte, nate (o spesso da me modificate) dalla giusta proporzione testa-canna-bocchino in cui l’armonia dell’estetica si accompagna alla piacevole funzionalità. Per ogni forma esposta darò i dati tecnici per far meglio comprendere chi mi leggerà.

BOCCETTA

pipe corte - boccettaPer gli esterofili Apple…. Altezza fornello esterno 40/43 mm. Diametro interno del fornello 18/19 mm (questa misura che non dovrebbe superare i 20 mm è l’ideale per un’ottima combustione del tabacco), lunghezza del cannello 33/35 mm, diametro dello stesso 15/16 mm, lunghezza del bocchino se a sella 50 mm, lineare 55 mm (la differenza di lunghezza è dovuta al fatto che per scendere senza schiacciare troppo e permettere una comoda presa tra i denti deve essere più lungo a differenza del primo caso in cui lo scalino permette una superficie piatta comoda ad agganciarsi). Nel caso che si tratti di una pipa sabbiata nera consiglio una vera d’argento alta dai 7 ai 10 mm. L’effetto sarà stupendo.

POT

pipe corte - potÈ questa una pipa che generalmente nasce corta essendo il fornello basso e largo per cui un bocchino lungo la renderebbe disarmonica. Ecco le misure ideali: altezza fornello esterno 40 mm, diametro interno 21 mm (non più larga altrimenti si avranno problemi di combustione), spessore bordo circa 8 mm, lunghezza cannello 30/35 mm, diametro cannello 15/17 mm, lunghezza bocchino 50/52 mm; per la forma di quest’ultimo vale il discorso fatto per la boccetta (più corto a sella). Come avrete notato le differenze con la boccetta sono minime se non nello spessore del legno e nella larghezza del fornello. In termini di fumata con questo modello il fumo arriverà con più intensità ma non con più calore

LOVAT

pipe corte - lovatChe strano, nessuno ha mai dato un termine italiano a questo modello. Altezza fornello esterno 55/58 mm, diametro interno 19/20 mm, larghezza cannello 50/55 mm, diametro dello stesso circa 14 mm, lunghezza bocchino (che in questo modello si monta sempre a sella) 35 mm dei quali 12 mm per la parte unita alla canna e 23 mm per quella piatta.

DRITTA RHODESIAN

pipe corte - dritta rhodesianÈ questa la forma più affascinante e più tipicamente inglese. Altezza fornello 32/35 mm a sezione romboidale, diametro interno 19/20 mm, lunghezza cannello 30/35 mm. Questo può essere di due forme. Nelle inglesi ortodosse (vedi Dunhill, Ashton, ecc.) segue il disegno della testa per cui il bocchino, non più lungo di 50 mm, dovrà essere assolutamente lineare; il tutto renderà il modello di una straordinaria bellezza. Nel secondo caso con un cannello a sezione tonda montato su di un fornello sempre di forma romboidale ma con gli angoli molto più smussati, pur mantenendo le stesse proporzioni della prima, dovrà montare il bocchino a sella leggermente più corto.

BILLIARD

pipe corte - billiardLa dritta classica. Per questo modello non c’è molto da dire se non ribadire il concetto di tutte le altre summenzionate. La forma si presta ad una gran varietà di grandezze e di proporzioni per cui la migliore espressione per accostarla alle altre è l’army mounted la cosiddetta flock. Queste le caratteristiche tecniche: altezza del fornello esterno 50 mm, diametro interno 19/20 mm, lunghezza della canna fino all’attaccatura dell’oliva d’argento 22/25 mm, lunghezza oliva 12/14 mm, lunghezza bocchino dall’uscita del flock 60 mm scarsi.

Tutte le pipe descritte sono dritte ed il loro comune denominatore è la leggerezza. La loro lunghezza complessiva supera di poco i 12 cm. Ciò comporta due grandi vantaggi: la facilità di trasporto e la facilità di tenuta in bocca, elementi indispensabili per chi come me fuma la pipa in attività. A coloro che sono dell’idea che una pipa corta genera fumo caldo, assicuro che il fenomeno avviene solo se si determinano le seguenti condizioni: tabacco troppo secco, tabacco troppo fino, boccate troppo rapide. Provare per credere.

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