Comoy’s: la prima fatta di radica?

Comoy's: la prima fatta di radica?Segue un redazionale di Smoking nel quale vengono riassunte le origini del marchio Comoy. L’articolo originale è pubblicato nel n°2 del giugno 1986 della rivista stessa.

Comoy’s: la prima fatta di radica?

La pipa di radica è nata in casa Comoy nel 1853, il «fondatore» Henry Comoy è nato nel 1850. Qualcosa non funziona nelle date, di cui soltanto la seconda è storicamente accertata. Potrebbe però funzionare se si considera che già nel 1825 la famiglia Comoy lavora il legno e fa pipe di bosso in un villaggio del Giura, vicino a Saint-Claude. In questa zona montuosa della Francia un po’ tutti lavorano il legno, fanno pipe ma soprattutto oggetti per casa e cantina, come gli zipoli delle botti. Che la pipa di radica sia nata da queste parti, con materia prima arrivata dalla Corsica, è certo; sul come e sul quando si discute. Per alcuni l’anno non è il 1853, ma il 1856; però anche in questo caso Henry Comoy non ne avrebbe merito, pur potendoci entrare (come si sostiene) la sua famiglia. Ma questo francese un merito assolutamente documentato ce l’ha: nel 1879 mette in piedi, a Londra, la prima fabbrica inglese di pipe di radica. Secondo le migliori tradizioni ottocentesche e considerati gli intrecci della vicenda, facciamo un passo indietro. Dunque: c’è nel Giura in epoca napoleonica (o poco dopo) un Francois Comoy che fabbrica pipe di bosso; suo figlio Louis vive da protagonista l’adozione della radica (che sia il primo in assoluto ha relativa importanza), materia prima di cui per qualche tempo Saint-Claude ha l’esclusiva. Nel 1850, come si è detto, nasce Henry (gli manteniamo il nome inglese adottato successivamente), figlio di Louis, che si associa ai cugini Chapuis e sviluppa l’azienda tanto da potersi permettere il vittorioso sbarco a Londra, accompagnato da alcuni tecnici della fabbrica di Saint-Claude. La ditta inglese prende il nome di «H. Comoy & C. Ltd»; a Londra si fanno le lavorazioni di montaggio e finitura su teste che arrivano dalla fabbrica francese, ma gradualmente si passa a lavorare tutta la pipa, dall’abbozzo in poi. Dopo la prima guerra mondiale la società di Saint-Claude prende il nome di «Chapuis-Comoy & Cie». Quando Henry muore nel 1924, i suoi figli Paul e Adrien assumono la direzione delle officine di Londra. Restano associati, tanto è vero che nel 1928, per sviluppare la produzione di Saint-Claude, si crea la marca Chacom unendo le prime tre lettere dei due nomi. Fino all’ultima guerra la marca Chacom sarà distribuita soltanto in Francia, Belgio e Svizzera per evitare la concorrenza alle pipe Comoy’s che ormai si producono a Londra in piena autonomia. La Chacom subisce diverse vicende, per un certo periodo (associata con un’altra impresa) è la più grande fabbrica di Francia.

Comoy's - immagine di repertorio 1

Nel 1964, alla morte di Adrien Comoy, il figlio Pierre assume la responsabilità dell’azienda di Londra che, nella sede di Pentoville Road, è a sua volta la maggiore fabbrica inglese. Le più recenti vicende hanno portato al trasferimento e al ridimensionamento, ma la Comoy, affidata a un altro Louis, pronipote del fondatore, mantiene un elevato rango nel mondo pipario. Neanche da dire che la sua produzione, diffusa in tutto il mondo (in Italia la importa e la distribuisce la ditta Achille Savinelli), è in linea con la tradizione inglese, cioè essenzialmente basata su modelli e forme clasche. È del resto ciò che ci si può aspettare da quella che è considerata la più antica manifattura di pipe di radica del mondo tutt’ora in attività.

Comoy's - immagine di repertorio 2

Qualche curiosità. La serie Everyman della Comoy — una specie di sottomarca — ha un nome che significa “ogni uomo, ognuno”; sarà causale ma significativo che la parola “chacom”, quando è semplicemente pronunciata, voglia dire la stessa cosa. In America, dove il collezionismo è molto diffuso, le Comoy’s sono piuttosto ricercate, in prima linea le Specimen Straight Grain, non più prodotte dal 1980, seguite dalle Selected Straight Grain. Molto popolare tra i collezionisti (che se la possono permettere) la Blue Riband, il cui nome è ispirato allo storico Ordine della Giarrettiera ma anche al «nastro azzurro» che veniva conquistato dai transatlantici per la più veloce traversata oceanica. Questa pipa è tutt’ora prodotta, ma in pochi esemplari (pare che nel 1984 ne abbiano fatto solo quattro e 120 in tutto negli ultimi dieci anni), tanto che non figura nei normali cataloghi. La ragione è che deve essere di radica perfetta, con un bel disegno (fiamma o occhio di pernice) e senza il più piccolo puntino. Durante l’ultima guerra il marchio «C» di queste pipe è stato di colore blu, ma poi è tornato al consueto bianco. Altra pipa oggetto di collezione l’Extraordinaire, in cui quel fuori dell’ordinario si riferisce soprattutto a forme e dimensioni. Merita una citazione, a prescindere dal collezionismo, la Grand Slam, una pipa a filtro apparsa nel 1933. La si produce ancora, con il nome di Air-Dry. Dal 1976 la Comoy fa anche la «pipa di Natale», ovviamente diversa ogni anno, ed è stata la prima ad avere questa trovata, seguita poi da altri (Dunhill, per esempio, nel 1980).

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