BBB: la radica migliore

BBB: la radica miglioreGiorgio Musicò passa brevemente in rassegna i modelli a suo avviso più riusciti della storica BBB. L’articolo originale è pubblicato sulla rivista Smoking (n°3, settembre 1986).

BBB: la radica migliore

«Poi furono mostrate delle pipe di legno, di terracotta, di schiuma, usate e nuove, rivestite di pelle di camoscio e no, una cannuccia con il bocchino d’ambra…» È un brano del famoso romanzo «Le anime morte» di Gogol e mi chiedo se in quel gruppo di pipe non ci fosse anche una BBB. A dire il vero la prima stesura del libro risale al 1841 e la famosa marca inglese nasce qualche anno dopo ma la citazione in questo caso mi è sembrata interessante per due motivi. Il primo che in quell’epoca la diffusione del fumare la pipa era vastissima, rapportata ad oggi avrebbe risolto i molti problemi che animano gli addetti ai lavori, il secondo più pertinente alla marca in questione per evidenziare la sua anzianità di servizio. La BBB in Italia è presente dal lontano 1910. Le sue iniziali a differenza di molte marche che stampigliano il proprio nome, significano «Britain’s Best Briar» (la migliore radica inglese) e se anche il concetto pecca di immodestia, molti fumatori vecchi (specialmente loro) e nuovi la considerano tra le migliori per leggerezza e sapore. La BBB come quasi tutte le grandi case di pipe offre una gamma di prodotti a portata di tutte le tasche. Il suo importatore Negarville di Torino è fermo con i prezzi dal 1980 e per alcune serie rimaste invendute ci sono state delle offerte speciali: la capitale ICIDP, sottomarca oramai introvabile, la Farwey, ce ne sono rimaste pochissime a prezzi eccezionali 25/30.000; la Two Stars, la Minerva serie minori con finissaggi assai discutibili (chissà perché gli inglesi usano colorare alcuni loro prodotti con tinte proprio brutte) non cambiano rispetto alle serie più importanti le caratteristiche tecniche. Modello, peso, calibratura del fornello elementi fondamentali (non mi stancherò mai di ripeterlo), ma, l’elemento che decide l’acquisto nella quasi totalità dei casi è l’aspetto estetico.

Il piacere di possedere un bel pezzo senza difetti e con un disegno di radica possibilmente fiammato… supera tutto il resto. La BBB nella sua serie uctonia di un colore rosso-bordò (simile alla Bruyere della Dunhill ed alla Belvedere della Charatan) riesce a soddisfare con un prezzo invitante (90/100.000) il fumatore esigente di livello leggermente superiore. La Silver corredata da un’alta fascia d’argento sulla quale gli inglesi per vecchia tradizione punzonano una serie di bolli come le vecchie caffettiere dell’800. La più bella e con un legno chiaro e perfetto è la Best, il cui prezzo è il più economico del mercato straniero ed anche italiano per una pipa di questo livello (160/180.000). In quanto ai modelli vi segnalo i più interessanti. Al primo posto metto la canadese Modello 504 a testa mozza essendo il fornello leggermente più basso del normale, la 539 molto simile alla Comoy’s, alla Barling ed altre consorelle inglesi. Altro modello di linea snella la Liverpool 709, forse la più interessante, se non altro la più leggera pur con un fornello capace di buoni 3 grammi di tabacco. Peccato che la BBB abbia il modello Lovat (che io amo molto) troppo massiccio e per questo la Liverpool che fumano alcuni miei clienti è diventata Lovat con una opportuna modifica del bocchino. Passando alla Billiard, chi ama questo modello ne troverà più di 20 di diversa grandezza. Dalle piccole 657 e 658 al modello Maigret 703. La deliziosa Galles 124 HB, la 159 una boccetta proporzionatissima piccola e corta. Il Pot, forse troppo larga ma indubbiamente per chi sa fumarci, la certezza di bruciare fino all’ultimo filo di tabacco. Per le curve, le forme sono molto classiche. Vi segnalo la 317 (Medium Bent Apple), la 742 una piccola a forma di calabash ed una Sax mod. 734, tre gioielli di leggerezza.

Purtroppo al momento attuale molte forme sono esaurite e difficilmente reperibili, le vendite sono scarse e scoraggiano gli importatori a rifornirsi dei modelli per il timore che non incontrino i gusti della clientela. Su questo non sono d’accordo, negli ultimi tempi sta avvenendo una inversione di tendenza: le pipe grandi e pesanti (sulle quali tutto l’artigianato ha espresso il meglio di se stesso in questi ultimi 10 anni) stanno tramontando, alcuni nostri artigiani si sono già adeguati, per altri meno validi invece sarà molto difficile. Una pipa di grandezza normale e di proporzioni armoniose richiede occhio e molta esperienza. Ma la cosa più difficile resta il mantenersi ad un livello di peso non superiore ai 35 grammi. Il piacere massimo che si trae da una pipata è quello di potersi muovere, lavorare (pensate agli artigiani perennemente occupati con le mani) tenendo anche un’ora la pipa tra i denti, unico modo che permette di fumare senza spegnerla giacché il tiraggio è sempre sotto controllo, senza scardinare o indolenzire la mandibola. Da questo si ricava un altro vantaggio da considerare con attenzione. L’economia del tabacco. I famosi 3 grammi, che rappresentano la carica media, possono nel modo suindicato bruciare molto più lentamente, raggiungendo dei tempi che sfiorano i primati di lento fumo… La teoria secondo la quale la grandezza non è direttamente proporzionale alla durata dovrebbe essere chiara a tutti. Per concludere miei cari fumatori, invito l’amico Negarville, importatore della BBB, ad avere fiducia nel futuro e potenziare il suo campionario, sarà senz’altro premiato dalla sensibilità e curiosità di tanti amici che da anni leggono e sostengono questa splendida rivista.

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