Corsellini: cento anni di fumo

Corsellini: cento anni di fumoLa rivista Smoking con questa intervista redazionale celebra il centenario del negozio Corsellini di Firenze (n°1, marzo 1980).

Corsellini: cento anni di fumo

Uno dei negozi che da più tempo si occupano di pipe in Italia è senz’altro Corsellini di Firenze che celebra quest’anno (n.d.r: 1980) i cento anni di attività. In questa occasione abbiamo ritenuto interessante per i nostri lettori avere un incontro con Alessandro Corsellini attuale titolare del negozio. 

D – Tanto per cominciare signor Corsellini ci piacerebbe che Lei ci raccontasse la storia del negozio.

R – Purtroppo non posso dirvi in che anno sia stato aperto. La mia famiglia entra nella storia di questo negozio nel 1880 quando mio nonno lo acquista dai signori Operti allora proprietari. Come la maggior parte dei negozi di questo tipo dell’epoca l’attività principale era costituita dalla produzione di pipe di schiuma. Oggi siamo arrivati alla terza generazione e stiamo per tornare alle origini quando il negozio era prima laboratorio per la fabbricazione di pipe e poi centro di vendita di pipe fatte da altri.

D – Da quanto tempo Lei segue l’attività del negozio?

R – Si può dire che io lo abbia sempre seguito, ero ancora studente liceale quando cominciai a venire in negozio ad aiutare mio padre.

D – Corsellini, come lei prima diceva, oggi i suoi interessi si sono allargati. Infatti oltre al negozio da qualche tempo lei ha iniziato la fabbricazione di pipe: ce ne vuole parlare?

R – Tutto come al solito comincia per scherzo con qualche pipa fatta per i clienti più esigenti; poi a poco a poco le richieste aumentano ed allora mi sono trovato costretto ad allargare la produzione. Oggi sto ultimando la costruzione di un nuovo laboratorio dove continuerò a fabbricare le mie pipe.

D – La sua produzione non è certamente molto vasta, ma è già molto apprezzata; ha dei segreti?

R – Cominciamo ovviamente dalla radica che acquisto da un anziano artigiano toscano che con molta buona volontà, tanti piccoli segreti e purtroppo molti soldi mi fornisce una radica di altissimo livello, stagionata in maniera eccezionale. La lavorazione delle pipe la eseguo interamente io, non ho e per il momento non desidero avere altre persone al mio fianco. Tutto questo non per fare un discorso maniacale ma perché ritengo che non si possa avere un prodotto artigianale ad alto livello come il mio facendo seguire la produzione da più persone. Bisogna poi dire che un artigiano al mio fianco significherebbe aumentare la produzione per rientrare dei costi che sarebbero indubbiamente più elevati e per il momento non ho intenzione per svariate ragioni di aumentare la produzione. Per tornare alle pipe, posso dire che oggi produco due linee di pipe: la prima chiamiamola semi-industriale che lavoro a mano con l’aiuto di torni, frese eccetera.

D – Insomma non usa le forme tipiche della produzione industriale?

R – Esatto, quindi si può dire che anche in questa serie i pezzi sono unici. Per l’altra serie invece, quella di livello più alto, eseguo il lavoro senza l’ausilio di mezzi meccanici; uso solo lime ed altri utensili. Ovviamente è questa la serie che, anche all’estero, ha avuto i maggiori successi. Recentemente ho poi acquistato una sabbiatrice per cui fra poco comincerò a tirar fuori anche delle sabbiate.

D – E per i bocchini?

R – Io ormai da qualche anno fornisco le mie pipe con il bocchino in metacrilato che offre dei vantaggi rispetto al classico bocchino in ebanite. Molte persone però, forse sulla spinta di una certa campagna contro il metacrilato che si sta facendo negli Stati Uniti, preferiscono l’ebanite; a questi clienti ovviamente io fornisco il classico bocchino in ebanite. Se volete un giudizio personale io preferisco il metacrilato anche se presenta il problema del maggiore spessore.

D – Parliamo ora del negozio: nelle ore in cui lei è in laboratorio chi segue le vendite?

R –  Mia moglie e debbo dire che ormai dopo anni ha acquistato una esperienza davvero invidiabile.

D – È un problema il fatto che dietro il bancone ci sia una donna? Vogliamo dire che la pipa è un articolo quasi esclusivamente maschile, come si sono trovati i suoi clienti a dover trattare con una donna?

