Charatan: che cotta!

Charatan: che botta!Giorgio Musicò, parlando di pipe inglesi, in questo testo va ad analizzare ed elogiare l’originale modellistica Charatan. L’articolo è pubblicato su Smoking (n°4, dicembre 1985).

Charatan: che cotta!

Come si desume dal titolo ho già avuto occasione di trattare l’argomento in un articolo, dove ahimè erano fin troppo evidenti le mie preferenze per la pipa di fabbricazione inglese. Ringrazio la rivista Smoking, bontà sua, che mi concede lo spazio necessario ad una migliore disamina e chiedo scusa a tutti coloro che non sapranno o non vorranno comprenderne gli obiettivi. Elencherò le marche in commercio in Italia, stilando una classifica che ho fatto con la collaborazione di vecchi ed esperti fumatori. Escludo la Dunhill, al di sopra di tutte, sulla quale molto è stato scritto e per la quale ho una grande ammirazione. Vorrei però, prima di proseguire, chiarire un punto. L’articolo non ha scopi pubblicitari ma la modesta pretesa di far apprezzare meglio marche di pipe di ottimo livello. Il primo nome da fare è «CHARATAN». Quanti di voi ne possiedono una? Questa marca gode della mia più grande ammirazione. Come è mia abitudine, nel vendere una pipa antepongo la leggerezza alle altre caratteristiche. La venatura, il colore, la forma, sono certamente importanti, determinanti direi. Chi di voi non si è fatto sedurre dalle caratteristiche estetiche nel momento della scelta? Averne però trascurato il peso o per meglio dire il bilanciamento, potrà essere motivo di pentimento in seguito. La pipa CHARATAN fa della leggerezza il suo maggiore orgoglio, salvo qualche raro modello. Queste pipe hanno per lo più un peso inconsistente ed è sorprendente come in pipe grandi e di legno spesso questa peculiarità si fa più evidente. Altro elemento non meno importante del primo è il tiraggio. Molti autorevoli tecnici forti di nozioni di fisica, ingegneria, balistica… hanno scritto articoli sulle riviste del settore illustrando con formule, grafici, disegni i motivi per cui una pipa può tirare bene o male. Certamente sono teorie giuste. Calibrare bene il fornello e forare in modo corretto la canna è importante. Diversi costruttori si attengono a queste regole ma… i risultati non sono sempre così entusiastici, anzi… e allora? La radica prima di tutto. Ma anche professionismo, tradizione, profonda cultura. Questa famosa ed antica casa di pipe inglese può vantare tutti questi requisiti anche se oggi fa parte della famiglia Dunhill, un tempo sua accanita e diretta concorrente. Una cosa va detta! Il sapore di questa pipa può sconcertare un fumatore abituato a fumare come si dice «dolce». 

La Charatan è come un puledro ribelle da domare. Aspra e dura da farsi, ma che delizia dopo, un crescendo di bontà che non viene meno anche a distanza di tanti anni. I principali “finissage” sono tre: Belvedere, di un bel colore rosso cupo che il tempo e l’uso tendono a schiarire esaltandone il disegno della radica prevalentemente con la venatura orizzontale e l’occhio di pernice fitto e piccolo sulle due facciate esterne del fornello. E quanto sono belli questi noduletti rispetto alla tanto inflazionata fiammatura. Pensate, c’è chi pagherebbe somme da capogiro pur di avere una pipa che presenti i famosi quattro quarti di occhio di pernice. C’è poi la Distinction di color noce scuro, spesso con una bella vera in argento lavorato di liscio sulla canna. Infine la Special, la più bella, a vedersi con la sua tinta chiara leggermente rossastra. Ed anche le sabbiate, poco diffuse, ma vere chicche per gli intenditori. Certo questa casa si è anche creata un mito per le pipe più care. Ha contribuito o forse ne è stata la causa alla spirale dei prezzi folli. Molti ricordano un famoso astuccio di 7 gioielli… che alcuni anni fa fu fatto girare nei migliori negozi d’Italia e la famosa «Summa cum Lauda», esposta in una delle grandi manifestazioni di Pipe Expo, ma pochi sanno che nei suoi sottoprodotti «Ben Waden» e «Mountbutten» con prezzi alla portata di tutti si possono trovare le stesse caratteristiche sopradescritte seppur con qualche imperfezione sulla radica. Ma non è tutto. Gli inglesi sono dei classici e conservatori. Le loro forme sono codificate da un secolo e questo loro limite ha lasciato spazio alla nostra produzione artigianale di eccellente levatura in alcuni casi, molto discutibile in tanti altri. Charatan è un’eccezione, la sua modellistica è impostata su posizioni ribelli rispetto alle sue consorelle. I suoi modelli, anche se taluni discutibili, sono geniali. Per esempio la “Cavalier”, una curva strozzata al centro del fornello, oserei dire è senza peso pur avendo una notevole capacità di tabacco, 4 grammi o qualcosa di più. La “Dublin” capolavoro di bilanciamento e di tiraggio, la “Winston” una bulldog senza le scanalature del fornello con la canna tonda, la “Bent Pot” per chi ama fornelli larghi, la “Shannon”, una dublino con fornello inclinato verso l’esterno. La “Salisbury” (io che non amo molto le pipe curve ho fatto una eccezione per questo modello), la “Lumbermann” una canadese sgraziata ma tanto affascinante. Il tronchetto da loro chiamato “To” e l’”Everest” una pipa a fornello alto e stretto croce e delizia di espertissimi fumatori come la mia amica Dott.ssa Gherardini. Il Dott. Nello Carmignani titolare del negozio dove lavoro da tanti anni, allorché queste pipe furono importate sul mercato italiano nel lontano 1955 ebbe questa espressione «sembrano tagliate con l’accetta» lui che era abituato alla grazia e leggiadria di pipe come la Dunhill, la Comoy’s, la BBB, marche che dominavano il mercato di quel tempo, il successo fu immediato. Il Prof. Cesaretti uno dei più grandi esperti italiani in pipe e mio maestro, diede la sua incondizionata approvazione per quel prodotto così diverso ma tanto seducente.

È mio dovere informare i lettori che i prezzi attuali della Charatan non sono poi tanto alti. Per una Belvedere di grandezza media il costo si aggira sulle 150/160.000 lire, un po’ di più per la Distinction, la Special invece parte dalle 200/220.000. Mi consenta l’importatore un consiglio. Cerchi di contenere il prezzo di vendita. Ciò per non scoraggiare chi per fumare bene deve spendere un capitale. Un’ultima cosa: il taglio del bocchino sui modelli DC. È un’altra idea geniale di questa pipa. La doppia sella consente una notevolissima resistenza dell’imboccatura e nel contempo un’apertura alla fuoriuscita del fumo più larga e più piena, al riparo di eventuali intasamenti e con comodo scorrimento dello scovolino. Al contrario, nei modelli normali il bocchino è quasi sempre sproporzionato troppo schiacciato e rastremato tanto da rovinare la linea. Consiglierei i tecnici della Charatan di andare a vedere i bocchini che monta la Dunhill, (veri capolavori di armonia con le teste) tanto più che non dovrebbero far molta strada. Termino qui il mio modesto articolo con il rammarico che la foga con cui ho descritto questa pipa mi ha tolto lo spazio di scrivere delle tante, altrettanto valide pipe inglesi, ma se non vi ho annoiato in una prossima occasione lo farò volentieri.

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