D’un bel primato
“Tu non sai come s’illumina la vita quando l’uomo sa di essere il proprio sole” - Kōan
Pur senza volerlo, m’accorgo sempre più di riuscire ad essere inviso sia ai fumatori filosoficamente anti-Dunhill che ai sostenitori del brand inglese; un bel primato davvero. Ai primi ovviamente risulto antipatico perché sostengo di preferire le “pipe del diavolo” rispetto alle altre ed ai secondi perché, nel mio preferire, non c’è traccia di acritica sudditanza verso il brand stesso, la sua storia e l’immagine che ha saputo consolidare nel tempo. Insomma, il relativizzare le mie scelte di fumo unicamente al mio gusto personale, infischiandomene delle correnti di pensiero preconcettualmente pro e contro Dunhill, pare davvero essere la cosa più insopportabile del mondo. La cosa, tra l’altro, è già nota a chi mi conosce di persona ed ha potuto assistere, in qualche occasione, ai miei repentini smarcamenti dai cosiddetti aficionados del brand. Con questo non intendo assolutamente dire che tutta la narrativa legata alle pipe non sia da studiare e conoscere e non sarà certo un caso se, proprio io e non altri, mi sono anzitempo sobbarcato il compito di digitalizzare il materiale cartaceo che mi capita sotto mano. Quello però, dal mio punto di vista, è solamente il punto di partenza e tutto quando leggiamo e sappiamo sulle Dunhill deve essere sempre ricondotto a noi ed alle nostre valutazioni personali. Dico questo perché per me è abbastanza importante mantenere una certa distanza – di natura intellettuale – dalle altre eminenze grigie presenti on line, del presente e del passato. Lo so, il dichiararsi distanti dagli altri, estimatori o detrattori delle Whitespot, comporta sempre agli occhi dei più una parvenza d’arroganza, d’una propensione al narcisismo ed alla distinzione; il giudizio, dal quale fortunatamente non dipendo, è lasciato a chi legge, testa per testa. Per conto mio preferisco viaggiare leggero e continuare a ricondurre tutto lo scibile che trovo sulle pipe alla mia esperienza di fumatore. Cosa diceva Alfred Dunhill? Molte cose. Cosa dice oggi Spadoni, il nostro caro rappresentante italiano per il brand? Molte altre cose. Cosa dice Ramon? Quello che intuisce fumandosi le sue pipe e, se nel mentre, scopre che alcune sue suggestioni poi si rivelano corroborate dalla letteratura tecnica tanto di guadagnato; significa che, alla fin fine, a forza di dai e dai, persino lui qualcosina sulle pipe e sui tabacchi l’ha capita. Se guardo indietro di qualche anno, e se ripenso al Ramon con la sua unica Viprati, la strada fatta è già così tanta, ed appagante, che proprio non sento alcun bisogno di risultare per forza simpatico a qualcuno, sia esso un cultore oppure un detrattore del brand. Io il mio sole, certamente è così che le giornate si mettono sempre al bello; persino in carcere, dove la pipa è vietata ma la libertà di mandare a quel paese il secondino no.

1 Febbraio 2010 alle 17:45
E anche su questo si concorda, forse perchè si fa meditazione zen con e senza pipa, forse perchè il mio coocittadino di Dunhill venditore, non è in cima al mio personale elenco di persone gradite e stimate, forse perchè non amo gli snobismi fine se stessi.
Lo scrivente fuma pipe Dunhill per il motivo inverso di molti altri, le fumo per avere in bocca una pipa normale, la maggior parte delle persone che incontro non fumano la pipa e il puntino bianco, per loro non rappresenta nulla, ma la sua forma ortodossa pare più rassicurante.
Rassicurante per loro e confortevole per me, ho smesso da tempo di pensare da dove viene la radica che fumo, di che anno è, e che variante mi da la tal finitura rispetto un’altra, anche perchè, sarà fumo lento, come ora è di moda dire, ma personalmente fumo la pipa per aspirare più fumo, francamente mi sento tabagista e dipendente dal tabacco, prima che estimatore e di pipe e di tabacco.
Più per noia che altro scorro le pagine dei forum e ogni volta mi meraviglio della pochezza sempre espressa e della cecità degli scriventi, prender posizione per incoerenza pare essere la cosa che meglio viene.
Ora che mi ritrovo fumatore di pipa qui in sud America, ove la pipa è quasi sconosciuta, spero di diventare uno di quei fumatori che battono la pipa sul tacco della scarpa, senza mai pulirla, riponendola poi dove capita e fregandosene completamente della marca o della forme, forse il mio punto di arrivo come fumatore è questo.
Sempre cari saluti
1 Febbraio 2010 alle 21:57
Ciao Ramon! concordo in toto. Durante il boom degli Swatch, fu fatta un’ indagine dove si chiedeva ai contentissimi possessori dei colorati orologi il perchè del loro acquisto. Le risposte furono molteplici e sono facilmente immaginabili ma mi colpì quella che si classificò all’ultimo posto: ” L’ho comprato per sapere che ora è”.
2 Febbraio 2010 alle 21:20
E’ stato molto divertente notare come la comparsa di un socio con un minimo di cultura pipica alle spalle ed un’esperienza di oneste fumate abbia sparigliato le carte nel web caseificio. Prima un dagli all’untore che osa mettere in dubbio l’indubitabile Verbo del vate di turno, rigoroso custode del pipico comune credere, poi un silenzio di circostanza per mascherare il comune imbarazzo per la palese ignoranza da super-esperti, proprio nel thread per eccellenza: il Dunhillodromo per aspiranti forumisti, proletari della Dunhill per tutti e per tutti uguale. Ironia la mia, ma anche molta preoccupazione per la cultura pipica in genere, affidata a moderatori inconsapevoli del fatto che i più transitano per quelle pagine e poi chi sghignazzando, chi scuotendo il capo (come me), chi spipazzando in armonia, lascia il campo a ignari neo-utenti, e a una duplice dozzina di persone che si trastullano in ciarle e ignorano i quattro pilastri della pipica nazional cultura: radica - tabacco - fuoco e cenere e di tutto possono discutere al web bar, sempre concordi, tranne che della formazione della pedestre nazional calcistica.
Tra pecorino e stagionatura il socio “quantaltro” credo sia ancora lontano dal comprendere in quale amalgama di nazional pastrocchio sia capitato.
Ramon hai proprio ragione: questa categoria di web fumatori, che avendo tra le mani una shell pensa di possedere cumberland o root, scarsamente merita attenzioni e consigli. Se ne accorgessero anche i padroni del circo mai così in litigio tra il conservare la gabbia del leone o svendere al miglio inserzionista.
Così ora per radunar il volgo su un tema di comune accordo, organizzano il web sondaggio sullo shape più gradito, ma soprattutto il meno… come se uno shape valesse un altro non per l’estetico canone, ma per il gradimento collettivo dell’web museo degli orrori. Ma anche qui attenti a quando scoppiasse il prossimo web-casino su chi odia Bulldog e predilige Rhodesian, dando il la alla stura del prossimo web litigio.
Moderino il moderabile.
Fumino il ponderabile.
E continuino a grattugiar formaggio ed elettroni.