R – All’inizio c’era la paura che i clienti reagissero male, al limite scegliendo un altro negozio per i loro acquisti. Debbo dire che i clienti invece hanno reagito molto meglio di quanto non prevedessimo. Certo ancora oggi ci sono dei problemi soprattutto con due tipi di cliente: quello che entra in negozio per la prima volta (ed è ovvio che rimane sconcertato) e quello che deve acquistare una pipa di un certo impegno, di un certo prezzo. Questi ultimi preferiscono che a servirli sia io, forse per una maggiore comprensione da parte mia delle esigenze e delle necessità. Si sa, fra fumatori ci si capisce subito.

D – Corsellini come giudica le pipe italiane?

R – All’inizio quando cominciai a seguire il negozio, parlo di vent’anni fa e oltre, il livello era molto basso nemmeno paragonabile a quello raggiunto dalle straniere dell’epoca. Oggi credo di poter dire che le pipe italiane sono in assoluto le migliori grazie anche al contributo di uomini come Scotti e Savinelli che tanto hanno fatto per il prodotto italiano. Insomma non è un caso che oggi i fumatori italiani debbano soffrire la mancanza di buone pipe dovuta al fatto che molte pipe italiane sono destinate ai più ricchi mercati stranieri.

D – Ci sembra di aver capito che i rapporti con i fabbricanti siano improntati ad una reciproca stima e fiducia; vorremmo sapere come sono i rapporti con i distributori e con gli importatori.

R – Qui il discorso si fa difficile. Molti non hanno ancora capito la difficoltà e l’importanza di un mercato come quello della pipa. Io non capisco come molti importatori, che sono da anni sul mercato, non si rendano conto che alcuni prodotti non si possono dare al tabaccaio sotto casa. La pipa per funzionare come articolo ha bisogno di professionisti, di gente che sa il fatto suo e sa come venderla. Non si può per i motivi che dicevo prima dare una pipa da centomila lire ed oltre ad un tabaccaio che vende si e no tre pipe l’anno. Questo tipo di negoziante è costretto a rivendere la pipa a puro prezzo di costo, se non a meno, facendo apparire il negoziante che tratta quotidianamente quella pipa come un disonesto che guadagna margini allucinanti. Ripeto, è un discorso di professionalità quello che dobbiamo fare, un discorso che molti miei colleghi hanno già compreso ed attuato, ma che da altri negozianti e da molti importatori non è stato ancora compreso.

D – E con gli altri negozianti di Firenze che si occupano di pipe i rapporti come sono?

R – Anche qui il discorso non si scosta di molto da quanto ho detto prima. Io da anni tento di prendere iniziative in comune, di dare una spinta a questo mercato, che comunque va già bene, ma c’è chi non ha capito che la guerra non serve a nessuno e chi ha capito che la collaborazione è utile a tutti: negozianti e clienti. Io ci provo ancora, chissà che un giorno…

D – Parliamo di tabacchi: lei cosa fuma?

R – In generale fumo il Dunhill 10, ma non sempre ho l’occasione di fare un salto in Svizzera per acquistarne. In questi casi mi adatto a fumare il 965. Miscele personali da suggerire non ne ho anche perché ormai tra il laboratorio ed il negozio di tempo da dedicare alla pipa ne ho sempre meno, purtroppo.

D – Corsellini, la pipa a suo giudizio è ancora un fatto di moda?

R – Fino a qualche anno fa lo era; oggi i giovani, e sono tanti i giovani che fumano la pipa, acquistano la pipa e la fumano per scelta. Certo ci sono ancora oggi fenomeni di influenza dei grossi personaggi su una parte del pubblico, molti entrano in negozio e chiedono una pipa uguale a quella del Presidente della Repubblica o come quella del sindacalista Lama ma ormai sono casi sempre più rari.

D – Corsellini da ultimo vorremmo chiederle come vede il futuro della pipa.

R – Se nei prossimi anni non ci saranno grossi eventi che modificheranno radicalmente la nostra vita, i nostri gusti, le nostre scelte allora credo che la pipa avrà un futuro senza dubbio roseo. In fondo la pipa, come dice anche Ramazzotti, è civiltà, è tranquillità e se queste componenti ci saranno la pipa arriverà a livelli di diffusione senz’altro notevoli.

Noi di Smoking ringraziamo Corsellini per il tempo che ci ha voluto dedicare e gli facciamo tanti auguri. Buon centenario.

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