Come si sceglie una pipa (secondo gli esperti inglesi del Pipesmoker’s Council)

Pipesmoker's CouncilDi seguito pubblico un redazionale – non firmato – della rivista Smoking (n°4, dicembre 1986). In realtà si tratta, a sua volta, della traduzione di un precedente testo tratto da un più ricco opuscolo inglese edito dal Pipesmoker’s Council.

Come si sceglie una pipa
(secondo gli esperti inglesi del Pipesmoker’s Council)

All you need to know about Pipe smoking, tutto quello che ti occorre sapere sul fumare la pipa: così si intitola un opuscolo illustrato (e nel complesso divertente) pubblicato dall’inglese Pipesmoker’s Council. Visto che questi inglesi godono fama di maestri (ed è una fama giustificata), ci sembra interessante riportare il capitoletto “Come scegliere la pipa perfetta per te”. Tra l’altro il Pipesmoker’s Council proclama il Pipeman dell’anno ed il capitolo che riportiamo si apre appunto con una citazione di Frank Muir che è stato “pipatore dell’anno” per il 1973. Scrive Muir: “Che cos’è una pipa adatta, conveniente? È una pipa il cui bocchino è di giusta larghezza in modo che le mascelle possano ottenere una buona presa e la pipa non scivoli di lato fuori controllo. Dovrebbe essere di giusto peso. Se troppo pesante le mascelle si sentono come sganciate ed emettono dei clicks. Se la pipa è troppo leggera, curiosamente, si perde interesse per lei”. Dopo questa apertura, o introduzione, ecco il capitoletto, che traduciamo letteralmente.

Se la pipa è l’impronta di un uomo, allora un uomo è l’impronta della pipa che fuma, e la sua possibilità di scelta fra i modelli è tanto vasta da sfidare ogni definizione: una Lovat, inevitabilmente, per il tipo all’aperto (il nome viene dal Lt. Col. Fraser-Lovat, un famoso cacciatore di cervi), una Calabash, possibilmente, per l’occhio privato, e una Bulldog con bocchino a sella per la razza patriottica. Con uno schieramento di parecchie centinaia di differenti modelli disponibili (benché in molti casi le variazioni nel disegno siano minime), c’è soltanto una semplice regola da adottare quando si sceglie una pipa: prima di tutto deve stare confortevolmente in bocca. Tanto è facile da dire, quanto è difficile da ottenere, perché il comfort è largamente determinato dalla forma e questa, a sua volta, determina il peso di una pipa. Più leggera è una pipa e, così, più facile in bocca, e meno probabile è cavarne il pieno aroma del tabacco: più probabile è fumare caldo. L’equilibrio tra peso e comfort è cruciale, uno squilibrio a favore dell’uno o dell’altro agisce come serio deterrente sul nuovo pipatore. L’ideale, naturalmente, è scegliere un modello con sufficiente legno nel fornello e tuttavia di peso ragionevole, in una forma con cui il fumatore può convivere. Come generazioni di fumatori hanno scoperto, non può esserci nessuna guida pronta a questo scopo, ma qualche suggerimento di carattere generale può essere di aiuto:

IL FORNELLO – Di regola una pipa tozza, bassa e larga, produrrà la situazione in cui il tabacco brucia soltanto nel centro. Ma qualunque sia la forma esterna del fornello, l’interno deve essere a pareti diritte per assicurare una combustione uniforme. Non tutti i fornelli si conformano a quest’ultima regola ma, dove ci sono variazioni, è essenziale che la parte superiore dell’interno sia più larga della parte inferiore. Ancora, la forma del fondo (il piede del fornello) può variare grandemente, benché il disegno più comune, prodotto di una lunga esperienza, sia una morbida U. La chiave qui è scegliere una forma o disegno che non si presti a una veloce ed eccessiva formazione del carbone (un rischio delle versioni a fondo più piatto) e non si ostruisca troppo facilmente nel punto in cui il cannello entra nel fornello. Si è detto molte volte, anche da esperti, che il prezzo di una pipa non ha relazione con il godimento che se ne può ricavare. Quelli che possono permettersi una perfetta fiammata sanno che questo non è il caso. Il piacere visivo e tattile aggiunge molto al globale godimento del fumare. Ma vi sono eccellenti pipe ad ogni scala di prezzo. È un po’ come una bottiglia di vino, se paghi di più che per il vino ordinario, l’investimento extra non è in proporzione precisa con il godimento.

LA FINITURADove una radica supera tutti gli altri materiali è nell’inesauribile varietà di venature e finiture che possono essere usate dal produttore. Molti preferiscono un fornello finito liscio: d’altra parte una pipa scolpita o sabbiata non può essere graffiata, ma non puoi nemmeno lucidarla sul naso. Il legno più tenero è rimosso nella sabbiatura in modo che si riduca il peso ma non la robustezza del fornello, un buon argomento per il pipatore che ama e apprezza le qualità fumatorie della pipa grossa, ma che la trova troppo pesante per lui quando non è sabbiata. Chi apprezza questa aggiunge che l’aumentata superficie raffredda meglio la pipa e inoltre non la fa scivolare fra le mani.

