Army mounted all’italiana

army mounted all'italianaDi seguito un redazionale tratto da Smoking (n°1, marzo 1992) in cui si torna a parlare di army mounted (vedi anche l’articolo già pubblicato: “Il fascino discreto dell’army mounted”).

Army mounted all’italiana

In campo pipario non sono molti, ne potrebbero esserlo, gli elementi che accomunano i gusti dei neofiti e degli esperti. Prendiamo ad esempio il tabacco: in genere, se ben consigliati, si inizia con uno o più tipi caratterizzati da un aroma “facile” da capire per i pipatori alle prime armi, per passare in seguito a miscele più complesse e raffinate, che possono essere apprezzate in pieno solo da palati evoluti.
La scelta delle pipe che vanno via via ad incrementare la schiera delle “elette” è anch’essa influenzata dall’evoluzione del gusto, sia a livello di qualità del fumo, sia a livello puramente estetico. Questo è senza dubbio uno degli aspetti più gratificanti della pipa. Infatti, dopo alcuni anni, il pipatore può ripercorrere le tappe della sua crescita con un semplice sguardo ai pezzi esposti nella rastrelliera, magari soffermandosi un attimo in più su alcuni che gli ricordano momenti particolarmente significativi dal punto di vista pipario e non.
Un elemento estetico e funzionale che invece incontra generalmente le preferenze dei principianti e degli esperti è l’innesto army mounted, da sempre apprezzato per la sua robustezza e per il grande carattere che conferisce alla pipa. Spetta agli inglesi la paternità di tale innesto, nato per risolvere i problemi degli ufficiali britannici che necessitavano di pipe robuste da poter utilizzare senza il timore di rompere il bocchino e il cannello.
In effetti, uno dei suoi principali vantaggi è la possibilità di rimuovere il bocchino anche a pipa calda senza alcun rischio. D’altra parte, il merito del rilancio in grande stile di questo classico negli ultimi anni va indubbiamente attribuito alle principali case italiane, visto che i produttori inglesi hanno progressivamente ridotto il numero dei modelli army mounted a partire dagli anni sessanta.
Tale rilancio non si è tradotto nella semplice riproposizione della modellistica d’oltre manica, bensì in una sua sapiente reinterpretazione all’italiana, in perfetta sintonia con l’evoluzione del design pipario nazionale nel corso degli ultimi dieci anni.
I principali produttori italiani, artigianali e non, a partire dall’inizio degli anni ottanta hanno infatti gradualmente modificato le linee, le proporzioni e soprattutto le dimensioni delle loro pipe, prendendo spunto dalle forme più classiche, allo scopo di creare versioni particolari, spesso di grande personalità.
L’inconfondibile “oliva” d’argento è stata modificata sotto vari aspetti: nei materiali innanzitutto, dove lo “sterling silver” è stato a volte sostituito dall’oro in preziose pipe dalla radica rigorosamente fiammata, oppure dalla stessa radica e dal metacrilato, che generano un effetto di continuità cromatica rispettivamente con il cannello e con il bocchino, rendendo l’innesto più sobrio, in linea con l’attuale tendenza all’understatement; ma anche nelle proporzioni e nel design, mediante ad esempio una cura dimagrante in modelli sottili e slanciati, ai quali l’army mounted conferisce un’eleganza particolare, o una cura ingrassante in pipe corte dal cannello spesso, che vedono così esaltate le loro caratteristiche di robustezza ed affidabilità.
Gli artigiani nazionali hanno utilizzato questo innesto in modo originale su modelli d’ispirazione tradizionale che mai ne erano stati dotati in precedenza, ottenendo risultati di notevole valore estetico e talvolta giungendo a creare nuovi classici.
Dal punto di vista funzionale, in alcuni casi i produttori italiani hanno migliorato le caratteristiche dell’army mounted britannico, perfezionando l’inserimento del bocchino ed il suo allineamento con il cannello, che non sempre è perfetto nei modelli di oltre manica.
ln definitiva, se le case inglesi hanno adottato per prime l’army mounted su numerosi modelli tradizionali diritti e curvi e continuano ad avere in catalogo alcune versioni con tale innesto fuori dal tempo e dalle mode, ai produttori italiani spetta il merito di aver determinato una sorta di evoluzione della specie.
In effetti, anche per quanto riguarda l’army mounted, il proverbiale estro nazionale ha consentito di innovare pur rimanendo nel classico, essendosi espresso entro i limiti di canoni funzionali ed estetici tradizionali, che sono tornati in cima alle preferenze dei pipatori dopo le cotte ormai passate per le forme libere di grandi dimensioni.

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