D’un incauto acquisto
Di tanto in tanto abbandono la strada maestra e vengo tentato dalla voglia di provare quello che, vuoi per una ragione vuoi per l’altra, ho lasciato indietro. Questa volta ho scelto di tentar la sorte con una miscela della Brebbia, linea di prodotti da me poco esplorata, e più precisamente con la Classic English Mixture n°8. La recensisco subito, spero non troppo superficialmente, perché è certo che non andrò oltre le cinque fumate sin qui fatte. La composizione dichiarata è: latakia siriano, “spicy” burlays and bright virginias. Personalmente, nelle mie pipe, l’ho trovata scorbutica, grezza e vagamente stucchevole e, se m’aveva inizialmente incuriosito al tatto per l’aspetto casereccio del fogliame, poi in fumata ha evidenziato tutti i suoi limiti. L’accosto, concettualmente, alle miscele burlay-based della C&D e gli imputo pari difetti: ruvidità, repentina decadenza in fumata e mancanza di complessità. Aggiungo, in merito alla stucchevolezza, un latente ma fastidioso sentore dolciastro di cumino che spunta fuori di tanto in tanto. La magmatica mixture, che di inglese non ha proprio nulla, forse si presterebbe bene a qualche alchimia casalinga ma, almeno a mio avviso, per ottenere un minimo di rotondità e delicatezza nel gusto andrebbe diluita a tal punto da chiedersi se ne valga davvero la pena. Conclusione: non basta manipolare il burlay per sostituire gli orientali e non basta spruzzare di nero una miscela (che non sa amalgamarlo) per chiamarla Classic English Mixture. Insomma: pubblicità ingannevole e soldini mal spesi. O, forse, sono oramai troppo viziato al buono che l’appena sufficiente mi pare sempre troppo poco. Il tutto, se può essere utile al lettore, senza alcun preconcetto verso questa linea di prodotti made in Germany.

9 Febbraio 2010 alle 09:35
Guarda, sto provando le stesse sensazioni con lo Scottish Cake di McConnell acquistato un paio di giorni fa.
Penso che ne fumerò ancora qualche carica sperando che, lasciandolo un po’ seccare diventi più gradevole ma dubito ne comprerò altre latte.
Ad ogni modo trovo sempre entusiasmante l’esplorazione tabagica, pipare è bello anche per la vastissima scelta di tabacchi esistente!
9 Febbraio 2010 alle 17:31
La sto fumando per la prima volta anch’io da un paio di giorni e mi trovo completamente d’accordo con la tua recensione, alla quale aggiungo solamente che ho notato anche un fastidioso “pizzicore” alla lingua in particolar modo da metà fumata. Spero proprio che gli altri due tabacchi acquistati della Brebbia e che devo ancora aprire (Balkan by Brebbia e Latakia Flake n°9) siano di livello superiore a questo… in caso contrario, allo stesso costo, c’è ben altro da fumare!
9 Febbraio 2010 alle 22:15
Il Balkan Brebbia è proprio buono, e forse la miscela latakiosa più a buon mercato che si possa trovare in Italia
9 Febbraio 2010 alle 22:26
Se Castellana non gli tiene forse un motivo ci sarà
10 Febbraio 2010 alle 12:32
Nel tempo ho potuto assaggiare i cinque Brebbia che hanno a che fare con il Latakia. Và precisato che i tre i busta (Preludio #6, Classic English #7 e #8) sono prodotti dalla Planta, mentre il Balkan ed il Latakia Flake #9 “dovrebbero” essere prodotti dalla DTM (Dan Tobacco). Uso il condizionale perchè questo dato non è esposto nelle lattine, ma la confezione ne tradisce l’inequivocabile origine. Peraltro sembra opinione diffusa - che io condivido ampiamente - che il Balkan sia una variazione piuttosto minimale del Bill Bailey’s Balkan Blend, mentre il LF#9 lo sia dell’Old Ironside.
I prezzi dei tre in busta, circa € 9.00 se non ricordo male (qui a Padova non mi risultano più reperibili, io li trovai la scorsa estate), fanno immediatamente capire che la qualità non è paragonabile ai due in lattina.
Ad onor del vero, dei tre il #7 mi sembrava la proposta più originale proprio per quell’uso massivo di Burley condito da Latakia (e Perique mi risulta), e quella strana aromatizzazione che a me ricorda il tipico odore di una cantina. A questo riguardo qualche recensore di TR ha chiamato in causa l’anice, potrebbe anche essere. Il taglio granulare ricorda i vecchi americani (uno su tutti: Edgeworth RR). Col Burley bisogna saperci fare (provate quello puro della Torben Dansk) altrimenti bocca amara assicurata.
Per completezza Preludio #6 punta più sull’abbinamento tra Burley e Orientali, con Latakia in minor evidenza e la presenza di Virginia. Il profumo da spento è veramente di “stantio”, non molto piacevole. L’umidità all’apertura è esagerata, d’obbligo lasciarlo asciugare a lungo.
Il #8 è invece quello che mi ha lasciato più indifferente. Anche qui Burley a profusione e Latakia (sempre di qualità non eccelsa, come per gli altri due) quanto basta. Il prodotto si avvicina ad una home-made blend, abbastanza anonimo, quale si potrebbe ottenere per es.: aggiungendo del Latakia ad uno Skandinavik Regular. Il taglio però permette una buona combustione.
Sembrerebbe che uno dei motivi per il quale i Brebbia non si trovano così facilmente risieda nel fatto che gli ordini si pagano anticipatamente.
Per Marco T, se posso: la Scottish Cake di McConnell (prodotta sempre in Germania da K&K come d’altronde l’intera linea di Rattray e di Peterson), è forse il tabacco di quella linea che ha maggiore personalità in un panorama - quello dei McConnell, intendo - che vede molti “understated” blend. Purtroppo tutti, ma proprio tutti forse salvo lo Scottish Flake che ti consiglio vivamente, arrivano quasi letteralmente imbevuti d’acqua. Seccando migliora, stanne certo; ma non lasciarlo seccare troppo, è pur sempre un rubbed flake…
Mi scuso per la lunghezza sperando di aver contribuito.
13 Febbraio 2010 alle 15:13
ciao, sono un principiante e sto fumando questo tabacco, ma ieri qualcuno ti ha fatto notare che hai confuso il burley con il cavendish.
(hai cancellato quel messaggio, spero ti ricorderai).
Ma ora io come faccio a capire ? Cosa c’è in questa miscela ?
13 Febbraio 2010 alle 15:53
Ciao Marco,
la mia opinione è già scritta nel post.
Quanto al messaggio cancellato a cui ti riferisci, oltre ad essere off-topico rispetto all’argomento trattato in quel post, conteneva palesi menzogne atte ad intimidire sia me che le poche persone che commentano serenamente in questo blog. Per questa ragione è stato cancellato e, da ora in poi, tutti i commenti saranno sempre preventivamente filtrati, in modo da evitare che persone - evidentemente imbecilli e codarde - con la scusa dell’anonimato irrompano nello spazio commenti al solo scopo d’offendere il prossimo. I commenti critici e ragionati ben vengano, le stupidate anonime le continuino a fare nei loro siti. Personalmente metto nome cognome tempo e denaro in questo blog e nell’archivio esterno dei file pdf e m’aspetto un minimo di correttezza formale (non necessariamente di condivisione) anche da parte di chi commenta.