CANNELLO E BOCCHINO – La lunghezza del cannello è possibilmente tanto importante quanto il peso del fornello: i cannelli lunghi (specialmente se accoppiati con un fornello pesante) sono duri sulla bocca e sui denti e portano a quello che è scherzosamente definito “accasciamento del fumatore” (nel senso che è piegato, curvato in avanti); mentre la corta (e certi modelli non hanno virtualmente cannello del tutto) ha guadagnato l’appellativo di “brucianaso”. Quest’ultima è indicata nei casi in cui il fumatore deve attendere molto da vicino al suo lavoro, o costringe le sue pipe a una rischiosissima vita nelle tasche dei suoi vestiti. Anche il bocchino può avere molte forme, dalle sottili e delicate varietà a ventaglio alle robuste versioni con doppio foro (in cui cioè il fabbricante fornisce una forma a V con due canali nell’ultima sezione del bocchino). La scelta dipende dalla robustezza del morso del fumatore – più leggero è il bocchino e più è facile che si rompa, specialmente per i fumatori che abitualmente ci masticano sopra. Si possono avere bocchini speciali per chi porta la dentiera: in commercio sono chiamati dental.

SISTEMI – È stato stimato che un quarto di tutte le pipe vendute include qualche tipo di “sistema” specialistico, sia un aggeggio raffreddante, un filtro, o un trattenitore di umidità. Benché alcuni puristi siano contrari a interporre tali sistemi fra se stessi e il tabacco, molti fumatori di vecchia data dicono di aver ottenuto la prima fumata fresca proprio con la loro adozione. La maggioranza dei fumatori non inala il fumo. Quelli che lo fanno dovrebbero sicuramente prendere in considerazione un filtro, sia del tipo sottile, sia di carbone vegetale. Il Pipesmoker’s Council ha curato la realizzazione di un filtro standard da 6 millimetri.

DISEGNO COMPLESSIVO – In pratica è un equilibrio tra una serie di diversi fattori (dimensioni e peso del fornello, lunghezza del cannello ecc.) che determina la fumata ideale del singolo fumatore, benché si possa applicare una regola generale: più piccola è la pipa, e quindi più sottile il legno, e meno probabile è ottenere una fumata lunga e veramente soddisfacente. C’è l’eccezione ad ogni regola. Bing Crosby scrisse a un eminente pipatore: “Ho comprato una piccola pipa inglese, è di peso leggero e si può tenerla in bocca mentre si tira un colpo al golf senza rischiare la dentatura”. Brian Barnes, grande giocatore di golf e già “pipatore dell’anno”, usualmente lascia la pipa sul terreno quando si sposta, ma la tiene invariabilmente in bocca mentre lancia. Ha un rifornimento di pipe da poco prezzo per il campo di golf: “Io spesso indietreggiando le calpesto e un buon numero se ne va ai cacciatori di souvenir nella folla”. Infine, una pipa e le sue caratteristiche saranno scelte per adattarsi alla personalità del possessore e, ugualmente, al lavoro che egli ha da fare. È inconcepibile che Holmes, tipo squisitamente sedentario, potesse fumare una Lovat di cannello corto o, al contrario, che la delicatezza di una schiuma possa sopravvivere a lungo alle durezze della vita di un contadino.

Rientra nei criteri di scelta, sia pure in chiave più psicologica che tecnica, anche la preferenza per il modello. Il Pipesmoker’s Council scrive di essersi soffermato su questo soggetto curiosamente poco esplorato: le forme della pipa. Per il non fumatore, chi si dà alla pipa “si mette in maschera”? Il suo è una specie di travestimento? È però abbastanza normale che il giudizio si orienti su: individuo lineare, fidato. Ma il Council ritiene che si debba mettere in più precisa relazione modello e carattere del pipatore e che nel modello scelto possa esserci una miniera di informazioni sul suo possessore. Ci sono più di venti modelli standard nel normale repertorio dei pipatori in Gran Bretagna, Francia e Italia, i paesi maggiori produttori di pipe. In Inghilterra prevalgono decisamente tre forme popolari: Billiard, Apple e Bent. Sulla base di queste considerazioni, siccome le donne sono tendenzialmente più osservatrici e siccome è supponibile che quando un uomo sceglie una pipa non è al cento per cento per sua soddisfazione personale, ma anche per l’effetto che può avere nella sua cerchia, il Pipesmoker’s Council ha pensato di chiedere ad un panel di donne di dare la loro opinione sul reale significato di alcune forme di pipe. Di seguito il risultato dell’indagine:

Billiard – La forma largamente favorita in Inghilterra. Valutazione del panel: il tipo lineare, degno di fede. Agli estremi, potrebbe essere un po’ sul versante earnest (un’espressione tipicamente inglese che comporta sfumature di onesto, zelante, un po’ pignolo). Completamente sicuro in un taxi. Sarebbe un segno a suo favore se egli cominciasse a scegliere un modello meno medio (“a metà della strada”).
AppleModello popolare, più leggero in bocca della Billiard. Panel: una netta divisione di opinioni. Chi pensa sia una forma tranquilla, quasi vescovile, chi invece la giudica una forma estroversa, virile.
Bent – Opinione del Panel: una delle più tattili fra tutte le pipe. La scelta indica competenza, ma allo stesso tempo è sensitiva e un po’ romantica. Un bocchino a sella con pipa Bent è visto denotare un amante della campagna, un tipo Herriot (il veterinario scrittore i cui libri sono noti anche in Italia), gentiluomo di campagna o affiliato al Council for the Protection of Rural England.
Bulldog – Altro modello tradizionale. Panel delle donne: la specie di pipa che gli attori fumano nei film di guerra. Potrebbe essere uno sciovinista e un man’s man. Molto virile!
Zulu – Il nome denota origine africana (?) del XIX secolo. Panel: un carattere molto estroverso e amante del divertimento potrebbe fumare questa pipa. Dovrebbe essere una persona molto generosa.

Abbiamo tradotto con la maggiore fedeltà possibile. Lasciamo i commenti ai lettori.

Condividi:

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *