Beh, se è di moda…

fumodipipa.itSe ne è già parlato in una discussione (link) nel Ritrovo Toscano della Pipa ma qui, effettivamente, non ne avevo scritto ancora nulla; rimediamo subito. Mi sto riferendo all’approccio retrospettivo del blog, credo già evidente a chi lo segue dal Gennaio appena trascorso. Spiegavo nel forum che, per varie ragioni, nel tempo ho avuto la fortuna di poter raccogliere svariato materiale cartaceo datato e se – tra il 2009 ed il 2010 – avevo iniziato a scannerizzare parte di questo materiale mettendo i file pdf on line, in questa nuovo inizio del 2018 preferisco, in un certo senso, tentare di dare “nuova vita” ai testi stessi proponendoli in versione – sempre originale – ma rieditata (con tutti i vantaggi che ne conseguono per noi che utilizziamo internet).
Tutto ciò mi allontana, almeno in parte, da quelle che potrebbero essere le mie note personali su pipe acquistate, provate e tabacchi nel frattempo fumati ma – per dirla tutta – non riesco davvero a farmene un cruccio. Sarà l’esperienza maturata dal blog del 2009, saranno gli anni che sono trascorsi a fumar la pipa quasi in silenzio, ma oggi come oggi considero il mio vissuto molto meno rilevante che nel passato e meno centrale nel “racconto” che mi piacerebbe portare avanti con questo sito. Che a margine del lavoro da editorialista (parolona!) ci possa essere spazio anche per qualche considerazione personale sulle mie avventure come pipatore non lo escludo ma non è quello, certamente, l’obiettivo primario e neppure secondario che mi pongo.
Viceversa, ripensare a questo blog nella versione del 2009, mi porta inevitabilmente a riflettere sul come siano cambiati – nel frattempo – gli strumenti stessi che usano i fumatori on-line per relazionarsi tra di loro. Alcune delle piattaforme forumistiche che andavano per la maggiore circa dieci anni fa sono state chiuse, altre hanno preferito serrare i ranghi alzando mura ed altre ancora, che numericamente hanno avuto più successo, quando l’hanno avuto è stato sempre a discapito di una qualità dei contenuti che è finita al di sotto del minimo sindacale. Ma, d’altra parte, senza bisogno d’iniziare alcuna nuova polemica, è proprio lo strumento forum “vecchia maniera” che sembra essere diventato periferico rispetto a ciò che oggi va più di moda. I social come Facebook e Youtube funzionano davvero bene: raccolgono tutto e raccolgono indistintamente. Personalmente non posso non apprezzare il traguardo tecnologico a cui siamo arrivati ma devo anche osservare che, più si va avanti, e più generalista diventa l’arena in cui ci si riunisce e questo, in un certo senso, condiziona pesantemente anche la qualità delle discussioni:  non c’è  quasi più modo d’imparare, neppure in veste di osservatori interessati all’argomento. Ne scaturisce, a mio avviso, una specie di propagazione per imitazione del sempre-meno-sapere ed il fatto che tutto sia consumato “al momento” in qualche commento nidificato, senza alcuna possibilità di soppesare, lasciar decantare ed approfondire in seguito, genera, inevitabilmente, anche la nascita e la proliferazione di tutta una serie di nuovi guru dei medium stessi.
Sarò sincero: a me questa modalità quotidiana mordi-e-fuggi non entusiasma molto e volutamente scelgo di tenere il blog appartato rispetto ai social. Chi mi leggeva già nel 2009 sa bene come, anche eccedendo nella personalizzazione dello scontro, sia sempre stato attento alle modalità comunicative on-line e se è vero che ho spesso criticato, per certe derive nelle dinamiche relazionali, i forum sulla pipa, è altrettanto vero che, come strumento, li ho sempre ritenuti idonei a “costruire e custodire” un certo genere specialistico di nozioni. Onestamente, pur con tutta la mia disponibilità a capire, non mi sento però di poter affermare altrettanto per i  social raccoglitori generalisti di oggi.
Su queste pagine, come da mia antica tradizione ortodossa, non c’è in programma di vendere nulla e neppure di dare mirati consigli per gli acquisti promuovendo qualcuno o qualcosa a discapito di altri. Quel che verrà man mano pubblicato, come dire, sarà portato in dono dal sottoscritto e da chi vorrà contribuirvi in veste di co-editore per puro spirito di trasmissione e d’approfondimento e pertanto, credo senza per questo smentirmi, volentieri sono stati messi – per chi ne fa uso – anche i “social share tools” per un’eventuale condivisione in altri lidi. Li ho messi, a dire il vero, con lo stesso atteggiamento un po’ perplesso e disincantato del nostro Albertone nel video che propongo qui di seguito e, come lui, non mi resta che salutarvi con un: “Beh, se è di moda…” sperando, almeno, d’aver reso contento qualcuno dei lettori quanto la signora Pamela.

 

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