Amore e pipa

Amore e pipaFrancesco Negro, in “Amore e pipa”, tenta di descrivere il rapporto sensuale che s’instaura tra pipa e fumatore. L’articolo originale è pubblicato sulla rivista Smoking (n°1, aprile 1993).

Amore e pipa

Fumare è piacevole, fumare la pipa è erotico. Avvicinarsi alla pipa è proprio di una fase della vita, con un preciso carattere ed un particolare atteggiamento mentale. La pipa è riflessione, è stimolazione di un fascio di ricordi. Per fare tutto ciò bisogna però essere in equilibrio con noi stessi. L’erotismo con la pipa nasce nel momento che al “sesso” rapido, fine a se stesso di una sigaretta o di un sigaro, preferiamo avere una “relazione duratura”, “un matrimonio”. Matrimonio, non monogamia perché in realtà il fumatore di pipa è un po’ mussulmano, ha un suo harem dal quale sceglie ogni giorno la favorita. Il rapporto con la nostra moglie di radica nasce come tutti gli amori da un colpo di fulmine. Non conosciamo come finirà questa relazione lo sapremo solo dopo; all’inizio ci piace e basta. Può essere bella o bruttina ma con personalità, in tutti i casi ci piace, al punto che la teniamo in mano anche spenta, l’accarezziamo. Può essere piccola o grande, con curve o spigolosa, lucida o sabbiata, delle più diverse forme. Del resto, come per la donna, non esiste una pipa uguale ad un’altra e tanto più quando ha classe, è unica, non ha copie. Si può imitarla come una donna nello stile, ma la classe innata è solo sua.

Esistono pipe “frigide”, solo contenitori di tabacco. Sono quelle fatte per essere tenute solo in bocca, eleganti, bellissime ma senza quel pizzico di personalità. Esistono invece quelle che io definisco “per la mano”. Sensuali che si ha voglia di toccare, di accarezzare. Sono, secondo me, le più femmine di tutte le altre. Dopo il primo incontro, come in un innamoramento, inizia il nostro gioco erotico. Se vogliamo scomodare Freud, troviamo molti punti di stimolo analitico. Innanzi tutto la “carichiamo”, c’è quel brivido della prima volta, siamo emozionati. Chiudiamo il fornello con un pizzico di tabacco, all’inizio leggermente lo spingiamo poi in maniera progressiva sempre più pressato. Infine la portiamo alla bocca e qui l’erotismo è fin troppo facile da descrivere. Ma è solo l’inizio. Allo stordimento del fumo profondamente inalato, si associa la sollecitazione con il pigino nella speranza che non si spenga mai. La nostra lei ci risponde sotto le dita mentre aspiriamo, offrendoci, ancora una volta, una sensazione erotica: un leggero calore. È questa la risposta al nostro maturo dialogo con una fumata lenta che non le permetta di riscaldarsi troppo. Noi non lo vogliamo e nemmeno lei lo desidera. Ed alla fine la puliamo con dolcezza soffiandole dentro come un ultimo bacio. Non mi so immaginare un attesa ad un appuntamento dove al posto delle nevrotiche boccate di una sigaretta, vi sia una pipa.

La pipa ci stimola la gelosia. La sigaretta si offre, la pipa no, è solo nostra, l’amiamo profondamente come “la nostra” compagna. Come per la nostra donna, non vediamo in lei difetti e lei ci risponde dandoci tutto incondizionatamente. Non si è soli con lei. La pipa infine è spia del nostro carattere, è “comunicazione non verbale”, la velocità delle volute di fumo mostrano il nostro io, in quel momento, le nostre ansie. Capire il mondo della pipa è essere predisposti a comprendere il mondo delle donne, la differenza sta nel fatto che se la pipa l’hai amata, non ti tradirà mai. Così se il fumo è considerato un vizio, la pipa è un amore che proviamo verso un oggetto vivente come è il legno che rimane sempre vivo. Il fumo è solo un mezzo, in realtà il fine è la pipa che, invecchiandosi, diventa sempre più bella risvegliando nella mente il ricordo di sensazioni e di luoghi che abbiamo vissuto insieme.

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